La maggioranza non c’è più

Come nella fiaba “I vestiti nuovi dell’imperatore” di Hans Christian Andersen, qualcuno a un certo punto deve avere il coraggio di dire: il Re è nudo!
Quanto accaduto ieri sera in consiglio comunale sancisce in maniera indiscutibile che la maggioranza uscita dalle urne non esiste più. 14 luglio 2021, data (definitiva) del decesso. 
Da oltre un anno i consiglieri di centro destra stanno litigando e si stanno spaccando non su questioni secondarie, ma fondamentali per la città: l’Imu, la tassa rifiuti, lo sport novese, il Cit, solo per citarne alcuni. 

Ieri sera, 4 degli 11 componenti della maggioranza uscita dalle urne non si sono presentati. Probabilmente senza neppure avvertire il sindaco, facendogli la sorpresa di fargli trovare 4 sedie vuote. Bene hanno fatto i Dem a lasciare la sala, mettendo Cabella davanti alla verità: non ha più i numeri per governare la città, “il Re è nudo”! Lo hanno fatto ben sapendo di prestare il fianco alla propaganda leghista, sempre pronta a dire “È colpa di Rocchino”. 
Nel consiglio comunale del 30 giugno Marco Bertoli aveva mandato l’ennesimo avvertimento alla maggioranza: «Il sindaco non ce la fa più, basta vederlo. Di questo passo non solo non arriviamo alla fine della legislatura, ma neppure alla fine dell’anno». 
È evidente, nei fatti e nelle conseguenze, che Cabella non è in grado di trovare una soluzione alla crisi aperta da Marco Bertoli oltre sei mesi fa. Il “Mungitor cortese”, come lo chiama il nostro Malalingua, si è divertito finora a giocare al gatto con il topo, ma ormai gli è impossibile sostenere che sta facendo gli interessi dei novesi. Perché l’interesse dei novesi è solo uno: avere un governo della città. 
Un’altra persona, al posto di Cabella, farebbe una cosa ovvia: convocherebbe la sua maggioranza, metterebbe sul tavolo le sue dimissioni e detterebbe le sue condizioni per proseguire il mandato amministrativo. Ma per proseguire, occorrerebbe una visione della città, un progetto. Un tavolo di crisi che deve per forze prevedere una strategia di uscita; ma è proprio quello che manca.

Sono stato il primo a intervistare Cabella all’indomani delle elezioni che lo hanno visto vincitore. Facemmo una lunga e piacevole chiacchierata nella sua palestra, perché non aveva ancora preso possesso dell’ufficio del sindaco. Cabella mi fece una impressione che oggi, a distanza di oltre due anni, non posso che confermare: una brava persona, seria e assennata, e anche abbastanza preparata. Ma era evidente che non aveva le caratteristiche per governare una città e soprattutto non aveva un progetto. Un sindaco, appena eletto, di solito è un vulcano in piena: voglio fare questo, questo e quest’altro. Cabella invece aveva solo del bel modo, ma nessun progetto di città. Non lo aveva e non lo ha neppure oggi. 
Così scrivevo poco più di un mese fa: “È giunto il momento che Cabella si decida a fare il sindaco. Non può imputare alla litigiosità della sua maggioranza la scarsa capacità amministrativa, ma invece l’esatto contrario. È la litigiosità della sua maggioranza ad essere effetto, e non causa, del sua inazione”. 
Per il bene di Novi, è giunto il momento che Cabella e Bertoli decidano che fare. O rilanciano con una visione di città, oppure stacchino la spina. Tertium non datur. 

Finisco dall’inizio, ricordandovi un piccolo episodio che, visto oggi, la dice lunga. Nel maggio del 2019, al centro fieristico di Novi, la coalizione di centro destra presentò le sue liste. Cabella iniziò la lunga lettura del suo programma amministrativo, che conteneva, devo ammetterlo, anche qualche buono spunto. I suoi cominciarono ad annoiarsi e a un certo punto Giancarlo Giorgetti, venuto a Novi per la presentazione, lo fermò: “più vai avanti a leggere, meno voti prendi”. Il pubblico applaudì e il povero Cabella chiuse le pagine del suo programma. Avrebbe dovuto già lì imporsi: il programma lo leggiamo, lo studiamo e lo realizziamo. Invece, forse allora venne chiuso e mai più aperto. Il primo dei grandi errori di Gian Paolo Cabella.



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andrea vignoli

Giornalista, scrittore, insegnante.

2 pensieri su “La maggioranza non c’è più

  1. Ottimo la stesura dell’articolo, non solo il Sindaco da mandare via da Novi ma tutti, chi accetterebbe di fare il Sindaco a Novi città “morta dormitorio”

  2. Ottimo la stesura dell’articolo, non solo il Sindaco da mandare via da Novi ma tutti, chi accetterebbe di fare il Sindaco a Novi città “morta dormitorio”

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