Tortona: povera cultura!

Mentre a Tortona venivano scelti coloro che avrebbero fatto parte del Tavolo della Cultura, si è ulteriormente procrastinata l’apertura del Museo Archeologico, che, ricordiamolo, avrebbe dovuto inaugurare tra marzo e aprile 2020. Sembra quasi di assistere a una replica moderna, anche un po’ maldestra, dell’Odissea, in cui mentre si aspetta il sopraggiungere del buon senso, durante la notte le sale, che di giorno erano state allestite, vengono smontate, così da continuare a procrastinare l’apertura. Se nel caso di Penelope era un gesto di amore per il suo Odisseo, evitando di dover sposare uno dei Proci, nel nostro, invece, sembra più inefficienza e incompetenza. 

Il Tavolo della Cultura, invece, ha preso forma quasi a tempo di record – dopo l’annullamento del singolare bando per l’assunzione di una figura che si occupasse della promozione del territorio – e pare già lanciato nel futuro, tanto che è stato necessario avvalersi della presenza di una docente di inglese – seconda nella lista dell’attuale vicesindaco, ma questa ovviamente è soltanto una coincidenza –, così da potersi rivolgere anche ai numerosissimi turisti stranieri, ignari del fatto di trovare il Museo Archeologico chiuso. Per fortuna, però, per chi è appassionato di archeologia Tortona offre molto altro: monumenti funerari lasciati al proprio destino e utilizzati come sede d’appoggio dai vandali, un’area archeologica quasi sempre chiusa al pubblico, così come anche alcuni resti di mura. Dimenticavo che per gli amanti dello shopping, utilizzando le scale mobili in un noto supermercato, sarà possibile ammirare un pavimento di età romana. 

Sappiamo tutti che il periodo è difficile e che molte delle energie sono concentrate su altri aspetti, ma la cultura è comunque un carattere fondamentale per la nostra civiltà e notare come quasi sempre si tenda a penalizzarla per prima è quantomeno frustrante. Lo è per quello che rappresenta, ma anche per le possibilità che offrirebbe e che, invece, spesso vengono automaticamente cancellate proprio a causa di queste mancanze. Eppure, ancor prima del Tavolo della Cultura – che si spera possa dare un nuovo e fresco contributo, nonostante qualche nome non poi così nuovo alla politica tortonese – qualcuno che avrebbe dovuto pensare al territorio e alla sua promozione culturale c’era: qual è stato il suo contributo per tutti questi monumenti e aree?

Altro dato interessante, visti i continui slittamenti dell’inaugurazione del Museo Archeologico, riguarda colei che ricopre il ruolo di Conservatore del Museo, la dottoressa Paola Comba, che pare percepire un compenso che si aggira intorno ai 5.000 euro ogni nove mesi. Ovviamente è subito evidente che una cifra simile è molto bassa, considerando lavoro e competenze necessarie, stimolando, quindi, qualche riflessione, soprattutto se si pensa a questi continui cambi di programma: è stato detto che la pandemia ha bloccato i lavori nelle sale (che, poi, i cantieri hanno ricominciato a lavorare già dall’estate scorsa), ma intanto la ricerca sui materiali è andata avanti, trovando così tanto da dover procrastinare di mesi l’apertura del museo. Il fatto che una professionista venga pagata 5.000 euro per nove mesi, però, deve far porre una domanda: cosa farei io al suo posto? Dedicherei tutte le mie energie a questo progetto, trascurando i costi della vita, o cercherei anche altri impieghi a cui dedicarmi? Probabilmente la seconda e questo potrebbe spiegare i continui ritardi rispetto le date preventivate.

Verrebbe anche da dire che, ancora una volta, la cultura e i suoi professionisti vengono svalutati, andando a danneggiare entrambe le categorie. Il Museo Archeologico di Tortona parrebbe fornire una prova importante di questo fenomeno dal sapore tutto italiano, così come anche lo stesso Tavolo della Cultura: non è previsto alcun compenso per i suoi partecipanti, mentre, però, esiste un ufficio con numerosi dipendenti pagati proprio per fare questo, ma che, evidentemente, mostrano delle carenze, tanto da doversi avvalere di ulteriori collaboratori a titolo gratuito. Certo, è nobile il desiderio di aiutare la nostra città da parte di coloro che hanno deciso di rendersi disponibili, ma è anche un’arma a doppio taglio, rischiando di andare a regalare e, quindi, a svalutare un lavoro e delle competenze che, invece, andrebbero ben riconosciute e ricompensate

Tuttavia, nonostante questo impegno gratuito da parte di tre persone, si vede anche un’uscita di denaro e di risorse da non sottovalutare e che, però, non porta al risultato sperato: oltre al rinnovo dell’incarico della dottoressa Paola Comba per nove mesi, il cui compenso sarà di circa 5.000 euro, ci saranno anche quelli per la dottoressa Anna Lorenzatto, pari a 1.040 euro, per l’elaborazione dell’apparato didascalico, e per la E.P. s.r.l. di Moncalieri, di 7.015 euro, che dovrà occuparsi della movimentazione dei reperti lapidei. La somma di tutti questi compensi non è irrisoria per un comune come quello di Tortona, soprattutto constatando il fatto che i risultati tardano ad arrivare.

Tutte queste vicende mostrano un quadro poco felice: un ufficio che dovrebbe occuparsi del territorio e della cultura, ma che, a quanto pare, non funziona come dovrebbe, tre nuove figure che metteranno a disposizione le proprie competenze a titolo gratuito, mentre altri sono stipendiati da tempo, vari monumenti e zone archeologiche della città totalmente trascurati e deturpati da cittadini “poco educati” e più di 13.000 euro che si sommano ai già cospicui investimenti per il Museo Archeologico – che intanto rimane chiuso –, i cui lavori e i conseguenti risultati appaiono quantomeno discutibili.

Sognare una gestione perfetta è un dovere, aspettarsela un’utopia, ma vedere una tale situazione è, invece, ai limiti dell’accettabile.

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