Area Z3, le giravolte di Bertoli

«La vostra è solo una manovra elettorale irrealizzabile». Questo il commento di Marco Bertoli quando il sindaco Rocchino Muliere e l’assessore all’Urbanistica Maria Rosa Serra presentarono, nel febbraio del 2019, il master plan per l’area Z3 curato dall’architetto Andrea De Simone. 

Sull’opposizione alla proposta di revisione dell’area Z3 il centro destra cittadino basò gran parte della sua campagna elettorale. Per la destra si trattava solo di una manovra elettorale irrealizzabile, che avrebbe peggiorato sensibilmente l’area. Il master plan costò 50mila euro. Soldi sprecati per il centro destra in campagna elettorale. 
Ma Marco Bertoli, incaricato dal sindaco Cabella come referente dell’area Z3, non è uno che si fa grandi problemi a cambiare idea. Infatti ha convocato la commissione urbanistica e ha presentato il “suo” progetto per l’area: il vituperato master plan di De Simone. 
Sia chiaro, Bertoli ha fatto benissimo a partire dal progetto di Muliere: è stato realizzato con soldi pubblici e buttarlo via, come proponeva la destra in campagna elettorale, sarebbe stato uno spreco inutile. 
Ma il master plan aveva un nodo centrale: la realizzazione di un parcheggio multipiano nell’area antistante al Bar Lasagna, e la contemporanea pedonalizzazione della piazza antistante la cavallerizza. Senza il parcheggio multipiano, il progetto di De Simone perde il suo nucleo fondamentale. Parcheggio multipiano che in campagna elettorale la destra definì “ecomostro”.
Pare però che ai consiglieri di maggioranza il vecchio progetto piaccia parecchio, a patto di chiamarlo “nuovo”. Piace ovviamente anche all’opposizione, che lo fece redarre a suo tempo. Che sia la volta buona per l’area Z3, di cui si discute inutilmente dai tempi del sindaco Pagella, che presentò il primo progetto, redatto da Marcello D’olivo, per la riqualificazione dell’area. 

L’articolo di Panorama di Novi
del 13 febbraio 1982 sul progetto D’Olivo

La storia della riqualificazione della Z3 parte da molto lontano, esattamente dal 1982. In quell’anno, infatti, viene presentato il progetto dell’architetto D’Olivo. Allora il progetto prevedeva un centro degli affari, del commercio e della direzionalità con una grande centro commerciale integrato, banche, uffici finanziari, servizi amministrativi pubblici e privati, alberghi.
Del progetto D’olivo non si fece nulla. Riuscirà De Simone a legare il suo nome all’area?

Nella foto di apertura, il rendering fatto da De Simone che mostra come sarebbe diventata piazza del Maneggio. Per tutti i dettagli sul progetto originario cliccate qui.

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andrea vignoli

Giornalista, scrittore, insegnante.

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