Vogliamoci bene, senza farci troppo male

E’ doveroso riflettere e scrivere sugli amministratori: sono i nostri rappresentanti ai quali dobbiamo chiedere tutte le spiegazioni necessarie e loro devono dare tutte le risposte, per chiarire come ci rappresentano . 

Questo purtroppo non avviene, anzi avviene parzialmente, di solito camuffato all’interno del consiglio con una confusionaria rappresentazione teatrale, nella quale viene recitato tutto ed il contrario di tutto. 

Naturalmente gli attori e le comparse, danno il meglio per essere convincenti nella rappresentazione del bene collettivo, come se ne fossero effettivamente convinti e non interpreti di una farsa.
All’atto pratico, i fatti dimostrano, quasi sempre, il contrario. Gli obbiettivi che si concretizzano sono diversi, il più delle volte illogici e incomprensibili, creano inutile difficoltà con astrusi regolamenti genericamente identificati in burocrazia. 
Se li analizziamo con lucido ragionamento e comparandoli con i precedenti, i fatti dimostrano che interagiscono non in funzione del bene comune con logica ben definita, ma ad un andazzo approssimativo del vogliamoci bene, litighiamo, non troppo, senza farci troppo male.
Ciò che è mostruoso è l’assuefazione della società: ci siamo adeguati, ci conviviamo, lo si accetta, senza farci mancare il mugugno, ma in qualche modo ci ingegniamo per mantenere la posizione; che poi sia un vantaggio o meno della generalità è un’altra questione. Siamo diventati una società confusa che illude se stessa.

Analizziamoli questi fatti per cercare di rappresentare concreta quanto una visione logica dell’amministrazione : 
1) a seguito degli incomprensibili fatti di Sport In Novi e la conseguente sostituzione degli assessori, la lega si divide e tre elementi formano un nuovo gruppo, di fatto scompongono la maggioranza ma naturalmente dichiarano: l’ unico obbiettivo è l’interesse dei cittadini.
Infatti impediscono l’aumento della bolletta della rumenta e bocciano la creazione del museo del cioccolato, proponendo la valorizzazione della Cavallerizza in centro enogastronomico. Fin qui il nuovo gruppo sembra volere mantenere quanto dichiarato, forte della loro posizione, senza il loro apporto nulla si può decidere.
La scissione è avvenuta per ambizione personale? Diversamente non avrebbero fatto meglio gli interessi della comunità, di fronte all’evidente fallimento, ritirarsi e portarci a nuove elezioni? 

2) L’aumento della rumenta viene riproposto nella misura del 30%, mica uno scherzo e di questi tempi. Cosa è cambiato per approvare quello che prima era stato negato? Tutto riconducibile al cambio cioccolato- gastronomia? Sicuramente no! 
Si è determinato un status quo – “vogliamoci bene senza farci troppo male” come dire andiamo avanti e risolviamo le cose che vanno bene a me e a te; se poi alla comunità vanno per traverso è un’altra cosa.

Signori lettori questa è la realtà del modo di amministrare e di governare perché dappertutto funziona così e la caotico sostituzione del governo ne è la prova più lampante. Tutto all’insegna della reboante cantilena delle migliori intenzioni. 
Amministrare bene è una cosa difficile e nello stesso tempo facilissima, ma bisogna farlo senza ipocrisia, senza secondi fini. Prendiamo la raccolta differenziata della rumenta, un impegno non da poco, andrebbe analizzare tutta l’organizzazione: il metodo di raccolta, l’efficienza del personale, la classe che dirige e individuare sprechi ed inefficienze, l’aumento dovrebbe essere l’ultima razio. Se tutto funzionasse al meglio i costi devono diminuire? Data la natura della selezione che limita la quantità del conferito in discarica ed un certo ritorno dal riciclabile. Ora immaginatevi se tra quelli che ci amministrano ci siano elementi con tali qualità, sia specifiche che politiche. E’ più semplice risolvere con il pratico aumento, tanto il denaro di tutti è come il denaro di nessuno. Non si pongono nemmeno il problema che anche loro sono chiamati a pagare, agiscono in modo impersonale per non dire inconsapevoli.

Comunque una cosa positiva bisogna riconoscere se non altro per non farli apparire dei marziani all’incontrario: la rivisitazione del viale della Rimembranza. La rimozione degli alberi malati e la piantumazione di nuovi. E’ un lavoro ben fatto a regola d’arte. Un viale bellissimo oltre ad essere un polmone verde al quale è dovuto tutta l’attenzione possibile per mantenerlo sano e vegetativo, gli va riconosciuto inoltre, merito e l’apprezzamento generale, anche in relazione al riferimento patriottico, Quegli alberi rappresentano l’onore ed il ricordo di quei ragazzi che con il loro sacrificio ha reso possibile la nostra concezione della libertà.

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Francesco Giannattasio

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