Ricci: inaccettabile il comportamento di Bertoli in consiglio comunale

Il consiglio comunale, di qualsiasi città sia, è un momento molto importante, in quanto in esso si discutono e si producono tutti gli atti relativi al vivere quotidiano delle nostre realtà e gli sviluppi futuri. Durante le sedute si possono vedere all’opera i nostri eletti, in maggioranza od opposizione che sia, il loro modo di pensare e di comportarsi.

La pandemia ha tolto la possibilità di assistere di persona ai consigli comunali ma grazie alla tecnologia vi si può assistere anche dalle varie piattaforme e sinceramente spero che anche in futuro, nel ritorno del consiglio nelle apposite sedi, si continui comunque a trasmetterlo dal vivo per dare la possibilità a chiunque di assistervi.

Detto ciò spendo due parole sul consiglio comunale di Novi Ligure di ieri sera. Non è la prima volta che mi lamento su comportamenti di alcuni attori di tali consigli comunali ma credo che ieri si sia raggiunto il massimo di vergogna per la mia città e per quello che un consiglio comunale rappresenta. Il solito consigliere Marco Bertoli (maggioranza, opposizione, entrambi in base alla convenienza del tema trattato) si è alterato in due occasioni e in modo vergognoso. Prima con il sindaco, sul fatto che ha sbagliato a suo modo di vedere il nome di un oggetto pronunciando il nome come la lingua italiana insegna e non in dialetto novese. In secondo luogo contro il Presidente del Consiglio comunale perché, sempre a suo modo di dire, lo avrebbe zittito nel microfono e quindi dopo più volte gridando di stare zitto e che doveva ricordarsi di avere davanti il consigliere più votato alle ultime amministrative.

Prima precisazione: il consiglio comunale si svolge sul suolo italiano, e deve tenersi in una lingua capibile da tutti i cittadini di qualsiasi regione italiana e anche dagli stranieri residenti. Trovo maleducato e soprattutto incostituzionale che Bertoli continui imperterrito a parlare spesso in dialetto, in una riunione della rappresentanza della Costituzione. E grave ancora di più che urli al sindaco di dover parlare anch’egli in dialetto.

Da referente della Buona Destra ricordo al signor Bertoli che anche nel più piccolo paese italiano bisogna parlare in lingua italiana e non in dialetto e che se vuole parlare in dialetto nessuno glielo vieta ma nei luoghi lontani dal consiglio comunale. Se proprio ne sente la mancanza può sempre dimettersi.

Seconda precisazione: urlare, sbraitare e zittire un presidente del Consiglio comunale oltre a fare notare la maleducazione del personaggio in questione fa vedere che è normale non portare rispetto a chi veste ruoli costituzionali e quindi passa il messaggio che chiunque può farlo. Se si sentiva offeso oppure se credeva che il presidente lo avesse zittito poteva fare reclamo in altro modo, senza fare sceneggiate pubbliche. Ricordo a Bertoli che sì che sarà stato il consigliere più votato ma al momento delle amministrative era in forza alla Lega, abbandonata in seguito chissà perché, lasciando la maggioranza in grave difficoltà.

Da referente locale della Buona Destra sono contrario a questi atteggiamenti perché i personaggi pubblici dovrebbero essere i primi a dare l’esempio a chi segue i consigli comunali. Tali comportamenti invece fanno male per tutta la cittadinanza, per il consiglio comunale stesso e per chi spera che i propri rappresentanti siano anche persone sa prendere come esempio. Spero vivamente che chi di dovere possa prendere provvedimenti seri contro tale persona.

Ricci Claudio
Buona Destra Novi Ligure



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Claudio Ricci

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