il Cit verra’ regalato alla societa’ 3Z di alessandria?

Mi è francamente ignota la ragione per cui il piano del Comune di Novi per il salvataggio del Cit – la società del trasporto pubblico- goda di tanta indulgenza. Persino Il Moscone, solitamente pungente, ha titolato “il comune approva il piano di risanamento”. L’opposizione quasi tutta si astiene, pur con argomentazioni estremamente critiche.

Qualcuno addirittura si complimenta con il furbo assessore alessandrino per il coraggio dimostrato. Il coraggio consisterebbe nell’aver presentato e fatto votare il piano contro il parere degli uffici responsabili e dei tecnici, i quali ritengono la delibera priva di legittimità giuridica. Di questo se ne occuperanno gli organi preposti, in particolare la Corte dei Conti. Ma qualche assenza di consiglieri della destra testimoniano un serpeggiante timore di essere chiamati a risarcire un eventuale danno erariale.

Noi limitiamoci alla valutazione del merito. Guardiamo i fatti. Se non abbiamo capito male la sostanza è questa.

1) il Comune di Novi assume su di sé la garanzia del pagamento di circa 1.550.000 euro del mutuo per il parcheggio sotterraneo della stazione. 

2) il Comune mette altre centinaia di migliaia di euro nel Cit. (Ma, anche il relazione al punto 1, non dicevano che la precedente amministrazione di sinistra aveva lasciato le casse vuote?)

3) vengono venduti i settori che producono reddito: noleggio autobus, onoranze funebri. 

4) l’altro servizio produttivo, la gestione dei parcheggi, viene conferito ad una nuova società di cui la parte pubblica avrà solo il 15%

5) il trasporto pubblico viene conferito ad una società dove il privato detiene l’85% della azioni o delle quote.

6) nessuna cifra viene indicata per i valori messi a gara

7) si garantisce l’esistenza di una società qualificata interessata all’acquisto

8) i comuni soci sembra che non siano assolutamente intenzionati ad essere parte dell’operazione. Oppure fanno come il comune di Arquata che approva il progetto ma non vi partecipa. Come dire: vai avanti tu che a me scappa da ridere.

Mamma mia, che faccia tosta definire questo un piano di risanamento! Si tratta dello smembramento e la distruzione di un’azienda cittadina. Riferiamo il commento di un signore, in un bar: “belin, ma così son buoni tutti”.

Si poteva far diversamente? L’attuale amministrazione leghista ha lasciato passare due anni circa dal suo insediamento prima di affrontare l’argomento.
Il privato che ha manifestato il proprio interesse si chiama 3Z. La società si è costituita pochi giorni prima della manifestazione di interesse. Si presume abbia avuto pochissimo tempo per analizzare il progetto. Oppure lo conosceva già? 
Al punto in cui siamo è probabile che il privato abbia o abbia avuto un enorme potere contrattuale visto che il Cit è alla canna del gas. 
Ma poi chi è questo soggetto? Pare che sia direttamente o indirettamente di proprietà della famiglia Zoncada. La stessa che ha comperato l’azienda del trasporto di Alessandria. Quella per il cui dissesto, l’attuale sindaco di Novi, sta passando qualche guaio giudiziario.

Alessandria! Sì ogni vicenda novese ormai passa dalla lega di Alessandria, da dove viene il furbo assessore al bilancio.  Ma ci voleva un genio come lui per arrivare a questo risultato? 
All’esito di questa vicenda conteremo gli euro, valuteremo il soggetto privato e le condizioni con cui avrà ottenuto in parte o tutto il bottino. 

Anche noi però vogliamo fare una breve autocritica. In altre occasioni abbiamo sollevato i dubbi sulla reale collocazione della Signora Zippo, esponente 5 Stelle. Bene, diamo atto che su questa vicenda, come per la chiusura del centro per gli immigrati, ha assunto una posizione contraria l’amministrazione di destra, senza se e senza ma, per ragioni regolamentari e di merito.

I Democratici si sono assunti il peso di una astensione, perché la giunta è ormai talmente sgangherata che non sarebbe stata in grado di garantire il numero legale al Consiglio Comunale. Il quale non avrebbe potuto assumere alcuna delibera, con il conseguente fallimento definitivo del CIT, mettendo sul lastrico una cinquantina di famiglie. Si noti che la loro richiesta di ottenere qualche giorno per una migliore valutazione era stata sdegnosamente respinta. Devono aver ingoiato un bel rospo questi Democratici per Novi.

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Antonio Rosso

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