Cit, il giudice concede tempo per il concordato preventivo.

Nonostante la fretta della giunta Cabella di far passare in consiglio comunale la delibera di vendita del Cit prima dell’udienza in tribunale (delibera che non è passata), il giudice del tribunale di Alessandria – dove è stata depositata la richiesta di fallimento dell’azienda da due presunti creditori – ha concesso 60 giorni per accedere al concordato preventivo. 
Più precisamente, il giudice ha concesso al Cit tempo fino alla fine di luglio per rispondere ad una serie di domande, sulla base delle quali deciderà di concedere tempo fino a settembre per il concordato preventivo. 
Il concordato preventivo è uno strumento che consente all’azienda che si trova in stato di crisi o di insolvenza di poter evitare la liquidazione giudiziale attraverso la proposta di un piano che consenta di soddisfare i creditori attraverso la continuità aziendale o la liquidazione del patrimonio.
Ora la giunta dovrebbe avere tutto il tempo di mettere giù una delibera che ottenga il parere di legittimità dei funzionari del comune, prima di sottoporla ancora al consiglio comunale. 
Questo potrebbe permettere ai consiglieri di maggioranza che hanno disertato l’ultima seduta, e precedentemente si sono astenuti o hanno votato contro, di votare la delibera. 
Nella conferenza stampa di giovedì pomeriggio, il capogruppo Dem Simone Tedeschi aveva augurato per il Cit questa decisione del tribunale: «C’è il tempo per costruire un documento che non rischi di essere impugnato, che riceva l’approvazione di tutte le forze politiche e che abbia il parere positivo dei funzionari comunali».
Ieri pomeriggio a Novi è avvenuta la riunione dei capigruppo: la maggioranza ha manifestato l’intenzione di riportare in consiglio martedì sera (per l’ennesima volta) la delibera sul Cit.
Intanto, anche ad Arquata (altro comune socio del Cit e governato dal centro destra) l’opposizione ha disertato la votazione sulla delibera di cessione delle quote. Ma la maggioranza del sindaco Alberto Basso è più solida di quella di Cabella e la delibera è passata. 

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redazione moscone

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