Rio Gazzo, il nuovo scolmatore era nel programma di Cabella

Pagina 8, Capitolo 5: “Per una “tutela preventiva” dell’ambiente della città e della campagna novese”. Il problema del Rio Gazzo e della tenuta idrica della città era ben presente nel programma presentato dal centro destra novese in vista delle elezioni amministrative. 

Al termine del paragrafo veniva indicata l’intenzione, in caso di vittoria elettorale, di utilizzare i fondi delle opere compensative del terzo valico per la sistemazione del problema Rio Gazzo.

Ecco il testo integrale del paragrafo: 

La tutela dell’ambiente non è per noi uno slogan, ma un tema cruciale, di notevole impatto sulla popolazione, anche per la bellezza del paesaggio in cui viviamo. Purtroppo, ancora oggi, qui a Novi Ligure, l’attenzione verso la protezione del territorio è stata vista, dalle precedenti amministrazioni, in termini di riparazione del danno e, quindi, quando l’alterazione è già avvenuta (come per l’alluvione dell’ottobre 2014 che, nell’occasione di una pioggia abbondante, ha dimostrato tutta la fragilità del nostro territorio). Sfortunatamente però, non sempre risulta possibile intervenire e ripristinare: alle volte la strada è senza ritorno. 
Poiché il legame fra il territorio e chi ci vive diviene tanto più indissolubile quanto più su di esso si agisce e si opera, la sensibilizzazione della popolazione, grazie ad una informazione costante e relazioni sulla situazione del territorio (ad esempio per mezzo di strumenti quali rapporti sullo stato dell’ambiente, indagini conoscitive) rappresenta un’occasione da sfruttare per avvicinare i cittadini alle tematiche ambientali. Questo approccio, unito all’elaborazione di strategie di protezione ambientale che agiscano preventivamente sulle possibili cause di rischio idrogeologico e ambientale, costituisce il mezzo per realizzare uno sviluppo sostenibile integrato con il progresso economico. Sarà necessario insistere per la realizzazione di nuove piste ciclabili, operare per diminuire le emissioni inquinanti mediante incentivi ai privati e l’introduzione di veicoli elettrici per il trasporto pubblico. Parallelamente, avviare una graduale, ma completa conversione del parco comunale automezzi all’elettrico. Per quanto concerne il miglioramento idrogeologico va ricordato inoltre che la mancata attenzione verso il territorio ci riporta all’evento alluvionale del 2014, che ha sommato casualità ad inerzia e anche eccessiva “disinvoltura”. Il riporto di terra, deliberato nel 2007, nel canalone di Cascina Costa ha messo in evidenza la fragilità del nostro territorio, che ha provocato danni ingenti a privati ed aziende, che non hanno potuto ricevere alcun rimborso. Occorrerà regolamentare con maggiore attenzione la movimentazione di terre. Sono infatti nella memoria comune del cittadino novese i danni terribili provocati dall’ultima alluvione del 13 ottobre 2014 quando una intensa precipitazione atmosferica ha fatto straripare, in più punti della città, il Rio Gazzo; il Rio infatti, correndo interrato all’interno del nucleo abitato, non è riuscito a smaltire la portata idrica in arrivo, impedendo e mandando in pressione anche gli scarichi di tutte le reti secondarie in esso confluenti. Il Rio Gazzo origina dalla zona Barbellotta, corre in buona parte a cielo libero parallelo alla S.S. 35 Bis dei Giovi sino all’altezza del campo base del Ministero dell’Interno e Protezione Civile, ove prosegue intubato e diventa, da quel punto in poi, fognatura mista cittadina. Attualmente all’altezza della rotonda zona Ex Vosa, è presente un piccolo scolmatore, che devia verso il basso Pieve e quindi allo Scrivia una porzione limitata della portata totale del Rio; inoltre la portata smaltita dal canale in questione, risulta influenzata oltre che dalla dimensione e dalle pendenze in gioco, anche e fortemente dalla manutenzione del manufatto e delle opere d’arte connesse (attraversamenti, pontine ecc.), ad oggi in stato di pressoché totale abbandono. Quanto drammaticamente evidenziatosi nel 2014 ha chiaramente riproposto con forza la necessità di potenziare la portata idrica da smaltire verso lo Scrivia, prima che la stessa entri nel tratto intubato palesemente non in grado di svolgere compiutamente la propria funzione di collettamento verso valle nella zona retro Ilva. Nonostante la pericolosità potenzialmente distruttiva del sistema esistente, non solo non si è proceduto ad individuare una qualche soluzione alla problematica in essere, (potenziamento dello scolmatore esistente, realizzazione di nuovo diversore, aree di laminazione ecc.), ma si è addirittura incrementato il flusso idrico verso Novi, con le autorizzazioni della Regione alla rete di smaltimento della terza fase del Retail Park Serravalle, ove si è ovviamente reso necessario pavimentare e quindi impermeabilizzare l’area, ma scaricando il refluo senza più capacità di assorbimento da parte del terreno, anch’esso verso il Rio Gazzo. Infine è noto che il Consiglio Comunale ha approvato l’adeguamento del PRG Comunale al PAI Regionale, senza evidenziare il pericolo incombente sulla città ed eventuali ipotesi risolutive. Necessita pertanto uno studio idrogeologico, anche interessando la Regione, per affrontare il problema e mettere in sicurezza la città tutta. Le soluzioni tecniche più radicali su accennate rappresentano un progetto urgente ed indifferibile, su cui occorrerà investire le risorse disponibili, compresa soprattutto la quota derivante dalle opere di compensazione del Terzo Valico Ferroviario da parte del Cociv. 

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