Tutto è lecito, purché non avvenga alla luce de sole.

Ieri il Parlamento Spagnolo ha approvato la legge che regola l’eutanasia e il suicidio assistito.
La cattolicissima Spagna ha legiferato in piena emergenza pandemica, l’opposizione, senza isterie, ha annunciato un legittimo ricorso e la Chiesa ha espresso preoccupazione e l’auspico che venga inserito il diritto all’obiezione di coscienza da parte di medici e del personale di assistenza, diritto peraltro compreso già nella legge.

Alla domanda: “Perché questa legge, in questo momento?” il Premier ha semplicemente risposto : “perché era nel programma che avevamo presentato agli elettori, abbiamo semplicemente mantenuto la promessa”. Tutto qui.

Senza entrare nelle valutazioni della legge, che ha peraltro molti punti di contato col proposta di legge che giace nei cassetti del nostro Parlamento sembra evidente che se le cose si vogliono fare si fanno, se non si vogliono fare non si fanno: e le giustificazioni sono tanto facili da trovare quanto puerili e senza significato nel contenuto.

Da tempo la Corte Costituzionale ha inviato il Parlamento a legiferare sul tema e la Magistratura Ordinaria si è pronunciata sulla legittimità del suicidio assistito de iure condido; sconcertante l’inerzia, voluta, delle nostre forze politiche.

O la parte laica della società laica è in grado dal basso attraverso le sue associazioni di fare pressione sulle nostre pigre forze politiche o il nostro Paese continuerà a vivere in questo limbo dove tutto è lecito, purché non avvenga alla luce de sole. 

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Giacomo Orlando

Un pensiero su “Tutto è lecito, purché non avvenga alla luce de sole.

  1. Vi posto alcuni punti della Legge Spahnola detto che L’eutanasia e il suicidio assistito entreranno a far parte delle prestazioni del servizio sanitario nazionale vuol dire che la spesa sarà dunque a carico dello Stato.
    Con eutanasia, la legge intende la «somministrazione diretta di una sostanza al paziente da parte del professionista sanitario competente»; con suicidio medicalmente assistito la «prescrizione o fornitura al paziente da parte dell’operatore sanitario di una sostanza, in modo che possa auto-somministrarla, per provocare la propria morte».

    Una legge di civiltà che tiene conto dei diritti e dell’autodeterminaziobe delle persone, la loro volontà nell’esprimere se continuare o meno le cure in situazioni molto delicate.

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