Beni confiscati alle mafie, in Regione non è una priorità

Nessun bando regionale per i beni confiscati alle mafie per il 2020. Sostenere concretamente questi luoghi, prova tangibile del riscatto dello Stato sulle mafie, dovrebbe essere una priorità politica del Piemonte. Nella nostra regione, infatti, solo il 21% di questo patrimonio è stato restituito alla collettività, anche per la mancanza di fondi che sostengono il loro riutilizzo. Ne è una dimostrazione chiara la Villa di San Giusto Canavese, ancora oggi – nonostante gli sforzi messi in campo – sfregiata dall’attentato incendiario che l’ha colpita, abbandonata. Un luogo dove la ‘Ndrangheta continua a vincere e lo Stato a perdere. 

La questione è stata sollevata in consiglio regionale dal consigliere del Pd Domenico Rossi. 

«Comprendo che la gestione dell’emergenza Covid sia stata la priorità del 2020 assorbendo energie e attenzioni – ha dichiarato Rossi –ma non può essere una giustificazione per la mancata pubblicazione del bando per il riutilizzo sociale dei beni confiscati alle mafie». 

«Mi preoccupa – precisa il consigliere Dem – la disattenzione su questo tema. Nel 2017, durante la scorsa legislatura, con la Giunta Chiamparino avevamo finalmente messo in moto un meccanismo di sostegno regionale nei confronti dei Comuni per il riutilizzo dei beni confiscati. Già l’anno scorso, probabilmente per il cambio di amministrazione, il bando non è stato emanato. Si tratta di una mancanza inspiegabile considerato che il Bilancio regionale prevedeva, per l’anno in corso, risorse per 150mila euro e sarebbe bastato replicare l’ultima versione pubblicata del bando. L’emergenza sanitaria ha tutt’altro che arrestato l’attività illecita della criminalità organizzata poiché, nell’era del Covid, a causa della grave crisi economica e finanziaria che attraversa l’economia nazionale, la fragilità sociale in cui insinuarsi, specie tra gli strati più deboli della società, è maggiore. Non è, dunque, il momento di abbassare la guardia e l’assenza del bando 2020 è un bel segnale». 

L’assessore al Bilancio Andrea Tronzano, richiamando l’emergenza sanitaria, ha confermato che per l’anno 2020 non sarà pubblicato alcun bando e si è impegnato a far confluire le risorse previste a bilancio sul bando 2021. 

«La pandemia non può essere un alibi sempre valido – conclude Rossi – vigileremo con attenzione affinché l’impegno preso oggi dall’assessore sia mantenuto a partire dal prossimo documento di bilancio e chiederò che il bando sia pubblicato nei primi mesi del 2021. I beni riutilizzati socialmente assumono un alto valore simbolico e pedagogico, testimonianza di uno stato credibile, capace di riappropriarsi di quanto le mafie hanno sottratto ai cittadini attraverso attività criminali e di restituire alla collettività valore attraverso creazione di lavoro, impresa o attività di sostegno alle fasce deboli».

In provincia di Alessandria sono 5 i beni confiscati alla criminalità organizzata immediatamente disponibili al loro riutilizzo.

I cinque beni sono ubicati in tre Comuni (Albera Ligure, Mombello Monferrato e Sale) mentre alcune decine di beni confiscati, non ancora destinabili, si trovano nel territorio di altri Comuni e sono attualmente in fase istruttoria.

Il riutilizzo per fini di utilità sociale dei beni confiscati alla criminalità organizzata, restituendoli alla collettività, assume un alto valore simbolico e civile. 

Condividi questo articolo

andrea vignoli

Giornalista, scrittore, insegnante.

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *

Torna in alto

Contact Us