Addio alle ideologie?


L’ideologia ha sviluppato la massima contrapposizione alla fine della seconda guerra mondiale ma già dall’inizio del secolo diciannovesimo e del diciottesimo, si confrontavano in due correnti di pensiero: centro destra e centro sinistra. Quella predominante del capitalismo e quella emergente dello statalismo, più comunemente definito comunismo .
All’inizio le posizioni erano piuttosto nette; il capitalismo riteneva che il potere andava assoggettato al capitale e quindi gestito dai grandi proprietari mentre lo statalismo chiedeva che doveva essere il popolo e le grandi proprietà private andavano limitate se non addirittura proibite.
Strada facendo le due ideologie perdono la netta divisione e convergono, man mano con compromessi per garantirsi condizioni di monopolio in un contesto di agevolazioni reciproche che, si confondono nel sistema consumistico, in continua ascesa; il quale, oltre a garantire un progresso sociale ne limita i conflitti e consenta di preservare la lucrosa spartizione.

L’aumento del prodotto interno lordo è una costante pregiudiziale per mantenere le condizioni di vita; è il mezzo con il quale siamo costretti a produrre sempre di più se vogliamo mantenere le condizioni di vita. Ci spingono a correre con aumenti imposti ogni anno, sopratutto ai servizi primari , senza i quali il livello di vita regredirebbe inesorabilmente. Attualmente, la confusione con la correlazione al pensiero è diventato complesso e variamente articolato in tesi indefinite, dove le convinzioni ideologiche sono sfumate, incerte, frammentarie disperse in una miriadi di posizioni evanescenti, nella sostanza e consistenti nella pubblicità elettorale. Efficace comunque per proporre similitudini funzionanti a compattare gli schieramenti.
La sostanza: profitto, privilegio, potere. Questo sono le prerogative per la cui la conquista o il mantenimento della posizione rappresenta il vero obbiettivo .
Tutto il resto è relativo e motivo di mediazione; sono compromessi e promesse velleitarie, strumenti necessari per mantenere la posizione. Centro destra e centro sinistra, sono nella realtà dei punti geometrici, ma nei sostenitori deve persistere l’illusione della convinzione di essere dei soggetti attivi . 
L’elettorato sollecitato , è portato a schierarsi , quasi inconsciamente per schieramenti contrapposti, come i tifosi delle squadre di calcio, ritenendosi inconciliabili e la convinzione che l’altro rappresenta il nemico. non si rendono conto di venire usati e sulle basi di prevaricazioni che si costruiscono e si acquisiscono privilegi? Mentre per il conseguimento dell’interesse generale, è necessario eliminare: disuguaglianze, ingiustizie, privilegi etc. , condizioni necessarie per consolidare la coesione sociale.
Condizione indispensabile per consentire una distribuzione equa della ricchezza in modo che a tutti sia consentito una vita decorosa per la sola condizione che è un essere umano prima e un cittadino dopo. In sostanza le comunità si devono unirsi ed organizzarsi al meglio, per sfruttare le potenziali intelligenze, singole e collettive per produrre e migliorare le condizioni di vita di tutti. 
L’informazione, asservita in maggioranza ad interessi costituiti i quali non vogliono perdere posizioni acquisite; gli stessi filosofi e personaggi di cultura, sono allineati a sostenere divisioni ideologiche, sulla falsariga del fascismo nazismo e comunismo e non propongono altro per far comprendere che, necessariamente si deve andare oltre. 

Bisogna arrivare alla consapevolezza che, un essere umano è tale nel confronto di chiunque, e non è tollerabile che singoli o gruppi godano di privilegi a scapito di altri. Vedasi concessioni, monopoli e convenzioni, derivanti da leggi e regolamenti compiacenti ed interessati. 

Si sta facendo strada una nuova corrente di pensiero che, fatto proprio questa evoluzione dell’indirizzo politico, propone una nuova impostazione , che supera il concetto geometrico e cerca di realizzarne i principi ispiratore andando oltre la partitocrazia. Si comincia a capire che il bene e il male, resta tale comunque sia proposto. In sintesi uscire dalla classificazione ideologica.
Ma viene contrastata , con contrapposizione ed accanimento impari, mai verificatosi , da paragonarsi come la lotta contro i mulini a vento.
Tutto il sistema costituito fa fronte comune, l’avversa la osteggia, la deride bisogna renderla non credibile, minarne l’ascesa. 

Il pubblico è attonito, bersagliato da fiumane di notizie fuorvianti resta confuso, non sa come comportarsi, non riesce a comprenderne il pensiero, viene indotto a credere che l’onestà è sinonimo di incapacità. 

Il sistema trema è al panico, guai se dovesse prevalere questo nuovo indirizzo e prendesse coscienza; perderebbero tutto quello che hanno rappresentato e goduto, indifferentemente dallo schieramento , si troverebbero inesorabilmente isolati; su questo, sono spaventosamente convergenti.

La strada comunque è tracciata e comunque vadano i fatti, indietro non sarà più facile tornare, l’opinione pubblica ne prenderà coscienza, prima o poi, e la strada verso l’abbandono ideologico sarà dritta, veloce inarrestabile.

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Francesco Giannattasio

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