Bravo, Perocchio. Voto 8 – –

Se prescindiamo per un attimo dai contenuti e consideriamo la politica semplicemente come una tecnica, una scienza, o per meglio dire la prosecuzione della guerra con altri mezzi – lo sappiamo che von Clausewitz capovolge i termini- dobbiamo dare atto che il leader locale della Lega è bravo.

Perocchio è entrato giovanissimo, con passione e disinteresse nella lega di Bossi. Quella di ”Roma ladrona”, antimeridionale, ma regionalista ed europeista. Diciamo pure antifascista. Si è trovato a vincere, ormai uomo maturo, con quella di Salvini, diventata meridionalista, razzista, antieuropea, sostenuta dai neofascisti di Casa Pound. Anzi la destra espugna Novi proprio grazie al grande successo nazionale di questa Lega, che coincide con il risultato più basso di sempre della sinistra in Italiana. Però non si candida lui a sindaco, ci mette il nonno, Cabella.

A Novi, nella sua sezione c’è qualcuno più forte di lui, una macchina da preferenze elettorali: Bertoli. Il quale ha contribuito, forse più di lui, a unire la destra novese vincente. I due galli si contendono subito il pollaio. Il giovane Perocchio accetta la sfida, non vuole compromessi. Batte il navigato politico, lo costringe prima ai margini e poi ad uscire dal partito.

La nuova amministrazione si rivela un fallimento. Si consulta con Molinari, il capo dei leghisti alessandrini, nonché capogruppo alla camera. Bisogna cambiare qualcosa. Pensano a nuovi innesti, per farlo occorre liberare due posti in giunta. Fa estromettere dal nonno/sindaco -a quanto pare con il rammarico di quest’ultimo- due assessori. Dolcino, il fedelissimo, accetta. Sarà poi ricompensato con un posto in un consiglio di amministrazione del gruppo Acos. Cuccuru invece non ci sta. Non è peggiore degli altri, anzi della delega allo sport sa anche cosa farne. Ma è uno che viene dai socialisti e da Forza Italia, ha esperienza politica, non è un “signor sì”. Dovendo scegliere meglio liberarsi di lui.

Tutto questo trambusto potrebbero mettere in pericolo l’amministrazione. Infatti Bertoli, nel frattempo, ha fondato un nuovo gruppo consigliare con altri due colleghi e potrebbe farla cadere. Perocchio non molla, tiene duro. Intuisce che alla fine il suo ex amico non avrà il coraggio di far saltare il banco. Comunque adopera il bastone e la carota. Lo fa blandire con velate o esplicite promesse dal neo assessore al bilancio, il furbo alessandrino. Ha ragione anche questa volta. Il gruppo di dissidenti si astiene, il bilancio passa , il nonno è salvo. Non solo, Bertoli, il suo grande rivale, è ridotto all’irrilevanza politica, almeno per ora. Tutti quegli esponenti della destra novese in netto dissenso con lui, da Cuccuru alla Porta, passando per Ubaldeschi, sono sgomenti e delusi. Ma persino coloro che rappresentano la migliore tradizione liberale e che in passato non avevano esitato a criticare le scelte poco liberali della lega cittadina, si tacciono, o addirittura passano ad un velato sostegno. A giudicare dalla recente linea editoriale di un autorevole giornale come Panorama di Novi. 

Sulle nomine effettuate in ogni azienda cittadina abbiamo già detto, non infieriremo oltremodo. 

Si può obiettare che il suo comportamento ha nuovamente provocato una grave diaspora a destra. Ma l’uomo è intelligente, sa che tanto la prossima volta non vincono neanche se al posto delle elezioni si tira a sorte. È già un successo riuscire ad arrivare alla fine del mandato. Oggi l’unico obiettivo realistico è di mantenere in vita e tenete in pieno controllo la Lega che rimane.

L’ultimo avvenimento è ancora più emblematico, proprio per la sua scarsa rilevanza.

La presidente di Acos, detta “la signora delle borse” – ma di recente anche degli anelli, vista la sua ultima posa su Panorama- dichiara con nettezza che è stufa delle feste che organizza il gruppo, che sembrano quelle dell’Unità. Lei al parco vuole solo eventi eleganti, con signore scic, tacco dodici. Non cercate la spia. La presidente lo ha detto con veemenza e piglio autoritario, come se fosse la presidente, ad una decina di persone. Ognuna di loro l’ha raccontato ad altre dieci persone e così via. 

La decisione è presa. Bon! Basta! E’ ufficiale. Tanto che lei in prima persona dichiara ai giornali che quei fondi saranno dirottati per opere più utili. Come fa quasi sempre dice che la pensa così anche Molinari. Il quale è iscritto alla sezione dei Lions di Pozzolo Formigaro e di cui lei è presidente. Ma non è di Novi e l’altro di Alessandria? Quasi, quasi ci facciamo anche noi una sezione a Albera. 
Comunque ci siamo detti: “ strano che il capo della lega la pensi così, visto che loro le feste dell’Unità le imitano eccome”.
Poco dopo i giornali riportano il pensiero di Perocchio: le feste Acos le deve fare eccome, anche se le eredita da qui comunisti che c’erano prima. Deve aver pensato: “Ma questa non capisce niente! Ma se a noi ci votano solo le signore eleganti e solo quelle con tacco dodici, che fine facciamo?”

Decisione completamente ribaltata. Non siamo in grado di sapere quale organismo del gruppo abbia ratificato l’ordine di Perocchio. Fatto sta che la signora Laveroni è tornata mestamente sui suoi passi con la coda tra le gambe, anzi con la borsa tra le gambe. Rigorosamente Luis Vuitton.

Questo di Perocchio è potere vero: esercitato anche quando non si ha ruolo, estendendolo anche alle piccole cose. E tutti che ubbidiscono. Del resto non possono neanche rivolgersi al principale azionista, il Sindaco, perché è il nonno. Ed egli ormai sempre più frequentemente, a chi tenta di coinvolgerlo risponde: parlate con mio nipote.

Il suo voto sarebbe stato un otto pieno. Invece si becca qui due meno. Perché ha commesso un errore frutto della vanità. Poteva ottenere lo stesso risultato senza volere far sapere a tutti, attraverso i giornali, che le faccende di Acos le decide lui e nessun altro, presidente e amministratori compresi.

La festa si farà, sempre Panorama ci dice che cambierà solo il nome: si chiamerà Fest’Acos. Così mentre prima Acos con il titolo voleva celebrare il valore dell’ambiente, dell’acqua, della solidarietà. Ora, con il titolo, celebra se stessa. La classe non è acqua!

Il solito PS. Naturalmente se parliamo di contenuti il discorso cambia. Sia Perocchio che i suoi accoliti ogni giorno di più si dimostrano inadeguati ai ruoli amministrativi che hanno assunto. Bisogna poi dire che a Novi neanche quando la sinistra sfiorava il 70% dei voti ed era egemonizzata dai comunisti e neanche quando questi erano stalinisti, imperversava il “partito-stato”. Oggi la lega con molto meno consensi decide persino quali feste le società “autonome”, devono e non devono fare. Esprimiamo tutta la nostra solidarietà ai loro amministratori. E ai cittadini novesi.

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Antonio Rosso

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