Lettera aperta al Sindaco Gian Paolo Cabella

Spettabile Sindaco,
Mi sono deciso a scriverLe questa lettera aperta dopo aver fatto riflessioni sul trattamento riservatomi e che, per sua stessa ammissione, è stata dovuto a pressioni, alle quali Lei non ha voluto dare identità, ma che ha dimostrato mancanza di autonomia nelle decisioni che la legge attribuisce a Lei e a nessun altro. La “Sua” decisione, che è rimessa al giudizio del Tar, è ancora avvolta da nubi, ombre oscure e falsità che, prima o poi, dovranno essere consegnate al giudizio dei nostri concittadini.
Intanto ringrazio il mio successore per aver esposto, nel consiglio comunale del 30 novembre, una serie di atti già adottati durante il mio mandato indicandone la validità nonostante le avversità pandemiche e naturali e nonostante un bilancio, che si è protratto colpevolmente all’infinito, azzerando praticamente le dotazioni e obbligandoci a raschiare qualche briciola in fondo al barile. Lei stesso ha ammesso nel corso del nostro ultimo incontro che la colpa delle difficoltà era anche Sua per aver voluto gestire il bilancio senza averne previsto la gravosità.

Seguo da cittadino gli eventi e mi domando dove Lei voglia arrivare dato che ho assistito nell’ultimo consiglio ad un prolisso rosario di luoghi comuni e banalità per dire tutto e niente e senza una strategia vera che dovrebbe avviare quel “cambio di passo” che Lei mi ha sbandierato per trovare un motivo al mio dimissionamento. Oltre a non vedere la prospettiva di certo vedo quello che è già in atto, il maggiore prelievo dell’Imu per ristorare le partite Iva in difficoltà. Mi permetta, è stato un errore che pagherà caro perchè l’aumento Imu riguarda tutti mentre il “beneficio” riguarda pochi ed è un’operazione iniqua dato che a patire la crisi sono tutti, più o meno abbienti.

L’ultimo consiglio comunale ci ha consegnato una nuova figura, quella dell’assessore al bilancio dr. Delfino che ha “dato le carte”  al Suo posto. Il nuovo assessore si è espresso con capacità ma aspettiamo per vedere i prossimi passi che, dalle relazioni degli assessori, non è minimamente emerso. Anzi, da persona intelligente, ha magnificato le cose fatte da chi ci ha preceduto sia nella gestione comunale che nelle partecipate. Insomma un “sindaco ombra” messo da qualcuno per cercare di venire fuori dal disastro annunciato.

Con tristezza devo osservare che queste “manovre” stanno sulla testa dei novesi e condotte da persone che con Novi c’entrano poco o nulla per poca conoscenza della vita cittadina, perchè lontane o perchè solo raccomandate e poco dedite. Ma anche chi conosce meglio l’ambiente novese non si comporta adeguatamente. Mi riferisco a chi ha puntato il dito sul settore sportivo. Alcuni soggetti stanno mettendo in cattiva luce quello che invece è un vanto di Novi. Le nostre società sportive hanno svolto per tanti anni un ruolo importante nella formazione dei nostri giovani operando anche in condizioni di disagio. I nostri impianti hanno certamente bisogno di interventi, ma sono poche le città dotate di impianti come Novi. In questo ambiente ha lodevolmente operato ed opera SportiNovi per supplire ad un servizio scolastico e sportivo che il Comune non è più in grado di fare da decenni. Vedere come sono stati trattati in questi mesi ed assistere ad un passaggio nell’ultimo consiglio dove è stato messo in evidenza un fantomatico “esposto per truffa” invece di ringraziare e riconoscere la pubblica utilità di tuti gli operatori sportivi, è stata una pugnalata al cuore per uno come me che questo settore ha incominciato a seguirlo dalla fine degli anni “60.

Signor Sindaco, con il Suo diretto e scomposto intervento sulla delibera di proroga di convenzione con SportiNovi , ha dato ascolto al peggio dopo aver seguito ed approvato collegialmente con passaggi di giunta e di commissione consiliare la mia proposta. Mi creda, un intervento che non Le ha fatto onore. Insomma, un mondo cittadino alla rovescia che non ha giovato della “rivoluzione del buon senso” leghista, mai nata e neppure concepita, ma dalla quale è urgente staccarsi per il bene di tutti. Quelli che lo hanno capito non sono stati beneficiati di un dialogo costruttivo ma sono stati citati di tradimento ed invitati alle dimissioni senza che Lei, Sig. Sindaco, stigmatizzasse questo comportamento vile, di gente senza educazione politica ma con tanta arroganza,  contro suoi amministratori. Un consiglio, metta in atto una delle opzioni da lei stesso ha espresso anche al sottoscritto, le Sue dimissioni. Un atto dovuto, a questo punto, agli elettori novesi

Costanzo Cuccuru

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Costanzo Cuccuru

2 pensieri su “Lettera aperta al Sindaco Gian Paolo Cabella

  1. Se ce ne fosse stato ancora bisogno, la lettera di Cuccuru fa capire quanto sia grave quanto sta succedendo a Novi Ligure. Cabella è profondamente inadatto al ruolo a cui è stato eletto, e subisce condizionamenti esterni a cui non riesce a far fronte. Per il bene di Novi deve fare un passo indietro, e liberare la città dalla cricca che lo manovra.
    Credo sia giunta l’ora di far nascere un movimento cittadino che chieda a gran voce le dimissioni di tutto il consiglio comunale per ridare la parola ai novesi.

    1. A parte che chiamarsi Chicco senza mettere il cognome fa capire che chiunque può essere a scrivere, rispondo che grazie al cielo siamo in democrazia , quindi l’amministrazione non può andare a casa a comando e che se questo movimento popolare crede di governare bene la città allora si prepari e si candidi alle prossime . amministrative.
      Ricci Claudio.

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