L’inceneritore si farà a Novi? Lavorio nascosto, ma dipenderà da Bertoli e Zippo

C’è chi sta lavorando da tempo sottotraccia per piazzare un inceneritore dei rifiuti a Novi Ligure. Come si sa l’argomento è divisivo, genera a torto o a ragione, molte ostilità. Quindi meglio lavorare nell’ombra per poi uscire allo scoperto all’ultimo momento. Sono in corso da tempo incontri “segreti” tra amministratori pubblici, tra aziende, tra esponenti politici locali e non. La discussione sulle tariffe dei rifiuti imposta dall’opposizione novese ha fatto emergere il problema, anche se solo per una minima parte. Il segretario della Lega, Giacomo Perocchio, ha sostenuto che con l’inceneritore caleranno. Francesco Giannattasio sul Moscone ha invitato ad un dibattito “laico” sull’argomento. Pur non nascondendo le sue critiche all’amministrazione comunale, sostiene in sostanza: se serve perché no? 

Mauro D’Ascenzi in un lungo articolo su Il Novese -il primo, se non sbaglio, su una materia di politica cittadina da quando non è più amministratore dell’Acos- espone le ragioni perché a suo parere una tale scelta sarebbe priva di senso, pur essendo sempre stato favorevole anche all’uso dei termovalorizzatori. 

Riassumo brevemente le ragioni addotte, trascurando per brevità i numeri forniti a riprova delle proprie tesi. 

1- Novi ha scelto il porta a porta spinto per la raccolta dei rifiuti, gli investimenti sono già stati effettuati quindi graveranno comunque sulle tariffe per i prossimi anni;

2 -Novi produrrà massimo l’1% dei rifiuti da bruciare, il grosso verrà dalla Liguria e da Genova.

3- E’ buona norma che chi più produce immondizia si faccia anche carico di smaltirla, quindi si faccia in Liguria come è successo a Zurigo e a Copenaghen. I quali si sono costruiti gli impianti a casa propria.

4 – Se il 99% dei rifiuti arriverà da fuori, Novi sarà percorsa da migliaia di camion di immondizia, è ”ridicolo” chi pensa di portarli in treno.

5 – In fine, sostiene, c’è un impegno, assunto a suo tempo dal sindaco Pagella, di costruire un parco alberato nella zona della discarica e non si può quindi svendere quel territorio.

Il giorno dopo esce un’intervista del sindaco Gian Paolo Cabella. Il titolo è a piena pagina e dice che l’inceneritore si farà. Visti i tempi tecnici dei settimanali è presumibile che mentre il titolista conosce l’articolo del Novese , il sindaco ne ignora i contenuti. Infatti nel testo c’ è solo un passaggio molto stringato sull’argomento. In sostanza Cabella afferma che il deposito delle lastre mediche a Bosco Marenco presso le Fabbricazioni Nucleari non si deve fare, ma l’inceneritore a Novi sì, perché è un’industria (una quarantina di occupati dicono). Ma si farà in futuro. Nel vuoto di idee e di strategia sembra, questa dell’inceneritore, l’unica missione affidata alle aziende cittadine: Acos, Srt e al Consorzio di Smaltimento. Il sindaco è sfuggente per diverse ragioni. Innanzitutto meglio non svelare il lavorio nascosto. Poi questo tema è scottante si sa , soprattutto per una maggioranza ridotta al lumicino come quella leghista novese. La consigliera 5 Stelle Lucia Zippo non è una acerrima nemica di questa amministrazione, ma non dimentichiamo che il netto rifiuto di costruire nuovi inceneritori è uno dei temi fondanti del movimento di Beppe Grillo e su questo la stessa Zippo non potrebbe mai dare il suo voto favorevole. Ma potrebbe non essere necessaria per tenere a galla l’amministrazione. Può passare infatti con il voto dei 3 consiglieri di Solo Novi. Bertoli sembra infatti in una fase di stallo. Si potrebbe dire: tanto tuonò che non piovve. Pare più orientato ad una azione roboante ma senza provocare conseguenze decisive. Gode della simpatia dell’opposizione guidata dall’ ex sindaco e delle concessioni che a poco a poco gli centellinano i leghisti. Le prossime nomine nei consiglieri di amministrazione delle aziende ci diranno se queste briciole di Pollicino sortiranno l’effetto di riportare a casa qualche dissidente. La posizione di Bertoli oggi è comoda ma quanto potrà durare?

P.s.: A prescindere dalle opinioni di merito sul tema dell’inceneritore, spero che il Moscone continui a ronzarci intorno per imporre un dovere di trasparenza e di chiarezza.

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antonio Rosso

Un pensiero su “L’inceneritore si farà a Novi? Lavorio nascosto, ma dipenderà da Bertoli e Zippo

  1. L’INCENERITORE SI FARA’ A NOVI.
    Vorrei chiarire il mio pensiero sull’argomento poichè sono stato citato dall’autore, di cui condivido il testo.
    All’epoca del mio impegno amministrativo fui un fautore del termo valorizzatore, assieme allo scomparso Oreste Soro e non lo rinnego.
    Ritengo che chi si impegna in politica attiva deve avere una visione temporale per programmare strutture ed infrastrutture per migliorare le condizioni di vita ed ambientali.
    All’epoca le condizione erano diverse e se si operava tale scelta, le condizioni della provincia alessandrine venivano risolte.

    Oggi siamo in una situazione deversa, e quindi sono necessarie analizzare tutte le argomentazione dell’ex amministratore delegato D’Ascenzi e la decisione è nelle prerogative regionale.
    E’ stata fatta la scelta del metodo ” Contarina” quindi l’argomento è : inquina di più il residuo dell’indifferenziata da conferire in discarica con la gestione della medesima, per lunghissimo tempo dopo la saturazione della medesima o la termodistruzione con gli annessi e connessi, su basi scientifici certi?
    E’ cronaca che dove no sono state fatte fatte programmate e precise e scelte , o sono prevale scelte opportunistiche, le condizioni di disagio e di inquinamento sono drammatiche.

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