E’ Ugo Cavallera il vero dominus dell’amministrazione Novese?

Ricorre spesso l’idea che Perocchio, il giovane segretario della Lega novese, spadroneggi per la città, comandi a bacchetta il Nonno Sindaco, decida le politiche di questa amministrazione: cosa va fatto e non va fatto, quali sono le priorità e soprattutto occuperebbe con i propri accoliti leghisti tutti gli incarichi e nomine che spettano all’amministrazione.

Andiamo con ordine.
Le scelte politiche le decide lui? Quali? Cosa sta facendo il comune di Novi? In che settore ? Quali strategie ha messo in campo? Ha abolito qualche iniziativa della giunta precedente. Ha portato avanti quelle già in corso. Per il resto siamo dinnanzi al nulla. Quindi cosa ha deciso o imposto Perocchio? Nulla
Le nomine. E’ vero che per la prima volta dopo 25 anni sono state gestite da un segretario di partito anziché dal sindaco, ma vediamo cosa porta a casa.
Trascuriamo le nomine nel Cit e nel Consorzio Smaltimenti Rifiuti, due enti praticamente in liquidazione. 
Fermiamoci alla galassia Acos. Nel cda Novi aveva tre membri su cinque, la maggioranza assoluta, tra cui l’amministratore delegato e il presidente (che mantiene), oggi ne ha due con il 64% delle azioni. Come Arquata con il 10%. Uno di questi è stato nominato dal sindaco di Casale in quanto segretario provinciale di Fratelli d’Ialia. Non era mai successo prima. In gestione acqua ne mette due su cinque, regala la presidenza a Iren, che non è neanche direttamente socia, ma ha il 25% della capogruppo. Una sola è in quota lega, e vive a Genova, anch’essa una dirigente di Iren. In Acosì nomina un membro su tre.
Ma è con la giunta Cabella, più correttamente chiamata giunta Molinari, che il nostro fa il tonfo più grosso. Dopo le varie giravolte e rimpasti c’è rimasto un solo leghista nostrano: il sindaco. Tutti gli altri o stanno altrove o sono di un altro partito.
Il vero trionfatore è Ugo Cavallera da Bosco Marenco (sconfitto nella corsa elettorale del proprio comune), un quasi ottuagenario politico democristiano, commissario della sezione novese di Forza Italia.
Non vince dal punto di vista elettorale, dato che il partito di Berlusconi non ha mai raggiunto a Novi numeri così bassi. 
Con il 9% dei voti si accaparra un posto nel cda di Gestione Acqua (un tal Bidone), come la Lega. Prende il presidente di Acosì: un certo Carosio da Gavi. Impresa tanto più audace in quanto si tratta di persone assolutamente prive di competenze specifiche. In questo eccelle anche Perocchio. Ma lui almeno fa del bene agli amici di famiglia.
E’ però nell’amministrazione comunale che Cavallera è devastante. Sempre con quel 9% di Forza Italia porta a casa il presidente del consiglio, Poletto; il vice sindaco, anche assessore ai lavori pubblici, Accili; l’assessore alla cultura, Sisti e potrebbe esserci il colpo grosso: Maria Rosa Porta all’urbanistica. Con questo ultimo colpo su cinque assessori due sarebbero della lega e tre di Forza Italia. Ora c’è chi smentisce, ma in maggioranza ne hanno parlato, alcuni si sono opposti, ma dinnanzi al pericolo di andare tutti a casa terranno duro?
Certo il vecchio DC deve ringraziare Bertoli che questa volta ha messo proprio paura all’ingenuo Perocchio. Il quale di politica ne mastica poco e si ritrova con un pugno di mosche in mano . 

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antonio Rosso

Un pensiero su “E’ Ugo Cavallera il vero dominus dell’amministrazione Novese?

  1. Ha completamente ragione l’autore, la Lega ha raccolto poco o niente ma non poteva essere altrimenti.

    Va considerato che in politica l’esperienza e le capacità non si improvvisano, la lega ha vinto per due ragioni :
    la principale, per assuefazione dei cittadini per la lunghissima gestione della sinistra, che le aveva fatto appannare il feeling con l’elettore;
    la secondaria e non meno importante è stato l’esaltazione collettiva del momento verso la propaganda politica nazionale della lega .

    Ma la compagine leghista, non avevano, tra gli aderenti locali, personaggi con capacità ed esperienza politica – amministrative in grado di governare una città, evoluta come la nostra, fatta eccezione di Bertoli e Cuccuru che sono i veri vincitori. E’ noto a tutti come è finita: Cuccuru è stato cacciato e Bertoli, probabilmente farà gruppo a parte.

    Amministrare una città richiede :esperienza , passione capacità e tanta conoscenza della macchina amministrativa; nonché una buona organizzazione e guida della forza politica , sia nei programmi sia nelle risorse umane . Se non si hanno , non si possono improvvisare.

    Ecco che Ugo Cavallera, gigante della politica, spadroneggia ,piazzando esponenti della sua parte politica. Che abbondano nelle qualità richieste anche se rappresentano una modesta percentuale.

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