Caro Dottore, peccato lei non sia al governo della Città…

In un’illuminante, recente, intervista il dottor Giacomo Perocchio, giovane e promettente medico, in merito alla crisi del CIT, indica la responsabilità di politici e tecnici che hanno, tra il 2016 e il 2017, commesso “un grosso pasticcio passando dal sistema dei contributi a un piano di risanamento sbagliato”. In qualche modo tirato in ballo alla voce “tecnici” e nonostante mi sia occupato di studi giuridici negli ultimi quarant’anni, resisto alla tentazione di spiegare perché quel regime non era più sostenibile, per non annoiare nessuno e, non senza sforzi, anche di ricambiare l’attenzione, spiegando al giovane e promettente medico come si interviene, che so, su una cistifellea infiammata. Anche se nel mio mondo ideale, per ritornare a una visione rinascimentale, oggi di moda, e agli intellettuali a tutto tondo, sarebbe interessante avere medici che si occupano di diritto commerciale e diritto pubblico, e giuristi che si occupano di medicina; hai visto mai che le cose non migliorino?

Comunque, se il dottor Perocchio, giovane e promettente medico, ha affermato ciò, non ho motivo di dubitarne e lo do per buono. 

Peccato non sia al governo della Città. Altrimenti, e forse due anni sarebbero sufficienti, avrebbe ben potuto rimettere mano a quel pasticcio, ritornando al vecchio modulo dei contributi e, con pazienza, creare un percorso condiviso con gli altri soci, in modo da rimediare al mal fatto. Si dirà, come si è detto, che qualsiasi sana iniziativa sarebbe frustata da altri tecnici, che pur si sono avvicendati, ma che non riescono ad allontanarsi comunque dall’ottica pasticciona.
Peccato non sia al governo della Città, altrimenti, con ulteriore approfondimento medico giuridico, gli si potrebbe segnalare che i tecnici istruiscono le pratiche e danno pareri obbligatori ma non vincolanti che quindi, come dicono i trattati di anatom…scusate, i manuali di diritto, possono essere disattesi assumendosi le responsabilità del caso. Ho detto “responsabilità”? Ah, ecco.

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Angelo Lo Destro

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