A proposito della raccolta porta a porta dei rifiuti

Da qualche tempo è iniziata la raccolta dei rifiuti introducendo un altro metodo rispetto al passato, il così detto porta a porta. È stato deciso dalla precedente amministrazione, qualcuno dice subito. Perché sono stati soprattutto il Consorzio Smaltimento Rifiuti, con la maggioranza dei comuni suoi membri a volerlo. Sembra che l’allora sindaco Muliere avrebbe preferito adottare sistemi più innovativi e meno onerosi. Comunque il ritardo con cui l’attuale amministrazione leghista ha dato il via all’operazione è già stata oggetto di critica da parte del Pd in quanto avrebbe da subito determinato un buco nelle casse comunali. 

Va detto che nella propaganda elettorale la compagine di centrodestra aveva promesso di non attuare l’attuale sistema. Ora è indubbio che questo sta comportando un maggior disagio per i cittadini che abitano nei condomini o che non hanno spazi sufficienti in casa per poter ospitare i diversi contenitori. Questi inoltre devono tenere d’occhio continuamente il calendario del ritiro per non sbagliare il giorno i cui esporre il contenitore della plastica anziché della carta, dell’umido anziché dell’indifferenziato. Come è indubbio che vi sarà un aumento non irrilevante delle tariffe. Anzi proprio per pagare meno qualcuno sarà tentato di buttare la spazzatura nei campi. 

A quanto pare però il recupero di materiale dall’immondizia ha già fatto un notevole balzo in avanti con ottimi risultati.  Bisogna poi dire che là dove si è già applicato il nuovo sistema la pulizia è nettamente migliorata. Non si vede più, nelle piazze e nelle vie, quell’insieme di diversi cassoni sporchi, spesso debordanti e circondati da ulteriori ammassi di rifiuti. Questo non vale solo per Novi, ma per tutti gli altri comuni in cui opera Gestione Ambiente.

Il merito è suo, della società del Gruppo Acos incaricata della raccolta. Probabilmente anche questa azienda come a suo tempo il suo fondatore D’Ascenzi – lui stesso lo lascia trasparire da una recente intervista su il Novese- avrebbe preferito attuare un sistema diverso, più moderno e innovativo, ma il compito di una azienda è quello di soddisfare i clienti. In questo caso i comuni per cui lavora. Perciò ci sembra abbia fatto un buon lavoro di preparazione, di comunicazione, di capillare organizzazione. Procedendo con gradualità ha dovuto sostituire migliaia di vecchi cassonetti, casa per casa, condominio per condominio. Distribuirne migliaia di nuovi, insegnare ad usarli. Preparare il proprio personale a gestire la nuova raccolta. Riorganizzare gli itinerari e i viaggi dei camion. Un impegno notevole, senza molti disguidi e fino ad ora con ottimi risultati. 

Dove sta il segreto? Pensiamo stia nella sua struttura aziendale. Dalle sue origini si sono scelti amministratori sulla base della capacità e dell’esperienza. Avranno avuto certamente delle appartenenze politiche, ma forse non fu questo il criterio dominante per cui si è affidati a loro la nascita e lo sviluppo della nuova struttura. A loro volta avranno selezionato il personale sulla base di criteri meritocratici. Tutto ciò ha portato alla realizzazione di una azienda in grado di affrontare situazioni talvolta delicate, come spesso accade nel settore dell’immondizia, tenendo sempre, da quel che ci risulta, i conti in ordine.

Da quanto ci è dato di sapere, l’attuale amministratore unico, Paolo Selmi, sarà presto sostituito da un consiglio di amministrazione. La maggioranza dei suoi membri supponiamo spetti ad Acos in quanto socio di maggioranza, il resto sarà nominato da Asmt di Tortona. Temiamo molto che non saranno designati, come nel passato, dalla capogruppo, ma dalla Lega – sentito Cavallera, sentito il Sindaco di Casale – con gli stessi criteri con cui hanno indicato gli altri amministratori delle altre aziende cittadine. Se così fosse assisteremo ad un’altra lenta fase di declino anche di questa piccola ma importante realtà industriale. Speriamo di no. Speriamo di sbagliare. Speriamo che gli errori fatti fino ad ora consiglino di cambiare strada. In fondo penso che anche il Sindaco di Novi o suo nipote, se gli si ferma la macchina per aggiustarla chiamino un meccanico, possibilmente bravo e non si rivolgano a un dentista o un venditore ambulante solo perché è amico di famiglia o ha votato per loro. Certo forse questa diversa sensibilità è data dal fatto che la macchina è la loro.

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Antonio Rosso

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