Recovery plan, il comune ha mentito?

Il comunicato stampa diffuso dal comune l’8 aprile scorso che elencava i progetti che il comune aveva presentato alla Regione Piemonte nell’ambito del Piano Nazionale di Ripresa e resilienza (PNRR) diceva il vero, oppure no? Pare proprio di No.

Le dichiarazioni rese dal vicesindaco Diego Accili a “La Stampa” secondo cui i progetti del comune erano stati presentati il 31 marzo erano corrette, oppure no? Anche qui, pare proprio di no.

Il consigliere regionale Domenico Ravetti aveva dichiarato, subito dopo la presentazione (3 aprile) da parte della Regione del dossier dei progetti relativi, che era grave che Novi Ligure mancasse in quell’elenco. Anche il Partito democratico di Novi, il 7 aprile, diffuse un comunicato stampa in cui accusava l’amministrazione comunale di aver “perso il treno” del recovery found. 

Ne nacque un giallo: il comune aveva presentato nei termini i progetti, oppure no? Un giallo che oggi è stato svelato.

Alla domanda precisa rivoltagli dai giornalisti de La Stampa, Accili rispose: «Intanto, chiariamo che abbiamo inviato tutto alla Regione il 31 marzo. È stato addirittura proposto l’aggiornamento al 16 aprile e credo anche per fine mese. Presumo che la Regione abbia avuto fretta di pubblicare una prima bozza, poiché in questi giorni il nostro presidente Cirio si è incontrato col premier Draghi il quale gli aveva esplicitamente richiesto un primo elenco di proposte per il Recovery Plan». 

Il giallo è stato chiarito grazie ad una richiesta di accesso agli atti fatta da Ravetti.

«Nella risposta ufficiale che ho ottenuto martedì 27 aprile è chiarito che Novi Ligure ha trasmesso le schede del Recovery Next Generation Eu attraverso due invii: il 7 aprile, 3 schede, tramite un consigliere comunale, e il 15 aprile, 4 schede dal Comune, oltre ad un file zippato contenente 14 schede e la lettera di accompagnamento».

Il giallo si chiarisce. Il comunicato del comune di Novi inviato alla stampa l’8 aprile che annunciava la presentazione di ben 9 progetti per un importo di circa 38 milioni di euro, non diceva il vero. I progetti erano stati presentati solo il giorno prima, da un consigliere comunale, ed erano solo 3. Il grosso dei progetti è stato presentato il 15 aprile, il giorno prima la scadenza della proroga concessa dalla Regione. 

«In quelle ore, e nei giorni successivi -scrive Ravetti sul suo profilo facebook – alcuni esponenti politici del centro destra novese, rispondendo agli attacchi del PD e dei consiglieri di minoranza di Novi Ligure, avevano di riflesso messo in dubbio le mie considerazioni sostenendo che il Comune aveva già inviato le schede progettuali. Per questa ragione, in base all’art. 19 dello Statuto della Regione ho depositato una richiesta di accesso agli atti per sapere esattamente le date di invio delle schede. L’accesso agli atti mi serviva perché potevo aver commesso un errore, non sono per nulla infallibile: se avessi interpretato male l’analisi delle schede avrei pubblicamente chiesto scusa a tutta la politica novese. Non devo chiedere scusa, tutto qui».

Chi deve chiedere scusa è qualcun altro?

Più che le scuse, però, sarebbero utili le spiegazioni. Le risposte ad alcune domande. 
– Perché il comune ha inviato i progetti solo dopo che la Stampa e Il Moscone hanno scritto che Novi era assente dagli elenchi della Regione? 
– Chi è il consigliere che ha presentato il 7 aprile tre progetti? Quali? Chi li ha redatti? 
– Perché nel comunicato stampa dell’8 aprile i progetti elencati sono 9, mentre invece ne erano stati presentati solo 3? 

Resta la domanda principe: a Novi arriverà qualcosa dei 300 miliardi di euro disponibili per il PNRR?

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redazione moscone

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