Maggioranza cercasi

La seduta del Consiglio Comunale per l’approvazione del Bilancio, prevista per i giorni 15 e 16 prossimi, “scivola” ancora, per nebbia nelle stanze di via Paolo Giacometti. Stanno ancora cercando i voti per approvare il documento ma non li trovano, hanno guardando dappertutto, anche nei cassetti e nei sottoscala, ma niente. Eppure (non per infierire) il neo Assessore al Bilancio aveva dichiarato che l’atto fondamentale per il funzionamento del Comune sarebbe stato votato entro il 31 dicembre dello scorso anno, beninteso. Forse l’Assessore non sapeva che a Palazzo Pallavicini circola il virus “tentenna” del ceppo “cabelliano”, contro il quale non è stato ancora trovato il vaccino (esperti del settore sostengono che l’antidoto, chiamato “tutti a casa”, sarà presto distribuito).

Fuga di notizie

Attendiamo con ansia ed apprensione la prossima riunione del Consiglio comunale, all’inizio della quale, presumiamo, il Presidente, cospargendosi il capo di cenere, porgerà le sue scuse (possibilmente sentite) ai colleghi Consiglieri (tutti) per il – chiamiamolo improprio – suo ruolo nella seduta durante la quale, leggendo il giornale (la cui lettura è sempre consigliabile al bar o a casa) che anticipava l’esito del voto sul quale il Consiglio stesso avrebbe dovuto esprimersi successivamente, aveva invitato i Consiglieri ad attenersi a quanto anticipato dal quotidiano; certo, un invito scherzoso, ma in una seduta di Consiglio non si fa. Altrimenti per sapere quando il Consiglio voterà il bilancio comunale potrebbe rivolgersi direttamente ad una cartomante, anche per conoscere l’esito della votazione in Consiglio.

Cercasi (temporaneamente) casa

Non devo essere recuperato da nessuna parte, perché lavorerei secondo logica ed esperienza. Ma senza politica non so stare e non pongo pregiudizi verso nessuno, chi mi conosce sa di cosa parlo”.

Con questa frase alquanto sibillina Costanzo Cuccuru, recentemente trombato da Cabella, è tornato a parlare. Dice di non riuscire a star lontano dalla politica: una sorta di dipendenza contro la quale, nel tempo, pare non aver trovato antidoto.
Non conoscendolo e non comprendendo a cosa si riferisse, abbiamo cercato di indagare sul suo passato; in effetti il suo curriculum testimonia una lunga “vita” politica, che si potrebbe definire raminga, ovvero costretta ad un continuo peregrinare causa destino avverso.
E infatti: nel 1985 fu Assessore, in quota Psi, con una Giunta novese di pentapartito, ovvero di centro con “spostamento” a destra, composta da Dc, Psi, Psdi, Pri, Pli. 
Nel 1990, invece, slittò – temporaneamente – a sinistra e fu ancora Assessore con una compagine di sinistra formata da Pci, Psi, Indipendenti di sinistra; lui sempre in quota socialista, di provata fede craxiana. 
Nel 1995, però, fu escluso dal governo di sinistra cittadino, ma non si diede pace; continuò la sua attività come Consigliere comunale fino al 2004. Ricoprì anche diversi incarichi in aziende pubbliche foreste, ad Alessandria, Tortona, Rivalta Scrivia, addirittura a Milano.
Nel 2005, segretario provinciale del Nuovo Psi di fede craxiana, era collocato nel centro-destra, “ospite” della Casa della Libertà, in quanto, come direbbe il Conte Mascetti, “l’ospitalità tra signori è una regola”. 
La lunga marcia di avvicinamento a Berlusconi, si concluse, immaginiamo per ragioni ideali, con l’ingresso in Forza Italia, ovvero nella “maison de Silvio”, per la quale, nel 2014, ri-divenne Consigliere comunale novese. Però gli ampi locali azzurri, nel tempo, si restrinsero… la casa azzurra venne travolta dall’onda lunga (sempre di craxiana memoria) leghista. Pertanto, se nel 2018 era ancora consigliere di Forza Italia, a pochi mesi dalle elezioni entrò nella più accogliente magione della Lega novese e venne eletto, l’anno successivo, nella lista elettorale di quest’ultima, fino ad essere nominato Assessore dal “sire” Cabella nella Giunta verde-azzurra, sostenuta da Lega, Forza Italia e da qualche cespuglio di estrema destra. Infine, fu d’imperio “dimissionato” dal suddetto regnante (o da chi ne fa le veci) in forza dell’editto“come ti ho fatto, ti distruggo”. Tutta colpa del destino cinico e baro, come proferì Giuseppe Saragat quando, nel 1953, il suo partito perse le elezioni (trovando poi consolazione in cantina).

