La difficile condizione del parlamentare grillino

Arrivare ad assumere la posizione di privilegio, grazie al genio altrui e un colpo di fortuna che di punto in bianco ti cambia la vita, garantendo una retribuzione invidiabile che per i comuni mortali rappresenta un sogno irraggiungibile e se si aggiungono i gratificanti benefit… Ci possiamo fare un’idea di cosa può passare per la mente al comune parlamentare grillino?Vedere in prospettiva, arrivare la fine del mandato e tutto ciò che rappresenta.

L’eletto del Movimento viene a trovarsi in una posizione ancora più traumatica, rispetto al collega di altro schieramento, essendo sottoposto a condizioni impositive stringenti che, devono contenere l’egoismo umano che in misura più o meno ampia, è parte di noi. Inoltre le condizioni del regolamento del Movimento, anche se accettate e sottoscritte, sono severe e rappresentano una vera e propria sfida alle tentazioni.

Un personaggio in tale condizione, che vede avvicinare la fine della sua posizione, sia per il divieto al terzo mandato sia per l’improbabile rielezione, è estremamente in difficoltà a rimanere fedele a dei principi e a dei doveri. Contribuisce anche la riduzione del numero dei parlamentari che costringerà ad una naturale selezione e il “portavoce”, come viene definito l’eletto, nel frattempo deve comunque continuare a ridursi lo stipendio ed altri benefici. 

E’ una lotta con se stesso e non solo: crea conflitti interni e nella famiglia violenti, difficilissimi da contenere. Tanti, troppi, non ci riescono e crollano: valori, dignità, fedeltà, coerenza, riconoscenza, generosità etc.; tutte qualità che fanno di una persona speciale, direi unica , vengono disconosciute, abbandonate. L’abboccamento e le pressioni esterne incoraggiano gli indecisi ed i più deboli. Il Tradimento si consuma, il mandato per il quale sono stati eletti è rinnegato, si rifugiano in altri lidi ove trovano conforto e solidarietà. Salvare il salvabile delle loro miserie che giustificano con argomentazione puerili quanto ipocrite.

Scappano dalle responsabilità politiche ed umane, proprio nel momento dove l’apporto è necessario per quell’inversione del concetto di etica morale per dare al nostro Paese quella spinta innovativa verso una prospettiva di progresso e una distribuzione più equa della ricchezza e una maggiore coesione sociale. Valutati sotto questo aspetto il loro tradimento è di una gravità incommensurabile, miserabilmente odiosa, che le loro miserie umane sono del tutto irrilevanti.

Comunque se il Movimento vuole sopravvivere , deve revisionare le regole interne, tenendo conto, purtroppo, della natura umana e delle sue debolezze.

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Francesco Giannattasio

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