Mai pensato di far le valigie?

Dunque, la ormai celebre Giunta del Cambiamento (nel senso che cambia spesso idea), ancora una volta, fa marcia indietro. Dopo aver cercato di cacciare “Sport in Novi” dalla gestione degli impianti sportivi, ora pare sostenga essere stato solo uno scherzo (che burloni … d’altro canto è Carnevale). Infatti ha chiesto al gruppo dei “facinorosi” di continuare a gestire gli impianti sportivi: come direbbe il Conte Mascetti, “Antani come Antani”, come se fosse una retromarcia. Da quando si è insediata, la “magica” Giunta a conduzione familiare non ha fatto altro che dichiarare di voler cambiare tutto, per poi non cambiare nulla. Cambiare gli inquilini sulle poltrone è operazione più o meno riuscita (salvo tagliare qualche testa, deludendo così qualche portatore di voti, o presunto tale); ma questo intervento non ha cambiato la vita dei cittadini, anzi…e non si sta parlando (solo) di una questione di persone, bensì di programmi, di idee… nonché di palle (non quelle natalizie, beninteso). Non si governa una città affiggendo striscioni (come si fosse allo stadio).

La furia distruttrice dei vincitori (che si potrebbe anche definire odio per l’avversario, considerato autenticamente nemico) ha fatto più danni alla città che le cavallette in un campo di grano.
Del loro futuro, sinceramente – molto sinceramente – non ce ne può fregar di meno. Il problema vero è che c’è di mezzo una città, il futuro dei novesi, delle famiglie, delle aziende, dei giovani e dei pensionati (ivi compreso il Sindaco Cabella).
Non staremo a ricordare tutte le “cappelle” (sì, sì,“cappelle”) che nonno e nipote hanno drammaticamente infilato nei mesi scorsi, ci vorrebbero decine di volumi… che manco la Treccani. La più grande delle quali – sottolineiamola – è stata aver “abdicato” a giocare il ruolo che a Novi competeva (e compete) in favore di Alessandria, rinunciando ad una battaglia sui fondi derivanti dai lavori del Terzo valico: la “non scelta” del Sindaco Tentenna è costata ai novesi cinque milioni di euro. Non ce ne voglia Cabella, ma fare il Sindaco non equivale ad essere una sorta di “Monsù travet” (per chi non lo sapesse: modesto impiegato con lavoro mediocre e monotono); ci si permetta, il Primo Cittadino non ha imparato proprio nulla dal Sindaco Pagella, del quale aveva vantato la vicinanza: non è bastato, in quel tempo lontano, occupare un ufficio attiguo per assumere la caratura dell’Armando.

Tempo fa su un giornale, certamente non facinoroso, si leggeva che era stata scritta una brutta pagina per la città; ma ora le pagine non si contano più. Signor Sindaco, ha mai pensato di far le valigie, ovvero di dare le dimissioni? Ci pensi, soprattutto se vuole ancora un po’ di bene a questa città. Poi potrà, forse, passeggiare per via Girardengo (cosa che, nei mesi scorsi, non ha fatto: altrimenti avrebbe capito il distacco evidente con i novesi), sedersi sulle panchine di viale Saffi e osservare benevolmente i passeggini con le mamme al seguito, oppure andare in stazione a veder transitare i treni, libero dagli impegni domestici.

Il Malaligua

In piazza Dellepiane la discussione è sempre più accesa; l’altra sera Bastiano diceva: “Cos is speta a stacò a spèina, quei trài ciurlandari?” Traduzione: cosa aspettano a staccare la spina, quei tre ciurlandari? (quest’ultimo, termine intraducibile, usato nell’accezione di perditempo).

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