Gruppo Acos: un’ altra distribuzione di posti

Continuano le nomine nelle società del gruppo Acos. Ora si tratta di Acos Energia (compra e vende gas) e di Reti (fa la manutenzione alle reti del gas e gli allacciamenti degli utenti).

Per quest’ultima salta agli occhi la moltiplicazione dei posti. Prima era governata da un amministratore unico, oggi ne hanno messi tre. Immaginiamo con relativa moltiplicazione dei compensi e dei costi. Ma la notizia più eclatante non è questa, ma bensì il suo nuovo presidente, sulla cui storia torneremo più avanti.

In Acos Energia il numero di componenti rimane lo stesso ma cambia il presidente. Prima era Riccardo Daglio, un dirigente interno al gruppo, con decennale esperienza, adesso è un tal Enzo Baiardo.

Per inciso va detto che in genere quando nelle società di una holding si inseriscono quadri interni questi non ricevono personalmente il compenso dovuto in quanto già stipendiati. Cosa che non avviene per quelli di nomina esterna con conseguente aumento delle spese. Questo è ciò che ha fatto continuamente l’attuale amministrazione.

Avevano promesso “la rivoluzione del buon senso” ed hanno invece fatto “la rivoluzione del buon posto”… In un consiglio di amministrazione, si intende.

Ci siamo procurati il curriculum del signor Enzo Baiardo. Testuale : “Dal 94 ad oggi. Agenzia di consulenza e vendite con orientamento, negli ultimi cinque anni al mondo delle rinnovabili”. Che vuol dire? Ci lavora? Ne è il titolare? Lui è un’agenzia? Semmai sarà un agente. Come si chiama questa agenzia? E poi, orientamento alle rinnovabili cosa significa? Che orienta lo sguardo verso il sole e lo vede ogni giorno rinnovarsi nei suoi tramonti e nelle sue albe? O sta progettando una centrale per la produzione di idrogeno alimentata da energia idroelettrica? 

Poi in realtà, il curriculum dice che, tranne un breve periodo in cui vendeva orologi, ha quasi sempre venduto pentole. E qui si può cogliere una certa coerenza con il suo nuovo ruolo di presidente di una delle società più rilevanti ed economicamente produttive de gruppo. Infatti a cosa serve il gas venduto? Serve anche a cucinare e per cucinare servono le pentole. Insomma, l’uomo è del settore. Però noi che abbiamo il tarlo del pensar bene abbiamo il dubbio che, con modestia, egli nasconda ben altra qualità. Dote tanto rilevante e comunque indispensabile per fargli meritare un incarico di quell’importanza. Enzo Baiardo, infatti, è un dirigente locale di Fratelli d’Italia e quindi il Sindaco di Casale, segretario provinciale della formazione erede di Alleanza Nazionale, erede del Movimento sociale di Almirante, lo ha imposto a Novi Ligure. In quel consiglio di amministrazione è entrato anche il Dolcino nostrano. Il leghista che ha accettato sommessamente – al contrario di Cuccuru- di lasciare il posto nella Giunta comunale. Un encomio e un gettone se lo meritava. 

Su queste nomine la responsabiltà maggiore spetterebbe all’amministratore delegato del gruppo: Giorgio Pafumi.

Ma non ci sentiamo di metterlo in croce, perché i suoi, su queste cose, non gli fanno toccare palla. La Lega e Cavallera per Forza Italia e il sindaco di Casale per Fratelli d’Italia decidono tutto. Gli passano le carte e lui le porta per l’approvazione nelle sedi opportune. Talvolta non gli comunicano neanche in tempo eventuali cambiamenti, e gli tocca a correggersi in corso d’opera.

Sì, i partiti della destra hanno invaso il gruppo Acos, come non si era mai visto prima: le tessere sono l’unico pezzo di carta che conta per entrare nei consigli. 

Roberto Rossi alla presidenza di Reti merita un capitolo a parte. Stiamo raccogliendo la sua storia personale e politica e dedicheremo un intervento solo a questo caso. È un caso di scuola e interessante anche perchè segna una svolta, un salto di qualità nel metodo delle nomine. Si passa infatti dall’incompetenza allo squallore.

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Antonio Rosso

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