Termovalorizzatore, pensiamoci ma senza pregiudizi ideologici

Il consiglio comunale del 21 dicembre ha respinto l’aumento della tassazione dei rifiuti proposta dalla maggioranza. A prescindere dalla necessità o meno di tale aumento, si è evidenziata la condizione politica in cui si trova l’amministrazione. La bocciatura deve aver fatto comprendere al giovane leader dei locali leghisti in che pantano di disagio si trovano. 

La cruda realtà si è rivelata con matematica realtà: se vogliono continuare a governare, devono cercare i numeri e per averli devono scendere a compromessi e trovare un accordo prima del voto altrimenti non passa niente. Non è un bel governare con questo handicap, ci vuole una mente fine con grande capacità di mediazione e di raccordo per gestirla. Per la città, può non rappresentare una condizione negativa?

Ho seguito il consiglio in teleconferenza e l’intervento polemico dell’esponente della maggioranza si è rivelato contro producente, dando chiaramente ad intendere che ancora non hanno ben compreso che non sono in condizione di imporre nulla e tanto meno di far polemica. Purtroppo sono anche penalizzati dalla maggiore preparazione dell’opposizione e la sola bravura del neo assessore al bilancio non è sufficiente, a meno che non gli affidino anche la strategia politica. Da questo punto di vista, la perdita di Bertoli è stata devastante. Nell’esposizione delle condizioni dello smaltimento dei rifiuti, il giovane leader ha allargato le argomentazioni, ripresentando le ragioni della realizzazione del termovalorizzatore per lo smaltimento del residuo dell’indifferenziata. Cosi’ facendo, probabilmente si è accreditato anche la dissaprovazione della consigliera grillina? 

Richiamando un precedente di vecchia data, in cui si era preso in considerazione la realizzane di tale impianto anche a sinistra. L’argomento è effettivamente vecchio, se ne parlava con costrutto all’epoca dell’amministrazione Lovelli. L’allora presidente del consorzio smaltimento rifiuti, l’indimenticabile Oreste Soro ed il sottoscritto si fecero portatori di un’idea analoga che prevedeva la realizzazione dell’impianto con studi di fattibilità e di impatto ambientale, conseguiti e portati ad uno stadio molto avanzati. Il progetto venne accantonato a seguito di mugugni variamente estesi nei ben pensanti della popolazione che fece desistere il centro sinistra. A volte un poco più di coraggio non guasta, allora anche personaggi di fede leghista e forzista presero una posizione negativa quanto ostile. Come si cambia opinione con il passare del tempo ma forse sono gli interessi convergenti quelli che fanno realizzare progetti ambiziosi e non di rado si dimostrano anche lungimiranti.

La problematica del termovalorizzatore è comunque di attualità, ora come allora e la domanda che ci dovremmo porre è: fatta salva tutte la differenziata ed i ricicli possibili, il residuo che va conferito ed interrato in discariche, che comunque sono ad esaurimento e vanno gestite per almeno trent’anni dopo la chiusura, inquinano più dei residui della combustione del termo valorizzatore dello stesso conferimento di residui? Bisogna anche tener presente che con il calore della combustione, si può produrre teleriscaldamento ed energia elettrica che in qualche misura contribuisce a contenere i costi di conferimento. Su questo ragionamento si dovrebbero trovare convergenze obbiettive e non escogitare pregiudiziali preconcette, fine a se stesse. Su questa ipotesi, il pensiero del giovane leader va incoraggiato ed approfondito con valutazioni obbiettive quanto sostenute da considerazione scientifiche certe.

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Francesco Giannattasio

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