Si possono dire falsità dando da intendere che siano verità


Esprimersi in italiano è qualcosa di straordinario. La nostra lingua è unica nel suo genere, ti permette di scrivere un testo o un discorso, nel quale espliciti alcune considerazioni e nello stesso tempo puoi dar corso ad una diversa interpretazione o sottintenderne altre. 
Ma il fatto più straordinario è che una mente accorta, attenta può intuire il pensiero dell’autore e la personalità indipendentemente da quanto scritto o detto, riflettendo tra le righe si può arrivare a recepirne le vere intenzioni.
E’ una lingua talmente variegata che sembra fatta opposta per le esposizioni politiche con la quale si può dire tutto e contemporaneamente sostenere il contrario con evanescenti elucubrazioni.
Da ciò nascono leggi che vanno interpretate e soggette a contraddizioni. Per dare una linea del pensiero legislativo, è necessario il decreto interpretativo, ciò nonostante non impedisce variegate applicazioni.

La politica ne fa largo uso, con interviste, dichiarazione e discorsi, dando il meglio di come si argomentano azioni per raggiungere una posizione di potere che, se esplicitamente esposte, darebbero corso a vasto dissenso ma vengono ipocritamente camuffate, raggirate e fatte apparire come belle intenzioni. Naturalmente ci sguazzano personaggi dalla indefinita personalità.
Si possono dire falsità dando da intendere che siano verità, con arte ciceronesche, mescolate a presunti intendimenti di sublime intenzioni a difesa dell’interesse generale e della democrazia.
Purtroppo il nostro ceto politico ne fa un largo uso con enorme abilità . 
Si comincia il nuovo anno con l’attacco sistematico al governo o meglio al presidente, denigrando con sottile perfidia. Lo scopo è convincere che costui è un accentratore per fini non identificabili, sempre sulla retorica delle belle intenzioni; si creano ad arte condizione di ingovernabilità in modo di poter supportare e giustificare condizioni di sfiducia. Prevengono perfino azioni di sostegno per sabotarle preventivamente. Spiegano che costui sbaglia se cerca di ricorrere ai voti dei transfughi che, potrebbe essere possibile, ma ciò che stupisce sono gli autori di tale affermazione; sono i classici rappresentanti di tale deontologia, riunitosi in un piccolo partito dalle illimitate ambizioni.
Tutto, comunque all’insegna dell’espressione dei più nobili sentimenti e dei principi democratici più autentici. L’ariete è sempre il bene collettivo, mentre nella realtà è in atto la più esecrabile forma di ipocrisia e di contemporaneo narcisismo.
Con dialettica si profila una azione ricattatoria, senza scrupoli che tentano di impastocchiarci per sfiduciare il governo in una fase di drammatica emergenza, dall’estensione mondiale. Insensibili al rischio di far precipitare il paese nella più totale confusione, incuranti del necessario sforzo di tutti, per realizzare la vaccinazione del Paese e la necessaria urgenza di rimedio alle catastrofiche conseguenze economiche e sanitarie del contagio pandemico.
Per ovviare è in corso una ricerca affannosa, per soluzioni di composizione alle presunte divergenze ; ma forse c’è una sola sola strada da percorrere, per annichilire soluzione politiche ricattatorie con dialettiche camuffate: la chiarezza del linguaggio con esposizione precisa ed ordinat< del programma, nel luogo simbolo della democrazia, il Parlamento, in modo che tutti, al di là della retorica, capiscano e si prendano la responsabilità della decisione e non si nascondano dietro arcadie oratorie, e siano ben comprese le traumatiche conseguenze di una crisi al buio e una probabile campagna elettorale dalle conseguenze imprevedibili.
Il governo non deve tentare di sostituire quelli che se ne vanno con dei responsabili, responsabili poi di ché? Cambierebbero delle comparse ma lo spartito sarebbe lo stesso. Rivolgerdosi a tutti i senatori con argomentazioni sobrie e chiare e renderli responsabili individualmente, in assoluta trasparenze e senza contropartite, e se non ottiene la fiducia, si dimetta .
Si vada al voto , l’elettore potrà valutare disponendo dati oggettivi ed incontrovertibili per decidere il proprio futuro.
Potrebbe essere l’occasione per superare il concetto ideologico della contrapposizione politica ed attivare quella evoluzione che va oltre la visione partitocratica dove il bene ed il male si confondono in magistrali argomentazioni. 

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Francesco Giannattasio

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