Lo strano caso del signor Rossi

I gruppo Acos si accinge a rinnovare anche l’organo amministrativo di Reti, la società che gestisce i tubi del metano. Si tratta di una gestione meramente tecnica. Non stipula contratti con cittadini e imprese: per quello c’è Acos Energia. Sembra assodato che si passerà da un Amministratore Unico – Paolo Repetti– ad un consiglio a tre.

Hanno spiegato che questa moltiplicazione dei pani e dei pesci si farà perché Reti dovrà affrontare le gare per il rinnovo delle concessioni. Queste gare, ci dicono negli stessi ambienti, si dovevano effettuare già nel 2005. Da allora se ne sono perse le tracce.

Alla presidenza del triunvirato sarà messo Roberto Rossi.

Roberto Rossi era un democristiano, originario della val Borbera. Quando il suo partito si è dissolto ha militato nel centrosinistra per decenni. È stato presidente del Consiglio Comunale di Novi dal 2005 al 2009 e semplice consigliere per il PD fino al 2011. 

Sembra abbia fatto un solo intervento in tutti quegli anni. Era scritto e lo lesse. Ad un certo punto disse “il cielo dei rifiuti” anziché “il ciclo”. Piero Vernetti, allora leader dell’opposizione di centrodestra, con un pizzico di malizia, e conoscendo il tipo, lo interruppe: “scusi, cosa intende per cielo dei rifiuti?”. Avrebbe potuto rispondere “scusate, è un lapsus. Volevo dire ciclo dei rifiuti”, come avrebbe fatto chiunque. Invece replicò stizzito: “mi lasci arrivare fino in fondo, che vedrà che poi capisce”. E anche senza l’arguzia di Vernetti , tutti gli altri capirono. Capirono che probabilmente l’intervento glielo avevano scritto e forse lui non ci aveva capito niente. 

Nel 2011 volle andare a tutti i costi a fare il presidente di Acos. Il prestigio e il gettone erano certamente superiori a quello del consigliere comunale. La maggioranza non sembrava solidissima, Rossi aveva preso un discreto pacchetto di preferenze (anche la democrazia ha i suoi punti deboli), si era ritenuto di non doverlo rinnovare nella carica di presidente e tantomeno di mettergli in mano un assessorato. Perciò l’allora sindaco Robbiano cedette. Deve aver pensato: “tanto questo sotto la tirannia di D’Ascenzi – l’amministratore delegato di quel tempo- non tocca terra. Poi via lui in consiglio subentra una donna”. Infatti entrò Concetta Malvasi”.

In Acos resta dal 2011 al 2014. Gli succederà Silvia Siri. Dottore commercialista, revisore dei conti in enti pubblici e società private. Una che di numeri se ne intende. Non milita in alcun partito, pare, anzi, che nel suo passato ci sia anche qualche voto dato a Forza Italia. E’ la prima donna a rivestire questa carica e la esercita con discrezione.

Rossi viene ricordato negli ambienti di Acos per l’estrema puntualità con cui ogni mattina prendeva possesso del gabinetto aziendale – non si pensi ad un ufficio di alto rango: si tratta del cesso- proprio nel momento di maggior bisogno per tutti. Dopo dava un’occhiata ai giornali, beveva un caffè e se ne andava, ritenendo così di essersi guadagnato l’emolumento.

Pochi sanno di un retroscena che ha contribuito alla sua mancata riconferma anche in questo ruolo. Infatti è rimasta segreta una mozione sottoscritta dalle impiegate e impiegati che chiedeva al nuovo sindaco Muliere, come azionista di maggioranza, di essere liberati da una tale occupazione dell’unica toilette a loro disposizione. 

Forse non rimarrà l’unico ad aver fatto un solo mandato visto che l’attuale presidente, Signora Laveroni, non la sopportano più neanche i suoi. Lei verrà ricordata per le dimensione delle sue borse firmate e della sua supponenza.

Ora ci dicono che la presidenza Rossi di Reti serve a vincere le prossime gare, che non si sa quando e se si faranno. Ve lo immaginate con l’elmetto che presiede il gabinetto (di nuovo?) il gabinetto di guerra, e illustra tattiche, alleanze, attacchi, progetti? Poi va detto che ogni battaglia si può vincere anche prima di combatterla. La potenza dell’avversario induce il contendente a ritirarsi: si chiama deterrenza. Bene il Nostro avrà una funzione deterrente. I manager di F2i, di Eni, di Hera di a2a diranno: “no, lì non ci andiamo a spendere dei soldi, che tanto non c’è trippa per gatti. Lì dovremmo scontrarci con il temibile Roberto Rossi”.

Lui qualche mese fa era fuori di sé, riferiscono alcuni testimoni. Sosteneva di aver subito un sopruso. Diceva di aver fatto la campagna elettorale per Cabella, girando casa per casa, aiutato da un prete che un tempo faceva il rivoluzionario. Lo aveva fatto in gran segreto, perché intanto manteneva qualche rapporto con il suo schieramento di riferimento. Non si sa mai! Dalla sua bocca uscirono frasi, forse per la prima volta nella sua vita, tanto volgari e tanto ingiuriose che qui non vogliamo ripeterle. Sì, perché tutto quel lavoro mica lo aveva fatto perché folgorato sulla via di Salvini, ma perché gli avevano promesso il ritorno alla presidenza di Acos. Incurante del fatto che tali affermazioni avrebbero potuto, se non configurare il reato di voto di scambio, almeno apparire come un degradante mercimonio, giurava che con questi non avrebbe più preso neanche un caffè. L’uomo ha una sua dignità, perbacco!

Invece è bastato che gli creassero una “presidenzina” solo per lui e l’uomo è tornato a scodinzolare alla corte leghista. 

Questa volta non ce la sentiamo di infierire contro la decisione di Perocchio e di Cabella. È soprattutto al nonno che va la nostra comprensione. Lo farà nominare alla presidenza di Reti anche spinto dalla moglie. Infatti la coppia non ce la faceva più a vederselo arrivare a casa, a tutte le ore- dicono i vicini- per questuare un posticino in un qualsiasi consiglio di amministrazione.

Ma il nostro si sa è tutto d’un pezzo e le umane vicende, anche con le loro miserie, non scalfiscono la saldezza di un grande ideale che alberga in lui senza mai sopirsi. È un ideale che da secoli ben descrivono le masse popolari con il motto: Francia o Spagna, basta che se magna.

Ps . questo nostro pezzo non è un attacco personale, ma politico. Non alla politica, ma contro un modo di usarla. Il fatto qui narrato è emblematico e dannoso per la politica stessa, sia che avvenga a destra o a sinistra.

PPs. In ogni caso, a questi attempati signori, dalla condizione economica tranquilla – non ci riferiamo solo a Rossi, ce ne sono tanti altri- non viene mai in mente di fare un passo in dietro e lasciare che al loro posto vada un giovane? Naturalmente non decerebrato.

Segui il moscone su Telegram per ricevere una notifica ogni volta che viene pubblicato un nuovo articolo https://t.me/ilmoscone oppure per "dire la tua" scrivici su WhatsApp al numero +39 320 713 7299 (no telefonate)

Condividi questo articolo

antonio Rosso

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *

Torna in alto

Contact Us