Novi non ha speso 700 mila euro per il covid. Che fine faranno?

Di questo nuovo assessore al bilancio del comune di Novi Ligure, Maurizio Delfino – noto commercialista leghista di Alessandira- se ne sente parlare un gran bene. Si dice che sia riuscito a far intervenire in consiglio comunale uno ad uno tutti gli assessori, anche quelli che fino ad ora parevano statue di cera. Ha dispensato elogi agli amministratori della precedente amministrazione di centrosinistra, sollecitato le simpatie della consigliera pentastellata, sua collega di professione. Insomma gli sta andando molto meglio dei commercialisti suoi colleghi di Milano, invischiati in ben altre faccende leghiste.

Poi però ha sbattuto la faccia. Attonito si è beccata una solenne e rumorosa bocciatura della delibera con cui si rimodulavano le tariffe dell’immondizia. Con tanto di sbriciolamento dell’attuale maggioranza e con il conseguente buco di bilancio per circa 900 mila euro.

Ma il geniale assessore che piace a tutti, che persino quelli del PD trattano con i guanti, sembra abbia già una soluzione in tasca. Essendo una persona che ha studiato la ragioneria fa un ragionamento logico. Qui mancano dei soldi, da quest’altra parte ne avanzano. Li prendiamo dove ci sono e colmiamo il buco. 

Sapete da dove ha pensato di prenderli? Dai fondi non spesi per l’emergenza covid. Sì perché l’efficientissima giunta Cabella ha ricevuto 1.600.000 euro dal governo per aiutare famiglie ed imprese ed è riuscita a spenderne poco più della metà. Commercianti, artigiani, padri di famiglia sgomenti guardano alle scadenze, al conto della spesa, trovandosi a corto di risorse e la Giunta del Buon Senso non usa i soldi che ha. Allora il geniale assessore pensa di realizzare l’equilibrio di bilancio prendendo quei soldi.

Non sono un giurista e forse il mio sospetto che una tale manovra possa essere persino illegale è forse infondata. Ma se pure fosse legittima possiamo dire che è folle e inaccettabile.

La giunta Cabella (si noti che per rispetto non la chiamo la giunta Molinari-Cavallera) ha aumentato l’imu sulle seconde case per dare 165.000 euro ai commercianti che ne facciano richiesta e che abbiano i requisiti. All’inizio di dicembre erano un centinaio. Facciamo conto che alla fine siano 300. Prenderebbero, mediamente 550 euro a testa, se fossero 600 ne prenderebbero la metà. Non si sputa su niente quado si ha bisogno. Magari con quella somma possono pagare almeno in parte, l’acqua il gas, la corrente elettrica, l’immondizia. Ma allora perché non dividere anche i 700.000? Potrebbero incassare altre 2300 euro. Oppure perché non devolverli a tanti artigiani ridotti al lumicino. Le famiglie che non riescono a fare la spesa, che sono sicuramente centinaia, se ricevessero 500, 600 euro tirerebbero un sospiro di sollievo.

Ma in fondo il ragioniere fa il ragioniere. Queste scelte competono alla politica. E questa politica è talmente debole da affidarsi mani e piedi alla partita doppia. 

Si esce poco in questi giorni, gli auguri si scambiano per telefono. Non so se è capitato solo a me, ma nelle telefonate natalizie, sia degli amici novesi che del circondario, un tema ricorrente è il seguente: sopravviverà la giunta leghista della città?

Penso sempre che la politica tenda a prevalere e che i conflitti personali, magari con qualche ricompensa si possano sanare. Ieri insultavano Bertoli con striscioni e urla, oggi lo corteggiano in tutti i modi, concedendogli tutto ciò per cui ieri lo irridevano. 

Poi c’è la consigliera dei 5 Stelle Zippo. Teoricamente dalla parte della minoranza, in qualunque altro comune d’Italia non passerebbe dall’opposizione al sostegno di una giunta leghista, per altro dimezzata. Ma qui chissà! Non è tipo da chiedere poltrone in cambio, ma resta il fatto che la più indignata per la scissione, che mette in pericola la giunta, è parsa, fino ad ora, proprio lei. 

Se dovessimo fermarci a questi attori, pare che almeno nel breve periodo la maggioranza possa sopravvivere.

Ma c’è la città, la delusione, il cattivo governo, che diventerebbe addirittura drammatico se si distraessero i fondi del covid per altri fini di bilancio. 

I fatti spesso prevalgono e questo assieme a tutto il resto penso impedirebbero a Bertoli di tornare sui suoi passi e a Zippo di salvare la giunta. 



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antonio Rosso

2 pensieri su “Novi non ha speso 700 mila euro per il covid. Che fine faranno?

  1. E’ proprio vero che in politiche tutte le posizioni rispondono, quasi sempre, ad una logica di appartenenza; difficilmente ad una prospettiva temporale.
    L’articolo fa un’analisi sul comportamento dell’assessore al bilancio, piuttosto condivisibile sull’intenzione di utilizzare fondi statale per operazioni di bilancio. Visto le credenziali del dott. Delfino , ho qualche dubbio che si riduce a banalità .
    L’aspetto più interessante dell’autore è il commento sul comportamento del consigliere Pentastellato : viene data preventivamente come stampella ?
    Però se l’aumento della tari è stato bocciato è stato grazie anche al suo voto? Non è stato un atto politico di poco conto ? E sono queste posizioni che contano.
    Non solo , definendola una banderuola, si creano condizioni di insanabili contrapposizioni che in futuro potrebbero precludere a qualche opzione,
    Si apprezza molto il comportamento della scissione in casa leghista ma si può forse forse negare, al di la delle simpatie o convenienza , la critica. Se vengono palesate , sono da considerarsi indignazione? Si potrebbe trovare alcune analogie comportamentali con il senatore di Risignano.

  2. Leggo sempre con attenzione Giannattasio e ciò che scrive spesso lo condivido. Questa volta però mi pare che abbia proprio mancato il bersaglio. Commentando il mio articolo dice che non si deve definire la Zippo una banderuola, che non si deve gioire per la scissione della Lega e indignarsi per i comportamenti della Zippo. Non capisco dove abbia trovato tutto questo nel mio scritto. In quanto all’esponente pentastellato mi limito a rappresentare le sue posizioni, senza alcun commento, senza alcun giudizio di merito. Mi limito ai fatti, che ogn’uno può giudicare come meglio crede e secondo le proprie appartenenze politiche . Ha definito lo scissionista Bertoli una sorta di conte Ugolino e ha dichiarato, se non ricordo male alla Stampa, che se troverà delle cose positive nel prossimo bilancio comunale è disposta a votarlo. Ricordo che questo documento dovrebbe essere l’atto politico maggiormente qualificante di una maggioranza politica. Si può plaudire al suo senso di responsabilità o dissentire dalla sua posizione. Io non ho fatto né una cosa né l’altra.

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