Cabella risoluto: o stasera passa la delibera o tutti a casa.

Pare proprio che Cabella stavolta si sia arrabbiato, anche se non sembra il tipo. Se lunedì sera di nuovo non passa la correzione della delibera sul Cit, ha messo sul piatto le sue dimissioni. 

In effetti, non si vede che cosa altro potrebbe fare, di fronte all’ennesimo fallimento. Andare oltre, sarebbe solo un accanimento terapeutico su di un moribondo. 
Peccato che il consiglio comunale di lunedì non sarà possibile seguirlo, né di persona come ai vecchi tempi, né in streaming. Il presidente Poletto ha fatto sapere che il personale comunale è in ferie, e quindi la riunione avverrà in remoto, ma senza la diretta su youtube. Non è chiaro al momento se sarà possibile vedere una differita o dovremo aspettare il verbale della seduta per sapere come è andata. 
Pare proprio che lunedì sera verrà riproposta al voto dei consiglieri la delibera bocciata giovedì. Senza modifiche, senza passaggio in commissione. Si riprova, come se il consiglio comunale fosse una partita a poker, sperando che dal mazzo escano carte migliori. 
Ma le carte sono sempre quelle: la maggioranza più litigiosa che mai, e un’opposizione finalmente coesa (Pd e M5S). 
Delfino, che era stato descritto come “il Ronaldo del bilancio”, alla prova della politica sembra davvero in difficoltà: prima fa approvare una delibera sbagliata, poi cerca con urgenza giovedì la correzione (con il consiglio già convocato per lunedì), poi ci riprova lunedì sera. Più che Ronaldo, sembra Brancaleone a capo di una armata sgangherata. 

Ma perché i consiglieri di maggioranza, su cui ricade la responsabilità del sostengo a Cabella, latitano? Al di là delle enormi tensioni tra i vari personaggi, tutte legate alla ricerca di un posto al sole per se stessi o i loro gregari, il problema è un altro. 

Sulla vicenda Cit c’è da tempo l’attenzione della corte dei conti. Il parere negativo alla delibera da parte del segretario comunale, dei revisori dei conti e del regioniere capo del comune pesa come un macigno. Per loro la delibera è illegittima. Se la corte dei conti dovesse concordare con loro, si aprirebbe la strada della chiamata in causa dei consiglieri che hanno votato a favore, a cui potrebbe essere chiesto di rifondere di tasca loro il danno erariale. Una prospettiva che non piace, soprattuto a chi ha una posizione e un conto in banca da preservare. Diverso il discorso per chi, di suo, ha solo debiti. 
È questo il vero problema sulla delibera del Cit? Il timore di dover pagare di tasca propria? Secondo molti osservatori, si. 
Pare che sabato pomeriggio ci sia stata una infuocata riunione nella sede della Lega novese. Riunione a cui hanno partecipato anche Luciano Saracino e Francesca Chessa, che con il suo voto contrario ha affossato la delibera di Delfino. Il sindaco Cabella ha finalmente battuto i pugni sul tavolo, come gli consigliavamo nei giorni scorsi: “O passa la delibera sul cit, o tutti a casa”. Difficile del resto pensare di proseguire con un minimo di dignità, dopo un’altra bocciatura. 
Ma cosa faranno i consiglieri? Cabella può contare sicuramente sulla truppa leghista rimasta, che è passata da 8 a 4 consiglieri: Perocchio, Moncalvo, Gatti e la capogruppo Baruffa. A loro, può aggiungere il suo voto e quello del presidente del consiglio comunale Poletto. Sei voti certi a favore, a cui può aggiungere, magari con qualche timore, anche quello di Saracino di Fratelli d’Italia, che finora ha votato a favore. 

Certi anche 6 voti contrari dell’opposizione: 5 no dai dem, e uno da Lucia Zippo dei 5 stelle. 
I consiglieri del gruppo Solo Novi di Bertoli si sono astenuti nella prima seduta, e hanno disertato la seconda. Probabile che lunedì facciamo nuovamente una delle due scelte. 

Ricapitolando, 7 voti certi a favore e 6 certi contro. Il destino è nelle mani di Francesca Chessa. Se vota a favore, si astiene o si dà assente, la delibera passa per il rotto della cuffia. Se vota no come giovedì, finisce nuovamente in parità. Ma visto che il regolamento dice che servono i voti della metà più uno dei presenti, la delibera viene nuovamente bocciata. 

Ma c’è anche un’altro scenario che preoccupa (o dovrebbe preoccupare) Cabella e Delfino, quello del numero legale. Il consiglio per essere operativo deve vedere la partecipazione di almeno 9 consiglieri. Cabella può contare su 7 consiglieri la cui partecipazione (salvo imprevisti) è certa. Se Chessa partecipa, sale a 8. Se i tre di Solo Novi e l’opposizione decidessero di disertare la seduta (oppure disertare il voto), il provvedimento non potrebbe essere messo in votazione per mancanza del numero legale, il che equivalerebbe ad un’altra sonora bocciatura. 
La speranza è quindi legata a Francesca Chessa: o viene e vota a favore, o sta a casa ma l’opposizione resta collegata. 

Del problema del numero legale ne ha parlato ieri Rocchino Muliere a “La stampa”, sottolineando che è la maggioranza a dover mantenere il numero legale, ma che nell’ultimo consiglio è stata l’opposizione a garantire i numeri. A rispondere è stato il segretario della Lega Perocchio, che ha dichiarato che “il numero legale non viene certo garantito dall’opposizione”. In realtà nel consiglio comunale scorso è stato così come dice Muliere, basta andare a vedere la registrazione del consiglio comunale e fare due conti. 

Sabato a Novi sembrava già di essere in campagna elettorale: al mattino gazebo di Forza Italia, al pomeriggio del Pd. In ballo ci sono ancora delle nomine per Cabella: c’è da nominare il presidente del Csr e il nuovo CdA di Gestione Ambiente. Voci ricorrenti dicono che al Csr per certo andrà Giuseppe Rapisarda, e a Gestione Ambiente probabilmente Maria Rosa Porta. Due esponenti di Forza Italia. Se così fosse, aumenterebbe ancora di più la quota di potere degli azzurri, e Fratelli d’Italia resterebbe ancora una volta a becco asciutto. Anche questo potrebbe pesare sul voto di stasera.



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andrea vignoli

Giornalista, scrittore, insegnante.

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