Cuccuru: nell’elettorato di centro destra deluso serpeggia un umore tombale

Parola, memoria, lealtà, rispetto, coerenza, comprensione… Fanno parte della normalità di pensiero e di relazione comportamentale di qualsiasi persona animata da sete di giustizia e di rispetto per gli altri e per se stesso.
Se così non è possiamo quantomeno sospettare che un velo distonico pervade il pensiero e le azioni che assumono una valenza importante se questo condiziona la cosa pubblica.

In questi giorni si è aperto un importante dibattito sulla chiusura dello sportello immigrati. lascio perdere, per ora e per carità di Patria, l’apertura di quello over 65.
Nel periodo della mia frequenza in casa leghista devo ammettere che ne ho sentite di cotte e di crude. Ma un conto è fare una analisi storica a ritroso fino alla battaglia di Lepanto voluta dal nostro conterraneo Antonio Michele Ghislieri da Bosco Marengo, altro conto è analizzare la gestione da ecatombe sui disperati del Mediterraneo e non solo, altro ancora, e ben differente, il problema degli immigrati che a Novi superano ampiamente le 3000 unità, una città nella città.
Un servizio che da anni è stato gestito dignitosamente e che ora, inspiegabilmente, viene abolito. A me non interessa da chi viene gestito, interessa che il servizio continui perchè è un servizio di civiltà. Quando veniva dato un servizio a privati che sovrapponevano alcune competenze svolte dall’Ente Pubblico mi opposi al rinnovo contribuendo non ad abolire il servizio gestito dal Punto Giovani ma a rimodularlo.
Un conto è correggere la piaga del “favoritismo”, un conto è riconoscere un servizio utile, indipendentemente da chi lo ha commissionato. Qui c’è da obiettare eccome. Se i servizi li ha organizzati la sinistra e funzionano è da buoni amministratori ammettere che hanno agito bene. Se così non è, da buoni politici e amministratori, ci si confronta per modificare ed eventualmente cambiare.

Ma qui la nota dolente, siamo alla spasmodica e scomposta dimostrazione dei giovani virgulti della Lega in cerca perenne e vana di azioni d’autore e coerenti con una filosofia leghista che oggi è mal gestita e, in questi mesi, male si accosta alla sbandierata “rivoluzione del buonsenso”. È già successo, per altro verso, in occasione dell’aumento dell’Imu, che pagano tutti, voluto a tutti i costi lo scorso anno dal segretario leghista solo per non voler accettare la proposta della minoranza di lasciare invariate le aliquote. Fu inventata e mal digerita dalla maggioranza che non c’è più, almeno così fu sancito in consiglio comunale, la scusante di aiutare le sole partite Iva e senza considerare che la crisi ha investito tutti. In pratica, la pezza peggiore del buco.

Fare qualcosa di leghista quindi ma cosa? Cosa vuol dire? A Novi non lo ha capito ancora nessuno e nell’elettorato di centro destra deluso serpeggia un umore tombale. Mi viene in mente un dialogo che ho avuto con il sindaco Cabella lo scorso anno quando, probabilmente e per ragioni oscure ancora oggi da capire, rappresentavo un problema per la maggioranza o alcuni di loro. Mi disse il sindaco… «occorrerebbe fare cose in linea con lo spirito della Lega». Gli risposi: «Cosa vuol dire fare cose leghiste, non capisco». Il sindaco mi disse…«non lo so».

Un dialogo surreale che mi faceva capire che io ero diventato un problema. Al contrario si è ripetuta una scena del film “Aprile” di Nanni Moretti quando vedendo D’Alema silenzioso davanti ad un  dirompente eloquio berlusconiano gli implorava….“fai qualcosa di sinistra…dì qualcosa di sinistra…e se non sai più dire qualcosa di sinistra dì qualcosa di civiltà”. Ecco, qualcosa di civiltà che con la chiusura dello sportello immigrati non è stata dimostrata. In questi mesi non è stata dimostrata neppure la coerenza come dimostra la vicenda SportinNovi, la contraddittoria  pantomima sull’aumento della Tari, la vicenda del teatro Marenco e altro che rimandiamo alle prossime puntate. 

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Costanzo Cuccuru

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