Novi da capitale del cioccolato a capitale del rifiuto?

Continua in modo più o meno segreto – diciamo riservato – il lavorio per insediare un inceneritore dei rifiuti a Novi Ligure. Ma scrofugliando un po’ qua, un po’ là, due chiacchiere con un tecnico di Acos Ambiente, una riflessione di un dipendente di Srt, una indiscrezione di un amministratore del Consorzio Smaltimento Rifiuti, veniamo a sapere che non solo si vuole insediare l’impianto a Novi, portando in città il 99% dei rifiuti indifferenziati di un pezzo del Piemonte e della Liguria. Si pensa, nella stessa area, di raccogliere anche quelli differenziati per farne un pretrattamento e avviarli al riciclo. Quindi il volume di immondizia che ci pioverebbe addosso sarebbe almeno tre volte superiore a quello previsto con il solo inceneritore, con relativo traffico di camion. Per l’indifferenziata parlavano di trasporto su rotaia, questa volta parleranno di trasporto aereo?

Abbiamo sentito il parere di un ex amministratore un’azienda comunale che dice: «Ottimo. Passiamo da Novi capitale del cioccolato a Novi capitale del rifiuto. Da Dolci Terre a pianura degli olezzi. Anche questa è una strategia. Del resto la giunta leghista lo aveva preannunciato che avrebbe portato delle grandi novità».

Naturalmente la sua attuazione dipende da una nuova legge regionale. Ma a Cirio non pare vero di aver trovato un posto disponibile a farsene carico. Pensate Bucci, sindaco di Genova come è contento! Non solo manderà a noi la propria immondizia, ma anche le grane che la realizzazione di certe opere comporta in termini da impatto con l’opinione pubblica. Anche i sindaci del Consorzio saranno contenti. Dove li trovano altri fessi che non solo accettano senza colpo ferire, ma addirittura sgomitano per riempirsi di immondizia. Ogni sindaco della zona pensa: se va a Novi non me la ritrovo io trai piedi.

Primo o poi se ne dovrà parlare in consiglio comunale. La signora Zippo, esponente 5 stelle, pensiamo si schiererà contro, viste le posizioni del suo partito a tutti i livelli. E Bertoli che fa? Viene da rispondere con una battuta di Trilussa: “magna le nocchie”. Aveva suscitato molte aspettativa la sua iniziativa, che pareva potesse dare un nuovo assetto amministrativo in grado di far uscire Novi da questa depressione, da questo vuoto di prospettive di cui è prigioniera. Le speranze vanno via via scemando. Non se la sente di dare la spallata. O rientrerà nei ranghi o farà il guerrigliero, fino alla fine, contro un’amministrazione boccheggiante. Si farà anche su questo abbindolare da Delfino assessore al bilancio? Ma se non incanta neanche più l’opposizione di centro sinistra. È arrivato, li ha adulati, si è complimentato con loro, ma alla fine si sono accorti che è tutto fumo e anche con i numeri non ci azzecca poi molto. Questo mestiere, il nostro alessandrino, lo fa per troppi Comuni, e con tutti ripete lo stesso schema ormai un po’ logoro. 

Per i Democratici novesi la lotta contro la trasformazione di Novi come polo interregionale dell’immondizia è un’occasione ghiotta e già arrotano i denti. Dice uno di loro: «Dovremo batterci contro un progetto che fa acqua da tutte le parti, proposto da un’amministrazione debole e senza più alcuna autorevolezza nei confronti della cittadinanza. È un invito a nozze!».

Ma forse alla giunta leghista non interessa molto. Si ha l’impressione che siano convinti della propria inevitabile futura sconfitta. Sia che avvenga prima, per mano del gruppo consigliare scissionista o che avvenga tra tre anni, quando non ci sarà neanche più bisogno di Bertoli . 

Ps. In un articolo del Moscone,  si parlava dei tentativi di recuperare Cuccuru, già cacciato dalla giunta attraverso la distribuzione di qualche poltrona. L’autore escludeva che l’interessato, con la sua dignità, e dopo tutto quello che ha scritto contro il sindaco Cabella e contro il suo ex partito, la Lega, avrebbe mai potuto accettare. Ebbene voci di corridoio dicono che non è proprio così. Anche uno strapuntino sarebbe da lui ritenuto un indennizzo per i torti subiti. Ai posteri l’ardua sentenza!

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antonio Rosso

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