C’era una volta Dolci Terre di Novi

Proprio in questi giorni si sarebbe dovuta svolgere la XXV edizione della manifestazione enogastronomica Dolci Terre di Novi, in occasione della festività dell’Immacolata. L’evento negli ultimi anni portava in città circa cento espositori di prodotti tipici sia del nostro territorio che delle regioni a noi confinanti e un pubblico sempre più numeroso e proveniente non solo da Novi e dai paesini satelliti ma da Piemonte, Liguria e Lombardia. Dolci Terre di Novi è un appuntamento goloso e utile per lo shopping natalizio che ormai nel corso degli anni è diventato un must per chi, come me, adora assaporare e degustare tipicità enogastronomiche del territorio, scoprendo, ogni anno, qualcosa di nuovo sulla storia dei prodotti stessi. Poter assaggiare un vino, un formaggio, un miele mentre il produttore lo descrive e ne spiega le sue peculiarità è un’esperienza gastronomica di qualità che fa assolutamente la differenza e trasferisce al consumatore una conoscenza e una coscienza nuova rispetto alle sue scelte di acquisto.

Come altri numerosi eventi sparsi in tutt’Italia, anche la manifestazione novese quest’anno è stata annullata causa emergenza sanitaria covid 19. Ci si chiede, però, se, nell’era del digitale, non fosse comunque possibile ricreare un evento online prendendo spunto da best practice non troppo lontane geograficamente dal nostro territorio. Per l’evento Artigianato in fiera, ad esempio, che dal 1996 promuove gli artigiani in Italia e nel mondo, in questo 2020 segnato dal covid 19, è stata creata una piattaforma “Artigianato in fiera live” per permettere di proseguire l’esperienza della fiera anche online per dare la possibilità a espositori e visitatori di rinnovare la conoscenza e il rapporto in modo permanente. Il sito è diviso in diverse sezioni tra cui artigianato Italia e artigianato nel mondo. Da lì si dividono entrambe in sottosezioni dove si possono visualizzare video in cui gli artigiani raccontano il loro prodotto ed è possibile acquistare direttamente online tutto ciò che si desidera. Ma non è finita qui. Sul sito appare anche la sezione “Ristorante” dove è possibile ordinare cibi speciali e farseli recapitare a domicilio. 

Artigianato in fiera, ovviamente, non è paragonabile come organizzazione, numeri e grandezza alla rassegna nostrana ma può essere qualcosa dalla quale prendere spunto. L’esperienza dal vivo è senza dubbio insostituibile perché Dolci Terre di Novi è fatta di profumi, di sensazioni e di sapori però in un momento storico in cui è necessario sostenere i commercianti locali e le aziende del territorio pensare a una sorta di vetrina online con la presentazione attraverso brevi video dei produttori locali per permettere al pubblico di mettersi in contatto con gli stessi per fare i soliti acquisti natalizi sarebbe potuta essere comunque un’occasione. Il web, il digitale servono anche a questo. A creare opportunità. Non basta improvvisare, chiaramente, bisogna avere una progettualità e una visione d’insieme su cosa davvero voglia dire promuovere il territorio e occorre adattare ai tempi un mezzo di trasmissione. Ogni momento storico e ogni progetto hanno un loro mezzo e un target ben preciso. 

È proprio grazie alla cultura della valorizzazione del nostro territorio, dei nostri palazzi dipinti, del centro storico visto come una galleria d’arte a cielo aperto, delle nostre tipicità enogastronomiche che nasce Dolci Terre di Novi. Le basi della sua storia sono da ricercare nei primi anni ’90 quando il territorio del novese, seguendo il clima nazionale, subisce una forte deindustrializzazione. Basti pensare all’ex Ilva (all’epoca Italsider) che passa da oltre 2000 dipendenti a poco più di 700 lavoratori. Nel caso specifico novese il processo di deindustrializzazione viene riconosciuto dall’Unione Europea che inserisce quest’area territoriale fra le zone a declino industriale. In base a questo riconoscimento seguiranno, poi, dei bandi e dei finanziamenti a livello europeo, ai quali il comune di Novi Ligure partecipa.

Nel 1995 viene eletto sindaco di Novi Ligure Mario Lovelli che, insieme alla sua amministrazione e all’assessore alla cultura, turismo e scuola Lorenzo Robbiano, è ben consapevole della situazione di cambiamento dettata dalla deindustrializzazione. L’amministrazione tutta si pone il problema da una parte di salvaguardare l’industria che già è presente e dall’altra cerca di individuare altri settori di sviluppo che, peraltro, sono già indicati dall’Unione Europa, in special modo il comparto del turismo.

