Per un nuovo 25 aprile

Tra pochi giorni festeggeremo il 25 aprile, giorno della liberazione dalla dittatura nazifascista che procurò al mondo intero, distruzioni incalcolabili e genocidi indiscriminati .
Il nostro paese non fu risparmiato da questa furia umana con l’aggravante delle leggi razziali ed i regolamenti dei conti tra vincitori e vinti e la furia cieca della guerra civile.
Sembra che per noi sia impossibile seguire una linea condivisa con qualunque tipo di governo.
L’Anpi ha fatto un appello contro le ideologie di violenza e prevaricazioni che ancora oggi sopravvivono, affinché sia ricordato l’orrore di quel periodo.
Purtroppo assistiamo al rinnovato vigore e rinnovate espressioni di contrapposizione razzista, al continuo flusso d’immigrazione clandestina e ricordare cosa abbiamo dovuto subire è meritevole della più alta quanto doverosa considerazione.
Ma tenere viva la memoria solo sulle nefandezze delle azioni criminali dei nazifascista, non è sufficiente. Si dovrebbe evitare di fare retorica, sopratutto dagli esponenti politici e ricordare anche come si insinuò il seme dell’odio verso il diverso.
Far credere di essere migliori solo in base al luogo di nascita, di razza, ma sopratutto per condizioni economica, è il germoglio con cui inculchiamo nel nostro vicino l’esaltazione dell’essere superiore e quindi il distinguo, il rifiuto, ma non l’abuso alla discriminazione ed allo sfruttamento per saziare l’innata ingordigia della specie umana.
E’ trascorso un secolo dalla presa del potere del fascismo, bisogna tenere viva la memoria di come quel potere si insediò e come divenne una dittatura?
Le forze politica di allora, invece di compattarsi dopo una guerra altrettanto terribile, e unire le forze per ammodernare un paese in ginocchio e per la maggior parte rurale ed analfabeta, litigarono per posizioni di casta, trasformarono il parlamento in una conclave rissosa, senza curarsi della miseria umana che li circondava. Cosi ché quando si presentò l’uomo forte , venne accolto come il salvatore della Patria.
Cosa sta succedendo oggi? Ci serve la memoria del passato per capirlo o le sequenze della storia?
Non siamo forse in una guerra silenziosa dove i caduti appaiono invisibili; numeri proposti tutte le sere dai telegiornali, li assimiliamo con un certo distacco come se venissero da un altro mondo ed appartenessero ad un banale atto statistico.
Veniamo bombardati da dichiarazione di presunti competenti e di giornalisti e giornalai che la raccontano con versioni contrapposte in una babele di argomentazioni. Creando disorientamento nel momento più delicato: la vaccinazione. Influenzano l’opinione pubblica, minandone la fiducia sull’efficienza e le autorità scientifiche appaiono più in cerca di visibilità che far capire la drammaticità del contagio ottenendo una visione opposta all’informazione necessaria.
Ma quello che è disastroso sono le dichiarazioni ed i comportamenti degli esponenti politici che si “ripetono” e nonostante la guerra pandemica, insistono sulle elucubrazioni personalistiche quando contraddittorie e propaganda ingannevole in una lotta di sopraffazione al mantenimento di posizioni di potere e di prevalere nelle intenzioni di voto. 
Siamo seri! Visto l’andazzo è un miracolo di buon senso della maggioranza di un popolo che è ancora manteniamo un comportamento coeso. Speriamo non ci esasperano ad oltranza e non si concretizzano le condizioni per l’uomo forte. La storia a volte si ripete.
Per limitare gli inasprimenti quotidiani hanno fatto un governo di tutti dentro. ma il comportamento rissoso continua, con all’opposizione gli eredi della cosiddetta destra che, tra le sue file annovera un gran numero di inquisiti, ma non sono scarsi nemmeno in quelli che sostengono l’esecutivo con qualcuno che si ammala quando deve recarsi in un’aula di giustizia, per non parlare delle regioni che sono l’anticamera delle signorie. D’altronde quando nel governo e nelle maggioranze ci sono persone chiacchierate, in virtù di pseudo garantismo, avvezzi ai più assurdi compromessi, dove nessuno è responsabile ed aver trasformato il Paese in una prateria di scorribande, cosa ci si può pretendere da una classe politica?
È proprio vero che prima di precipitare nel burrone si viene accecati; infatti quelle 43 vittime del ponte Morandi dovevano essere non vedenti per precipitare, visto che vengono assorbiti dall’oblio? Ma, siamo pronti e lesti per accaparrarci il miglior vaccino e tanto peggio per chi aspetta il suo turno!
Non ci facciamo mancare proprio niente. 

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Francesco Giannattasio

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