Perché la giunta di Novi Ligure è andata in crisi?

Una cosa buona l’amministrazione novese l’ha fatta: gli addobbi natalizi. I boschetti bianchi con palle, disseminati un po’ qua e un po’ là, sono belli. Ma sotto l’albero di Natale c’è una bella crisi della maggioranza. Marco Bertoli ha sbattuto la porta: sembra un gioco di parole, ma non lo è. La sua richiesta di mettere in giunta Maria Rosa Porta è stata rispedita al mittente. La proposta era precedente all’ultimo rimpasto, ma non è stata presa in considerazione e ha visto preferire l’ingresso in giunta di un leghista alessandrino e di un forzista che abita a Genova. A questo punto è impossibile far uscire un altro assessore per far entrare la candidata dell’ormai ex-capogruppo del carroccio novese.
Giacomo Perocchio, il segretario della Lega, avrebbe pure ceduto. Ha trovato, però, anche il muro dei colleghi di partito della Porta, messi lì da Ugo Cavallera. Intanto il gruppo della Lega che aveva già perso Luciano Saracino, passa da 8 a 4 membri. Bertoli ha provocato una scissione e con altri 2 ha formato un nuovo gruppo consiliare, si chiama Solo Novi. Rimarranno all’interno della maggioranza. “Per ora”, pensano tutti. Poi si vedrà. Certo nessuno avrebbe immaginato che solo dopo 17 mesi dalla storica vittoria leghista in una roccaforte della sinistra come Novi, la nuova maggioranza fosse già in pezzi. Ma sarebbe un errore pensare che tutto questo avvenga solo per l’incapacità di gestione da parte di questo o quel personaggio della destra novese, da confitti personali, da nomine familiariste e deboli. Certo c’è tutto questo. Ma c’è un problema di fondo che fa esplodere i conflitti: il clima tra i cittadini novesi e tra gli elettori del centro destra, financo tra gli stessi attivisti. Se vi fosse, non dico entusiasmo, ma almeno un consenso diffuso, tutte queste schermaglie rimarrebbero all’interno di una normale dialettica partitica. Il fatto è che ormai tutti avvertono una profonda delusione, che coinvolge l’intero arco elettorale: da destra a sinistra e Bertoli, che si sia d’accordo con lui o no, non si può negare che con la gente ci parli. È questo nuovo “ambiente” che rende incontenibile la crisi. Una battuta di un elettore di destra pare emblematica: “Ora ho capito perchè quelli di prima hanno governato per 70 anni. Dopo questa amministrazione governeranno per altri e 70 anni”. 

Agli occhi dei più l’amministrazione non fa nulla. Ciò che ha in testa è in funzione alessandrina. Pensano di mettere a Novi l’inceneritore per trattare i rifiuti di Gianfranco Cuttica, Sindaco di Alessandria e di Bucci sindaco di Genova. Al di là di qualche timida dichiarazione, abbandonano il rilancio di san Bovo per non intralciare le ambizioni di logistica ferroviaria di Alessandria. Insomma: a noi l’immondizia a loro i treni moderni. Del resto gli assessori della giunta di Novi Ligure sono per il 40% alessandrini. Si potrebbe dire che in questo hanno mantenuto la promessa di rompere con il passato. Riccardo Molinari ha il suo principale serbatoio di voti nel Capoluogo e la carriera politica di Perocchio dipende dalle sorti del capogruppo leghista alla Camera. Tutto ciò nasconde una più o meno consapevolezza che a Novi non hanno futuro. Insomma la danno per persa alla prossima tornata elettorale. Quando questo accadrà non ci è dato di sapere. Ma certo che solo pensare che possa avvenire prima della naturale scadenza elettorale è già un fatto politicamente rilevante. Del resto si dice che se non si è convinti di una cosa non si riesce a convincere gli altri. 

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antonio Rosso

Un pensiero su “Perché la giunta di Novi Ligure è andata in crisi?

  1. Era sufficiente leggere l’ intervista a Giacomo Per occhio,apparsa tempo fa nelle pagine locali del quotidiano La Stampa per capire che…a sem misi propriu bain! Contestava l’opposizione dicendo che era falso affermare di prendere ordini da Riccardo Molinari,salvo poi dire che lo sentiva tutti i giorni e che è normale che le amministrazioni leghiste delle varie città ( Alessandria e Tortona)abbiano progetti in comune. Povera Novi!

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