Cit, assemblea deserta e Delfino ritira l’ennesima delibera

“Può darsi che un giorno saremo contenti di esserne solo lontani parenti”, cantava Guccini in Venezia. L’assemblea dei comuni soci del Cit, chiamati ad affrontare lo stato dell’azienda di trasporti, è andata deserta ancora una volta. Il Cit pare un malato terminale di cui nessuno vuol farsi carico, da cui molti sembrano prendere le distanze. Di cui tutti sono “lontani parenti”. 

Nella seduta della commissione bilancio dell’8 marzo scorso l’assessore Maurizio Delfino aveva presentato la richiesta di sottoscrizione dell’aumento di capitale del Cit, in base al famoso “piano di risanamento in perdita” dell’ente come ultima possibilità di evitare il fallimento. Delibera che avrebbe dovuto essere presentata nel consiglio comunale convocato per l’11 marzo, ma che è stato ritirata a causa del parere contrario del ragioniere capo del comune Roberto Moro e del segretario comunale Pier Giorgio Cabella relativamente alla legittimità dell’atto, in quanto il piano non rispetta quanto dettato dalla legge Madia. 

L’assessore Delfino ha così provato a ri-scrivere la delibera da sottoporre stavolta alla giunta comunale, ma di nuovo sia uffici finanziari che segretario comunale e stavolta anche i revisori dei conti hanno detto che il documento non è legittimo. Quindi, un primo documento non è stato presentato al consiglio comunale, mentre un secondo documento non è stato presentato alla giunta. Insomma, è un continuo scrivere piani di salvataggio e delibere e poi buttarli. 

Occorre precisare che il parere contrario degli organi di controllo non impedisce al consiglio comunale o alla giunta di approvare documenti: si tratta solo di prendersene la responsabilità, cosa che un sindaco o un assessore non dovrebbero aver paura di fare, se credono nelle loro decisioni. 

Ovvio che il povero Silvio Mazzarello, chiamato da Gian Paolo Cabella a guidare il Cit, si ritrovi solo all’assemblea: Novi, che è il comune che detiene il maggior numero di quote dell’ente, non sa che fare dopo aver cercato in tutti i modi di far digerire ai comuni soci un piano di salvataggio che non risponde alle norme di legge. 

Interessante la visione dell’ultima commissione bilancio del 18 marzo (link in fondo). In estrema sintesi, per l’assessore Delfino è tutta colpa di chi c’era prima a guidare il comune e il Cit. I due anni passati dall’elezione di Cabella, sono… passati invano. L’analisi dell’assessore individua il problema dell’ente: il trasporto pubblico locale, cioè le linee extraurbane, che sono in perdita a causa dei bassa tariffa a chilometro che la regione passa al Cit. A posto, dal punto di vista economico, il trasporto urbano (quello dentro la città), la gestione dei parcheggi e le onoranze funebri. 

La soluzione per Delfino potrebbe essere quella di ricapitalizzare il Cit per evitare il fallimento e poi procedere a vendere il ramo di azienda in perdita. La situazione del Cit è da portare i libri in tribunale, essendo stato eroso anche il capitale sociale. Delfino in commissione lo ha detto chiaramente, anche rispondendo alla domanda di Lucia Zippo che ha chiesto se tecnicamente un ente come il Cit può fallire. «Se le società comunali possono fallire? Ad Alessandria ne sono fallite 7!» ha risposto Delfino. 

Nel corso della seduta il consigliere Francesco Bonvini (Solo Novi) ha proposto, vista la gravità del momento, la costituzione di una “task force” che coinvolga anche le parti sociali. Una proposta che non ha ricevuto nessuna risposta dalla maggioranza. 

Il consigliere Alfredo Lolaico (Dem) ha esortato il comune a fare qualsiasi cosa possibile per salvare l’azienda e i posti di lavoro, sottolineando la valenza sociale del servizio offerto dal Cit. 

«Noi speriamo ancora in una possibilità di risanamento dell’azienda – ci ha detto il capogruppo Dem Simone Tedeschi e speriamo si concretizzi l’ipotesi di cessione di ramo azienda come delineato dall’assessore Delfino. Potrebbe essere davvero l’ultima possibilità per salvare il Cit. Noi ci crederemo fino alla fine, e crediamo che il comune debba in ogni modo cercare di tutelare l’azienda, i lavoratori e il servizio. Per questo ci siamo, siamo disponibili a dare una mano ma a patto che ognuno si prende le proprie responsabilità senza giocare a scaricabarile»

La commissione bilancio del 18 marzo 2021
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andrea vignoli

Giornalista, scrittore, insegnante.

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