Il pensatore della“H”

Il Mungitore sta cercando di uscire dall’angolo nel quale si è auto-isolato e “sbanatta”, come quel topolino caduto in un bicchiere di latte, che rischiava di annegare perché incapace di nuotare, ma che, con i suoi movimenti scoordinati, aveva trasformato il latte in burro, riuscendo così ad emergere e a salvarsi. Nel caso dell’uomo che parla ai calcinacci, dubitiamo che i suoi avversari (ossia quelli del suo stesso ex partito, la Lega) lo lasceranno “sbanattare” a sufficienza per fare il burro. Ogni volta incassano i suoi voti senza offrirgli nulla in cambio … e pensare che sono così generosi … con gli altri. A lui, forse, danno solo una pacca sulla spalla (ma in dialetto, altrimenti si inca…arrabbia).

Il mungitore aveva tentato, qualche settimana fa, di assurgere alle cronache novesi sulla questione dei calcinacci, ma non gli era andata granché bene (i portici sono ancora al loro posto); ora ci sta riprovando con un “colpo grosso”, poiché, durante il letargo (si sa, la notte porta consiglio), si è ricordato che sua Maestà il Sindaco gli aveva assegnato la delega per la riqualificazione dell’area Z3, ovvero l’ex piazza delle corriere e del Maneggio. E senza dimenticare la famosa Cavallerizza, per la quale, a suo dire (ma anche a dire della Giunta, che aveva assentito ai progetti del Mungitore & Co. dovendo incassarne il voto sul Bilancio, voto generosamente dispensato), si spenderanno i quattrini (dimezzati per omaggiare Alessandria) provenienti dalle compensazioni del Terzo Valico per realizzare l’Hdemia enogastronomica del novese. Chissà se gli extra-comunali – ovvero i cittadini degli altri comuni – potranno partecipare, considerato l’editto sullo sportello immigrati che ben si sposa con lo slogan del Mungitore “Solo Novi”.

Sono trascorsi mesi da quando il Mungitore aveva annunciato la mirabolante idea di trasformare la Cavallerizza nella sua “Hdemia”; ma al di là del titolo non è andato … qualcuno aveva affermato che l’idea fosse ormai superata, che fosse necessario pensare ad altro, ma il Mungitore non aveva ascoltato, tenendo la barra dritta. Sono trascorsi mesi anche da quando l’uomo che parla ai calcinacci ha ricevuto l‘anomala (sta con un piede in maggioranza e con un altro all’opposizione) delega alla riqualificazione dell’area Z3. Dopo le grandi vittorie da lui ottenute in merito al bilancio (vittorie gestite da altri … lui non conta una “H”: in dialetto si dice diversamente, per educazione non lo scriviamo, ma egli, esperto in materia, lo sa), uscendo, come detto, dal letargo, ha ritrovato in qualche cassetto, coperta da uno strato di calcinacci, quella delega. Pertanto, si è messo tosto al lavoro.

Pensa che ti ripensa, non sapendo che “H” fare, ha esordito in Commissione Urbanistica comunale sostenendo che bisogna discutere sulla riqualificazione della zona a partire – UDITE, UDITE, UDITE – dal vituperato progetto di riordino proposto dalla altrettanto vituperata Giunta Muliere sul finire della scorsa legislatura. Ovvero: visto che dalla mia parte idee non ce ne sono, vediamo di discutere quelle della parte avversa. Idea geniale … non finisce mai di stupirci.

Se non ricordiamo male, non solo tale progetto era stato duramente criticato dall’allora opposizione (di cui il Mungitore faceva parte, N.d.R.), ma anche, all’inizio della attuale legislatura, dalla maggioranza consiliare, di cui, al tempo, il Mungitore rappresentava il massimo esponente, essendo capogruppo della Lega; infatti avevano sentenziato, pressappoco, che quel progetto era da cestinare, e che mai e poi mai “s’aveva da fare” (cfr. Don Rodrigo).

Ora, invece, la Grande Mente della “H” ha affermato che il nuovo progetto (che proprio nuovo non dovrebbe essere… si direbbe, più opportunamente, riciclato, ovvero lavato con un noto detersivo per lana) dovrà essere condiviso con l’opposizione, confermando la sua vocazione a tenere i piedi in due scarpe: uno alla destra, quella preferita, l’altro alla sinistra, obtorto collo (ma se avesse un terzo piede, potrebbe tenerlo anche al centro). Per tale dichiarazione ha ottenuto anche la brillante condivisione della capogruppo (di se stessa) di Forza Italia, ricomparsa dopo l’assenza diplomatica in Consiglio Comunale, quando è stata votata la delibera per il cosiddetto salvataggio del CIT; si ricorda che, nella circostanza, il Mungitore si era astenuto dalla votazione e l’azzurra, come detto, non si era proprio vista in Consiglio (ma avrà avuto altri impegni, a volte capita).

Si conferma dunque che, sia la Giunta, sia il pensatore della “H”, non hanno idee né progetti. Non sanno che pesci pigliare e – cercando invano di metterci una pezza – vanno a rispolverare vecchi progetti dei sempre biasimati predecessori (si ricorda, ad esempio, la riscoperta del vecchio Museo del Cioccolato, affondato per loro beghe interne). Come è ormai noto, non è la prima volta che l’Amministrazione fa marcia indietro rispetto a questioni di varia natura, ma questa volta pare che la situazione sia un po’ diversa e più complessa. Dapprima è stata operata la scelta – senza alcun progetto alla base – di spendere quattrini sulla Hdemia; ora, privi di qualunque idea per mettere in atto la scelta, si chiede aiuto agli oppositori; e a tutto ciò manca ancora la zampata finale del nipote del Sindaco, il quale, come è noto, ama particolarmente il Mungitore.

E questa è la “Rivoluzione del buon senso”, cari novesi.

Il Malalingua

Diego (sempre all’erta sto), rispondendo alla mozione bertoliana sugli ormai famosi calcinacci dei Portici, ha ridimensionato l’evento, rivelando che l’opera di riqualificazione degli stessi potrebbe avvenire con i quattrini derivanti dalle opere compensative del Terzo valico. Ordunque, questi quattrini sembrano proprio come i cannoni di Mussolini, si spostano continuamente a seconda della bisogna (di Diego). Ci sbaglieremo ma, a breve, ci sarà detto che verranno utilizzati anche per rimuovere il catafalco – con conseguente sistemazione del muro di cinta – di via Paolo da Novi (ogni giorno sempre più ricettacolo di rumenta, ovvero immondizia). Sempre, ovviamente, per via del buon senso.



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Malalingua

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