Regione Piemonte, la destra liberalizza le macchinette mangiasoldi

La maggioranza leghista della Regione Piemonte ha cancellato la legge contro la ludopatia che aveva permesso di invertire i tragici numeri della contabilità dei danni di questa piaga sociale. 
La nostra regione infatti mostrava da tempo dati in controtendenza rispetto all’andamento nazionale: in tutta Italia i numeri crescevano, in Piemonte scendevano grazie ad una legge all’avanguardia che aveva posto pesanti limiti alla proliferazione della cosiddette macchinette mangiasoldi. 
A nulla è valso l’impegno non solo delle forze politiche di opposizione, ma di tutto il tessuto sociale e sanitario della regione. Nei giorni scorsi è stata avviata una grande mobilitazione popolare, che ha visto anche la partecipazione del presidente di Libera Don Luigi Ciotti, per cercare di convicere il governo regionale a tornare sui suoi passi. Tutto è stato purtroppo inutile. 
«Non si può giocare con la vita delle persone – aveva detto Don Ciottie non vogliamo renderci complici delle sofferenze delle famiglie. Tutti si dicono contro le dipendenze eppure oggi stanno togliendo dei paletti, invece di approfittare del fatto di essere una delle poche Regioni che in passato li ha messi. Questo tipo di gioco d’azzardo è patologico, e la scienza ci dice che le patologie delle dipendenze in Italia si stanno allargando»

«Hanno cambiato la legge contro il Gioco d’Azzardo patologico, ora le macchinette torneranno in molti luoghi in cui dal 2016 erano state tolte – ha detto Domenico Ravetti, capogruppo Pd in Regione – Per Lega, Fratelli d’Italia e Forza Italia nei fatti la salute viene dopo altri interessi, questa è la verità».

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andrea vignoli

Giornalista, scrittore, insegnante.

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