Piccola guida alla crisi politica per ansiosi patologici

Febbraio 2009, Piazza della Regina, Göteborg, Svezia. Mentre aspetto l’autobus con un mio compagno di studi, si discute di politica. Il mio interlocutore, oggi affermato broker negli Stati Uniti, all’epoca studente all’Università di Firenze impegnato in un promettente Erasmus scandinavo, mi preannuncia l’imminente esplosione di popolarità di un relativamente sconosciuto presidente della provincia del capoluogo toscano. «L’ho conosciutho una volta. L’è viscido, assetatho di potere. Ora s’è candidatho sindaho di Firenze». 

Gennaio 2021, l’ambizioso ex presidente della provincia di Firenze dimissiona le due ministre del suo partito, Italia Viva, e scatena una crisi politica in piena pandemia, uno scenario che tendevo a reputare improbabile perfino per un videogioco di simulazione politica.

Per chi ama seguire la politica e soffre d’ansia, le crisi di governo e la relativa incertezza che ne sussegue rappresentano un momento di enorme difficoltà. Per questo, e per cercare di dilazionare le proprie confezioni di Xanax, è giusto stilare un piccolo vademecum elencando le varie fasi della situazione indipendentemente dal fatto che la crisi si sia scatenata in un governo vicino alle proprie idee o meno.

  • Prime avvisaglie della crisi. Il primo step per l’ansioso appassionato di politica è rimuovere il “follow” ai personaggi politici appartenenti alla fazione che ha scatenato la crisi. Ci piacerebbe tanto poter dire di aver messo “follow” al politico in questione solo per tenersi informati, ma in realtà si è trattato di una breve quanto violenta infatuazione
  • Ufficializzazione. In caso di dimissioni e crisi pilotata, si suggerisce di limitare le informazioni al giornale radio e approfittare del fatto che per diversi giorni non accadrà nulla. Trovatevi un piccolo hobby: nei giorni difficili che condussero al governo Monti nel bel mezzo di una crisi del debito, mi sono iscritto in palestra e ci sono andato per almeno due settimane. In caso di sfiducia parlamentare, disattivare automaticamente i social e prenotare due giorni presso una Spa. Ah, giusto, siamo in piena pandemia. In questo caso fate un bagno al lume di candela, ma non invitate l’eventuale partner: il rischio di una discussione sul totoministri in mezzo alle bolle di schiuma è più grande di quanto si pensi
  • Consultazioni del Presidente della Repubblica. No, consultate i vostri amici per chiedere pareri sulla situazione imminente non è una buona idea. Se siete di sinistra, avrete fra i vostri contatti uno che sta più a sinistra di voi e che giura che piuttosto di fare un governo assieme ai “Responsabili” emigra in Bielorussia. Se siete di destra, il discorso si fa più difficile: quando al governo, vedrete che la situazione si risolverà da sè (non avrete a che fare nè con il Fronte Popolare di Giudea, nè con il Fronte Popolare Giudaico, per chi ricorda i Monty Python), se invece siete all’opposizione, state attenti a non consumare i tasti scrivendo compulsivamente E L E Z I O N I. Se è il caso, fate una passeggiata in un quartiere malfamato e poi, con calma, fate un lungo post su come la vostra città non sia più quella di una volta (anche nel caso in cui la Lega governi da 35 anni). Se preferite i Cinque Stelle, andate su Youtube e guardatevi in loop le dirette streaming in cui Lombardi e Crimi distruggevano i sogni di governo di Bersani. Vi verranno i lucciconi agli occhi come ai tifosi del Napoli quando si parla di Maradona e vi addormenterete un po’ tristi, ma rilassati
  • Primo incarico (di solito fallito). Adesso siete moderatamente ottimisti, ma non esagerate. Lo sapete che il primo tentativo ha buone probabilità di andare a vuoto. Siete curiosi, volete sapere tutto sui nuovi probabili ministri e sull’ipotetica maggioranza. Si narra che un tizio di Ancona abbia riscritto la legge elettorale in un momento di particolare ispirazione e abbia bombardato le caselle mail di mezzo parlamento senza ottenere risposta. Lo hanno trovato il giorno dopo mentre minacciava di gettarsi sotto un treno, ma per fortuna c’era sciopero e non è passato nessuno. Ecco, questa è l’occasione buona per utilizzare le vostre energie: non c’è bisogno di cambiare l’assetto istituzionale del nostro paese, è sufficiente cambiare quella lampadina fulminata in corridoio, oppure ripulire il muro del bagno dalla muffa
  • Incarico e fiducia. L’incertezza se n’è andata, adesso da una parte c’è del sollievo, dall’altra siete preoccupati per l’atteggiamento della parte politica che avete votato più di recente: se entra in maggioranza, specie se con un alleato scomodo, minacciate di non andare mai più a votare (fate così da quando c’era Forlani, ma avete già cambiato sei tessere elettorali); se rimane all’opposizione e la cosa vi sta bene, preparatevi a un lungo periodo in cui i vostri contatti social oscureranno i vostri brontolii verso il nuovo esecutivo non appena leggeranno una citazione vagamente colta in coda a un vostro post inutilmente polemico; se rimane all’opposizione e voi avreste preferito il contrario, preparatevi a votare il sedicesimo partito diverso alle prossime elezioni, tanto quello che avete appena votato scomparirà o cambierà nome più rapidamente di quanto Di Maio cambi mestiere e ministero.

Forza. Abbiamo superato l’Influenza Spagnola. Siamo sopravvissuti a Mastella, Gelmini e Toninelli ministri. Supereremo anche questa.

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Enrico Varrecchione

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