In principio fu “Vino Novi”

Vino Novi si tenne nel 1995

La sfida dell’assessore di competenza, Robbiano, è proprio quella di trovare un modo di immaginare un percorso virtuoso per andare anche nella direzione del turismo. Nel novembre del 1995, in occasione della fiera di Santa Caterina, viene inaugurata Vino Novi, manifestazione organizzata nel locali della ex latteria Cichero, in Via del Municipio, nel centro storico. I locali sono molto piccoli ma la risposta sia da parte dei produttori che da parte del pubblico è positiva. L’amministrazione comunale mette a sistema quello che già era presente partendo da aziende di Novi, i produttori di vino, i panettieri con focaccia e canestrelli novesi le aziende produttrici di cioccolato e caramelle. L’esperimento funziona e viene riproposto anche negli anni successivi. Nel 1996, poi, sulla scia del rilancio del territorio attraverso i suoi prodotti nasce il Polo Dolciario Novese che per molti anni è stato un vero e proprio punto di riferimento per le aziende della zona. Ogni anno veniva organizzato un convegno di livello nazionale a tema con ospiti illustri, uno su tutti Illy.

Arriva Dolci Terre

Dal 1996 Vino Novi prende il nome di Dolci Terre di Novi e l’evento viene allestito al foyer del teatro Marenco. Anno dopo anno la fiera si ingrandiva e venivano occupate aree non utilizzate all’interno del centro storico ad esempio i locali dell’ex Coop, in Via Gramsci, dell’ex Standa in via Girardengo, i negozi presso Palazzo Dellepiane dove oggi ci sono gli uffici dei servizi demografici e anche tensostrutture. In quegli anni escono i bandi europei per la riqualificazione di aree industriali siderurgiche dismesse e la città di Novi Ligure si candida e vince due importanti finanziamenti con i quali verranno creati, proprio dove una volta erano in attività i capannoni dell’ex Ilva, il Museo dei Campionissimi, inaugurato ad aprile 2003, e il centro fieristico Dolci Terre, che ha aperto le porte per la prima volta nell’inverno 2002, proprio con la rassegna enogastronomica. Queste cose non nascono a caso, ma c’è una cultura e una progettualità ben specifica alla base. Quello che si auspica è che la nuova amministrazione e il nuovo assessore di competenza abbiamo una visione d’insieme ma soprattutto una progettualità non finalizzata al presente ma al prossimo futuro, di ampio respiro.

Una delle prime edizioni presso il centro fieristico

Arriva (tardi) Novidelivery

È notizia recente che l’Associazione Novinterzapagina, col patrocinio del Comune di Novi Ligure, abbia presentato “Novidelivery” piattaforma multi esercente di Italy delivery della quale fa parte anche Monferrato Delivery. Da quello che si evince possono partecipare all’iniziativa i commercianti novesi che vorranno proporre su questa piattaforma online i loro prodotti. Quello che ci si chiede è, prima di tutto, se questa iniziativa partirà in tempo per i regali di Natale, ma dato i tempi ridotti, qualche dubbio sorge. Dato che, poi i negozi di Novi sono di diversi tipi e soprattutto hanno merci ben diverse: c’è la drogheria, c’è il panificio, la pasticceria… c’è il negozio di scarpe, c’è la gelateria, c’è la piccola torrefazione, c’è il bar, c’è la profumeria, c’è il negozio di calze e collant… le merci di molti di questi negozi, essendo legati a catane commerciali, cambiano in modo molto veloce, riuscirà la piattaforma a stare ai loro ritmi? Il tempo, come sempre, ci darà le risposte. Speriamo, per il bene dei commercianti, che l’idea funzioni e crei profitto.

Per la parte storica di questo pezzo vorrei dire grazie a Lorenzo Robbiano che mi ha aiutata a conoscere le radici di Dolci Terre di Novi raccontandomi la sua evoluzione dal 1995.

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Carlotta Codogno

Un pensiero su “C’era una volta Dolci Terre di Novi

  1. Molto interessante, soprattutto la parte storica, perché spesso ci dimentichiamo del perché di certe scelte. Si può essere d’accordo o no, ma almeno alla base c’e’ una visione!( ogni riferimento all’attualita’ non è causale😉)

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