Èe baracòn di spégi

Anno nuovo, tran-tran vecchio, ovvero movimento lento e monotono per la Giunta Cabella; se, come da tradizione, la notte di San Silvestro si buttano le cose vecchie, dalle finestre di Palazzo Pallavicini non è volato nulla sull’antica via del Fossato, e non perché i temporanei inquilini non abbiano voluto, ma perché proprio non ci sono riusciti. Il Sindaco, al risveglio nel primo giorno del nuovo anno, ha ritrovato sul comodino il fascicolo del Bilancio 2021 ancora da approvare; ha poi sperato nella Befana, che, come si sa, tutte le feste porta via, ma non i Bilanci. Anzi, la vecchina ha deposto nella sua calza una buona quantità di carbone e qualche limone (da mordere, per poi dire che è dolce, ripetendo l’operazione almeno cento volte). Ora, pare – e sottolineiamo pare -che l’intenzione di quel che resta della maggioranza sia portare in approvazione il Bilancio comunale, prima si diceva a gennaio, ora a febbraio (si sa, in inverno si scivola). Auguri.

In città si dice che sono in corso manovre per cercare di raccattare i voti mancanti necessari alla approvazione del documento, soprattutto di quelli persi da Cabella o chi per lui (meglio dire: persi da colui che tutto fa e tutto disfa). E ancora una volta per occupare poltrone, poltroncine, seggiolini e “scagnetti”, ovvero toglierli da sotto il deretano di qualcuno (deretano si può dire, mica è scritto “culo”, denominazione inelegante dell’ano, anche se, diciamolo, rende di più). Dell’azzoppamento di colei che era anche assessore all’urbanistica si è già detto, non è il caso di rimestare. Osserviamo, però, che alla sua poltrona è stata tolta la gamba più importante: restiamo in attesa di vedere cosa farà con i sostegni rimanenti. Distinti saluti.

Radio Scarpa (Internasciunole) trasmette senza interruzione notizie relative a nuovi possibili “manezzi”, e non già “pe maja na figgia” (traffici per maritare una figlia, secondo Gilberto Govi), bensì per cercare di rimettere insieme uno straccio di maggioranza che, ripetiamo a vantaggio di coloro si fossero messi in ascolto soltanto ora, non c’è più. In città si dice – ma sarà poi vero? – di un tentativo di recupero dell’ex Assessore Cuccuru, il quale verrebbe ripescato, dopo che se ne sono dette di tutti i colori (con tanto di ricorso al Tribunale Amministrativo Regionale), per farlo planare alla presidenza di una nota azienda pubblica cittadina, su una poltrona, però, già occupata da persona che “spintaneamente” si dimetterebbe, ma che verrebbe ricompensata del sacrificio diversamente, magari per interposta persona. A Palazzo, poi, si narra di movimenti del personale comunale finalizzati ad accontentare questo o quello “sponsor”. Il fatto è che, a volte, per accontentare un “patrocinatore” se ne scontenta un altro: e giù beghe a non finire. Mal di pancia ce ne sono ovunque, a quanto si dice, anche in quel che resta della maggioranza in Consiglio comunale. Si vocifera, ad esempio, che persino l’inflessibile e inossidabile Presidente del Consiglio potrebbe accusare movimenti sussultori e ondulatori della propria poltrona, almeno per due rilevanti questioni. La prima riguarda la considerazione che la maggioranza da cui era stato eletto su quello scranno non esiste più; però si ricorda, per inciso, che il Presidente dovrebbe rappresentare tutto il Consiglio comunale, e non già una parte, oggi, per di più, minoritaria. La seconda questione è inerente alla occupazione del potere, con tre posti di responsabilità nella Amministrazione, da parte degli azzurri di Forza Italia, che contano soli due Consiglieri comunali e poco più del 9% dei voti elettorali (contro l’oltre 30% della Lega). Sembra proprio il gioco delle tre carte, ma è così. Pare che qualcuno, la sera prima di addormentarsi, ci stia pensando, temendo le reazioni dell’interessato, che potrebbero essere imprevedibili. Buona notte e sogni d’oro.

E la politica dov’è? Cos’è? Dove sono le idee nuove, quelle del cosiddetto cambiamento ?

Spesso si è visto da parte dei governanti (si fa per dire) novesi cancellare le iniziative delle amministrazioni precedenti, e poi, dopo qualche tempo (si sa che il meditabondo Cabella, prima di operare delle scelte, ci vuol pensare bene), fare esattamente quanto precedentemente negato. Mancanza di idee, forse? A proposito, che fine ha fatto la tanto vituperata gestione degli impianti sportivi, che chi “puote” voleva modificare radicalmente, in quanto pullulante di facinorosi e che è costata, almeno in parte, la testa di Cuccuru? Tutto fermo? Ripensamenti? Buon proseguimento.

