Serravalle, arrestato l’uomo che ha accoltellato la compagna

Un tranquillo pomeriggio di agosto a Cà del Sole, quartiere “bene” di Serravalle, distante dal centro storico degradato ma vicino alle vetrine dell’outlet. Un tranquillo pomeriggio fino a quando alla caserma dei carabinieri non è arrivata la telefonata di aiuto di una donna che affermava di avere un coltello conficcato nel fianco. 

Intervenuti immediatamente, i Carabinieri hanno trovato la giovane 25 enne riversa al suolo, con un coltello da cucina penetrato fino all’impugnatura nel fianco sinistro. Accanto a lei, intenti a soccorrerla, il fratello e il fidanzato con cui conviveva, un 33enne marocchino irregolare, pluripregiudicato, in quel momento agli arresti domiciliari proprio a casa con lei. 

Trasportata all’ospedale di Novi, la ragazza è stata operata d’urgenza e ha subito l’asportazione della milza. Il fidanzato, unico presente in casa al momento dell’accoltellamento, ha raccontato ai carabinieri che si è trattato di uno sfortunato incidente domestico, ma non è stato creduto. Il fratello della vittima, chiuso in un’altra stanza, ha raccontato di aver udito il grido di aiuto della sorella, così come il padre, che abita nell’appartamento sottostante. 

Il tipo di coltellata inferta alla giovane, incompatibile con un incidente domestico, la posizione dell’impugnatura del coltello, la direzione di penetrazione della lama nel costato e la violenza del colpo, con il coltello completamente affondato fino all’impugnatura: tuto faceva pensare che non si era trattato di un incidente. lasciavano pensare a un atto volontario. Il coltello da cucina, sequestrato presso l’Ospedale di Novi dopo essere stato estratto dai sanitari, risultava avere una lama seghettata lunga ben 11,5 centimetri. Inoltre, i carabinieri erano già intervenuti più volte in quell’appartamento, scoppiate poco dopo l’arrivo del marocchino presso l’abitazione della giovane.

Al termine dell’attività di indagine, grazie alle testimonianze e all’accurato sopralluogo sulla scena del crimine, i carabinieri di Serravalle e dell’Aliquota operativa di Novi Ligure hanno tratto in arresto il 33enne marocchino con l’accusa di tentato omicidio e lo hanno portato al carcere di Alessandria. 

Numerosi i precedenti dell’arrestato, che si trovava dal dicembre 2020 in regime di custodia cautelare per un tentato omicidio commesso nel gennaio 2018 quando a Novi Ligure, durante una lite, aveva colpito con vari fendenti un’altra persona ed era poi stato arrestato dai Carabinieri. Dal luglio 2021 era stato sottoposto anche alla detenzione domiciliare dal Tribunale di Sorveglianza per un residuo di pena scadente nel maggio 2022, per reati in materia di stupefacenti, violenza a Pubblico Ufficiale, rissa, lesioni, furto, rapina, danneggiamento, vilipendio alla Repubblica, falso e reati legati al suo status di irregolare. Nell’aprile 2017, il marocchino aveva anche aggredito due Carabinieri tentando di accoltellarli e, dopo essersi dato alla fuga, aveva tentato di fare irruzione nella caserma di Novi Ligure, forzando il portone d’ingresso, prima di essere bloccato dai Carabinieri. Inoltre, era stato espulso più volte dal territorio nazionale. 

Nonostante sia destinatario di numerosi ordini di espulsione, il 33enne non ha mai ottemperato a lasciare il territorio nazionale.

Resta un dubbio: come si può essere irregolari sul territorio nazionale, e contemporaneamente ai domiciliari? Un bel mistero. 



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redazione moscone

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