Sulle luminarie persa l’occasione di mostrare buon senso

Nel consiglio comunale del 30 novembre, in teleconferenza, il fatto politico di particolare rilievo è stata l’ufficializzazione della scomposizione della maggioranza.
Si è ufficializzato il nuovo gruppo “Solo Novi” , nato dai tre fuoriusciti dalla lega, con a capo il consigliere Bertoli. La signora Baruffa subentra come capo gruppo della formazione leghista che aveva la maggioranza, ora dimezzata.
Fatti già noti, riportati dalla stampa e comunque conseguenti a quanto accaduto nel precedente consiglio.
All’esposizione del nuovo assessore al bilancio, prendeva la parola il ridimensionato segretario leghista, con un intervento piuttosto imprudente, alquanto inopportuno; al quale faceva seguito la reazione dell’opposizione. Il giovane leader appare ancora frastornato dalla situazione di precarietà nella quale ha trascinato la maggioranza.
Dovrebbe andare a lezione dalla consigliera Lucia Zippo e farsi spiegare cosa è un razionale intervento: l’aiuterebbe a superare il concetto di supponenza. 

Inoltre il clima di precarietà potrebbe ulteriormente incancrenirsi per il ricorso al Tar che il dimissionato assessore ha presentato e ufficializzato con una lettera aperta indirizzato al sindaco. Costanzo Cuccuru non si è lasciato trattare come uno straccio usato e quello che emerge non giova al prestigio del sindaco. Non sarà facile dimenticarsi delle motivazioni che emergono nell’imporre l’aumento dell’Imu.

Meno male che l’assessore legionario con un accorto intervento, nell’ illustrare il bilancio consolidato, ha messo la politica amministrativa su un binario di pratica chiarezza e correttezza, senza retorica o proclami di onnipotenza e sopratutto senza denigrare la passata amministrazione, anzi nel riconoscerne i meriti e le positività lasciate in eredità, ha di fatto proposto un rapporto di collaborazione. 
Ha dato comunque dimostrazione di classe, competenza ed acume politico e queste sono doti che non si improvvisano; anche se può dare l’impressione di essere più il curatore fallimentare dell’amministrazione che l’assessore al bilancio.
Le descrizioni dell’operato annuale degli assessori, piuttosto scarse, hanno consentito all’ex sindaco di esplicitare la differenza tra la retorica delle promesse pubblicitarie e la realtà del fare . Ha sostenuto che gli interventi effettuati sono conseguenti alle programmazioni della passata amministrazione, fatta eccezione per l’inopportuno aumento dell’Imu. Rocchino Muliere ha criticato con articolate argomentazioni, l’eccessiva somma stanziata per le luminarie e gli addobbi, ritenuta sproporzionata in relazione all’attuale condizione di disagio. Riconoscendone comunque la validità, perchè sono motivo di vivacità e di allegria necessaria nell’occasione della ricorrenza natalizia. Le luminarie contribuiscono al clima di festa e si prestano a dare movimento alla città; ma una spesa contenuta sarebbe stata più consona, quanto meno simile a quella delle precedenti amministrazioni. 

E’ in questo momento di ristrettezze che si deve saper adottare soluzioni ponderate, indirizzando le risorse verso problematiche di effettive necessità. Viene naturale riflettere a quale razionalità risponde spendere una somma decisamente sostenuta per ottenere un allestimento volitivo, non necessariamente utile, se non per un ritorno di pubblicità accattivante, con lo scopo di far presa sull’opinione pubblica.

Inoltre a quale razionalità risponde assegnarne l’attuazione ad una ditta di altra provincia? Non vi sono ditte locali, per consentire loro un po’ di guadagno, in un momento difficile? Probabilmente l’intenzione di sbalordire la cittadina ha prevalso: “vedete come siamo bravi noi si che sappiamo far bene”.  Se poi si è abusato del denaro pubblico? E’ un aspetto secondario? 

Limitare le spese voluttuose, utilizzando il risparmio per scopi di necessità con una condotta sobria, sarebbe stata una dimostrazione di attenzione sicuramente capita ed apprezzata oltre a dare dimostrazione di accorta saggezza e da un sindaco che, vanta una notevole esperienza nella gestione pubblica, doveva essere un fatto scontato.

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Francesco Giannattasio

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