Slot machine, la destra tenta il blitz per eliminare il distanziamento

In tempi di distanziamento sociale causa pandemia, la destra piemontese cerca di dare una spallata alla legge sul gioco d’azzardo che vieta le slot machine a meno di 500 metri dai luoghi sensibili. 

La legge regionale 9/2016, che ha imposto dei precisi limiti di distanza delle sale slot da chiese, scuole e altri luoghi sensibili, sta per essere annullata grazie all’impegno della Lega, che sta cercando di accelerare i tempi per modificarla al più presto. 

La nuova norma, primo firmatario il consigliere leghista Claudio Leone, verrà votata mercoledì e – se passerà – eliminerà le distanze minime dai luoghi giudicati sensibili, come centri anziani, scuole, chiese, stazioni ferroviarie e banche. In pratica, porterebbe alla riaccensione di tutte le slot machine spente dopo l’approvazione all’unanimità della legge del 2016, quando al governo regionale c’era il centro sinistra. 
La Lega sta cercando di stringere il più possibile i tempi, sollevando le obiezioni dell’opposizione che è contraria alla modifica e cercando di convincere le titubanze degli alleati di Forza Italia. 
Ufficialmente la Lega propone la modifica della legge sostenendo che l’attuale impostazione ha causato la perdita di posti di lavoro. In base ai dati, però, la diminuzione dei posti di lavoro non c’è stata, mentre invece c’è stata una diminuzione delle somme giocate, valutata in circa il 10% mentre resto del Paese si è registrato un aumento. La legge ha avuto anche l’effetto di dimezzare il numero di slot attive in regione Piemonte, passando da 26mila a 12mila. 
Molti sostengono che l’impegno della Lega per riaccendere le slot sia dovuto a qualche promessa elettorale che va mantenuta e che viene mascherata dalla tutela ai posti di lavoro. 
Sul piede di guerra, oltre che l’opposizione, numerosi sindaci e la rete antimafia Libera e di tutto il mondo dell’associazionismo cattolico. 

Per Libera si tratta di «yn’urgenza incomprensibile, in un periodo di emergenza sanitaria, che blocca le attività del parlamento piemontese fino all’approvazione della nuova proposta di legge. Riteniamo che quella in vigore sia una buona legge, capace, come ampiamente dimostrato, di produrre ottimi risultati, negli anni della sua applicazione, risultati che hanno portato il Piemonte all’avanguardia in Italia sul fronte della riduzione della dipendenza dall’azzardo. La modifica “Leone” è un’abrogazione totale della 9/2016, nonostante essa abbia permesso di contrastare il gioco d’azzardo patologico, il sovraindebitamento e il riciclaggio delle mafie nel settore. Azzerarla, in un momento di crisi economica, aumenterebbe esponenzialmente l’offerta del gioco e la possibilità per i piemontesi di cadere nella falsa speranza di risolvere i problemi attraverso l’azzardo».

I dati dell’Osservatorio del Mercato del Lavoro regionale, presentati in audizione in Regione, dimostrano la stabilità dei livelli occupazionali nel settore, sia per quanto riguarda gli esercizi generalisti (tabacchi, bar…) che per quanto riguarda gli esercizi dedicati in via esclusiva al gioco in denaro.

Per gli esponenti Pd Domenico Rossi, vice-presidente Commissione Sanità e Politiche Sociali e Diego Sarno, portavoce Pd,  “la destra dopo aver contingentato i tempi sul bilancio previsionale 2021 attiva una seconda forzatura sulla legge Leone sul gioco d’azzardo patologico.
La legge doveva passare prima in commissione con la fase delle audizioni esterne e invece Cirio e tutta la sua maggioranza per rispondere alle pressioni delle lobby richiama in aula il testo a partire da mercoledì prossimo cancellando così una promessa del Presidente del Consiglio Regionale Allasia, alle associazioni e realtà del territorio che dovevano essere ascoltare in commissione durante le audizioni.
Nonostante un nuovo studio di Ires Piemonte delle prime settimane del 2021 abbia confermato che grazie all’entrata in vigore della legge regionale del 2016 sul GAP in Piemonte abbiamo assistito alla contrazione del gioco fisico, alla diminuzione delle somme giocate e dei soldi persi dai piemontesi, alla riduzione dei casi presi in carico dai servizi per le dipendenze e a un aumento del gioco online inferiore a quello del resto del paese, la maggioranza di centro-destra la vuole cancellare.
Questa proposta valorizza solo il fattore economico e cancella la tutela della salute, mentre cerca di spacciare per vere tante bugie su livelli occupazionali e gioco illegale.
Il gruppo del Partito Democratico è indignato e con tutte le opposizioni, a partire da mercoledì, animerà con forza la più ferrea opposizione, anche con il sostegno di centinaia di associazioni e migliaia di cittadini, per fermare questo attacco alla salute dei piemontesi”.

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andrea vignoli

Giornalista, scrittore, insegnante.

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