In quanto a idee però, diciamolo, c’è Diego dei selfie (che alcuni, in città, chiamano Narciso), luminosa macchina da guerra. Lui non guarda al recente passato, ma va a ripescare idee di oltre vent’anni fa e, tra un autoscatto e l’altro, è anche capace di far credere che si tratti di novità assolute, quali ad esempio il “Museo del cioccolato” o l’organizzazione di un “distretto” del cioccolato (potrebbe proporre anche un museo della seta … la buttiamo lì, come idea). Il nostro/vostro/loro afferma di voler organizzare una grande cosa, che attiri turisti in città, mica come il Museo dei Campionissimi che, a suo parere, avrebbe staccato solo sessanta biglietti nel corso del 2020. Il dato può essere vero … ma in tal caso i biglietti venduti sarebbero davvero tanti, considerato che nel 2020 c’è stata – e ancora c’è – la pandemia, per cui musei e teatri sono rimasti chiusi. L’avrà saputo? Può anche essere che, sempre a causa della pandemia, a Novi non siano state organizzate iniziative sul ciclismo (davvero, qualcuno lo informi che c’è il Covid-19; magari prova a fotografarlo). Però – e risponde a verità anche questa considerazione – a proposito di promozione del Museo e del ciclismo, codesta Giunta, di cui l’esimio fa parte, si è fatta “soffiare” la Milano-Sanremo, per non parlare del Giro dell’Appennino, emigrato in quel di Pasturana. Cose talmente gravi nella nostra città che fanno girare … le palle. A proposito di palle: quelle natalizie, non ancora rimosse e accese, jour et nuit, come il giorno di Natale, sono un’installazione permanente? Per i turisti? Oppure rimangono accese per partecipare alla campagna a favore dello spreco energetico? Lo si chiede così, per un amico, come spesso viene scritto sui post, del di lui tanto amato, Facebook. Click.

Il solito concionatore di piazza Dellepiane, sempre ad alta voce, qualche giorno fa sentenziava: Chilù i soun saimpre ‘nt èe baracòn di spégi”. Arvèdse*. (Translation:“Costoro sono sempre nel labirinto degli specchi. Arrivederci”).

Il malalingua

Ultima oraVeggenti

Pare che un noto quotidiano torinese abbia assunto un veggente, in quanto ha dato notizia dell’approvazione di un documento ancor prima che questo fosse approvato dal Consiglio comunale; inoltre, il Presidente del Consiglio medesimo ne ha relazionato durante la riunione, leggendo la notizia sul giornale e invitando i consiglieri – magari scherzosamente – ad uniformarsi nella scelta di voto alle indicazioni del quotidiano … forse senza avvedersi della gravità del fatto ….
Il giornale conosceva già il documento? Qualcuno aveva suggerito al giornalista come sarebbe finita la riunione? Per il giornale si tratterebbe di incauta pubblicazione e per il Presidente, quantomeno, di incauta pubblica lettura durante una altrettanto pubblica riunione. Perché, a nostro parere, il giornale si legge a casa, o al bar, davanti ad una fumante tazzina di caffè, ma non durante una riunione nella quale si dovrebbero leggere i documenti in discussione e ascoltare gli interventi dei Consiglieri, per di più se si presiede la riunione. Sempre a nostro parere si tratta di una basilare norma di educazione civica, che risponde in primis al doveroso rispetto delle istituzioni, nonché del ruolo pubblico ricoperto. E non risulta che il Presidente del Consiglio comunale abbia, tra i suoi compiti, quello di leggere il giornale ai convenuti …

In altre parole, la seduta della massima Assemblea cittadina non è una partita di “ciucheìn, palmeìn*” (notare che la prima parola non significa ubriachi o asini). Ricordiamo inoltre – non già ai lettori, ma al Presidente stesso – che il suo ruolo è di garanzia rispetto a tutto il Consiglio e non si può considerare scontato, nemmeno per burla, quanto può accadere nella riunione del Consiglio stesso, solo perché l’evento è già stato descritto su un giornale (queste sono considerazioni tra amici al bar). Nel dubbio, il Presidente potrebbe sempre prendere lezione da una sua amica, che lo ha degnamente preceduto su quello scranno.

* gioco di strada con le biglie, dove “ciucheìn” è lo schiocco che provocano le biglie accostandosi l’un l’altra, mentre “palmeìn” è l’unità di misura, il palmo, per calcolare la distanza tra una biglia e l’altra. Ossequi.

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