Ora Costanzo cerca nuovamente casa, anche temporanea ed abitata; insomma, una temporary house. Non si mai: le situazioni, nell’era di internet, cambiano velocemente ed è sempre bene tener pronte le valigie. Dalle sue dichiarazioni non parrebbe voler tornare nell’ultima abitazione occupata, dalla quale è stato malamente sfrattato, anche perché, aggiungiamo, equivarrebbe a genuflettersi, e, per dirla (quasi) volgarmente, sarebbe una gran figura di “melma”.

Qualche sirena vociferava di un importante incarico lasciato libero “spontaneamente” da chi lo sta occupando, ma, a quanto pare, questa idea è tramontana sul nascere. Quella sedia, al momento, non è stata liberata? E’ stato anche scritto di un suo possibile reintegro in Consiglio comunale, evidentemente senza sapere che quando ci si è dimessi (non appena si assume l’incarico di Assessore, automaticamente ci si dimette) non si può più rientrare. È la legge ad imporlo …dura lex sed lex. Ovvero, non si può uscire dalla porta per rientrare dalla finestra. In altre parole, bisognerebbe sempre ricordare che il Consiglio comunale non è un tram – per quanto lo si possa ambire – chiamato desiderio (A Streetcar Named Desire, translation per i foresti), dal quale si scende, per poi risalire alla fermata successiva. Volendo fare informazione, ci si può informare (la cacofonia ci sta): non costa poi tanta fatica, basta consultare in rete il Testo unico delle leggi sull’ordinamento degli enti locali”. Cfr. internet. 

Siamo certi che una “casa”, magari temporaneaprima o poi Cuccuru la troverà, quantomeno grazie alla pluriennale esperienza da lui rivendicata. Pare, ad esempio, sia stata richiesta la costruzione (Assessore all’urbanistica permettendo, ossia il Sindaco, il quale, prima di rilasciare la licenza, dovrà chiedere autorizzazione al nipote) di un bilocale in zona collinare denominato “Soli si muore”, provvisto di acqua corrente e riscaldamento quasi-autonomo (perché, talora, si astiene). Il lacrimatoio non è previsto, ognuno deve portarsi il proprio (eventualmente metterlo in valigia). Inoltre, c’è una casa sfitta di un ex socialista, diventato famoso negli anni ’20 del secolo scorso, oggi denominata Fratelli d’Italia. 

Per chi avesse perso il video: interessante inquadratura di una buca.

Da qualche tempo si era notata la mancanza dei selfie di Diego; eravamo preoccupati, tenevano compagnia, erano utili prima di andare a letto poiché soporiferi. Avevamo pensato fosse a corto di argomenti dopo il siluramento del “suo” Museo del Cioccolato e la prematura scomparsa delle palle natalizie, che si pensavano ormai permanenti (si sa, il Natale arriva all’improvviso, e come diceva Renato Pozzetto “il Natale quando arriva, arriva”). Errore! Era in preparazione una “rivoluzione tecnologica”, dalla fotografia alla televisione, da attuarsi non più con l’autoscatto, bensì con cameraman al seguito (i selfie affaticano il braccio). Il poliedrico Diego ha assunto il ruolo del botanico, spiegando attraverso www.diegotv.neuve come si fa ad abbattere e a sostituire gli alberi in viale Rimembranza, operazione della quale si ascrive il merito. Particolarmente interessanti i primi piani delle buche, non già di quelle stradali, nonché la “dotta” spiegazione sulla triturazione delle radici (si vocifera che la Rai ne abbia chiesto l’esclusiva per una puntata di Quark). Siamo consci che non sia uno scoop da meritare l’attenzione di “www.diegotv.neuve”, ma ricordiamo al botanico Diego che quegli alberi rappresentano i caduti novesi della Prima Guerra mondiale, “in perpetuam rei memoriam”.

Pare, e sottolineiamo pare, che la prossima volta assumerà il ruolo del fantino.

Il Malalingua



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