Sere d’estate… dimenticate

Da una bella canzone di Zucchero Fornaciari “….sere d’estate…dimenticate…c’è un dondolo che dondola.…”. Presto le sere d’estate saranno dimenticate sia da coloro che vengono “da lune piene”, sia da chi ha sospirato una agognata tregua ai problemi, sia da chi pensa che tutto sia o verrà dimenticato camminando con passo incerto e pensando ai grilli e alle cicale “…come strane suore…”.
Eppure quello che bolle in pentola è un’equazione a incognite infinite e dai risvolti non prevedibili. Lascio perdere la mia vicenda che ormai è alle spalle anche se “il modo ancor m’offende”, non per parafrasare la vicenda di Paolo e Francesca, perchè di amore non si è mai trattato e neanche di semplice rispetto che, all’età del sindaco avrebbe dovuto essergli migliore consigliera, ma per significare un atteggiamento politico “talebano” che non riguarda solo la mia vicenda ma tutta l’amministrazione comunale.

Il dondolo dondola e prima o poi qualcuno finirà per cascare per motivi anche non prevedibili o non adeguatamente considerati. Non voglio trattare l’argomento Cit che è ormai più una vicenda giudiziaria che politica e che potrebbe anche avere una soluzione ma priva di quei risvolti che la demagogia politica oggi fa o farebbe comparire come soluzioni “taumaturgiche”.

Eleonora Gatti si occuperà del Teatro Marenco

Si potrebbe parlare del Teatro Marenco che ha visto in queste sere d’estate un nuovo soggetto comparire come d’incanto. La consigliera comunale Eleonora Gatti, fedelissima del nipotino, ha ricevuto la delega dal sindaco per occuparsi del futuro splendore marenchiano. Ma come, dico io, dopo aver avuto un travagliato passaggio di consegne dalla vecchia fondazione alla nuova, con un sospeso di spese patrimoniali e correnti non ancora liquidate per diverse centinaia di migliaia di euro, che vede un presidente ed un consiglio di amministrazione, tra cui il competente Luciano Girardengo e la sapiente guida amministrativa del dr. Giacomo Repetto, un nuovo direttore artistico nel regista torinese Giulio Graglia, a rigoroso indirizzo leghista, già destinatario di un contratto annuale e quindi già a libro paga, oltre alla operosità doverosa del nuovo assessore Andrea Sisti, oltre alla doverosa sovrintendenza del sindaco, ecco spuntare la bionda figura della consigliera leghista.

Era proprio così necessario? L’assessore è davvero così indaffarato in altri compiti da non poter reggere il ruolo? Comunque oltre ad accontentare tizio e caia la prospettiva di una prossima stagione teatrale è di là da venire mentre più nomine di così, oggi, non sarebbe possibile. Campeggia sopra le righe di uno sgangherato pentagramma la vicenda “giudiziaria” minacciata o avviata dal nuovo assessore Maurizio Delfino, presto lo sapremo, che si sta occupando molto del passato sinistroso della amministrazione comunale, facendo, a quanto pare, dei proseliti come l’uscita del giovane virgulto forzista Andrea Bidone a proposito di un vecchio contratto di affitto che farà ancora parlare.

Dove ci porterà questa “querelle” non possiamo sapere, di sicuro si è instaurato un clima non collaborativo ma fortemente conflittuale, visto che il sindaco uscente Rocco Muliere si è rivolto al proprio avvocato per difendere la sua onorabilità, indubbia a mio parere. La buona politica avrebbe dovuto consigliare ben altro atteggiamento, razionalità, comprensione e la “rivoluzione del buon senso” primeggiare su tutto anzichè essere dimenticata al primo giro di pista per lasciare il posto alla vendetta “talebana”. Poi sarà bene ricordare il vecchio adagio…”chi di spada ferisce….di spada perisce…”, per scomodare il Vangelo di Matteo.

Lo dissi al sindaco in una telefonata estiva dello scorso anno parlando del rinnovo dei servizi scolastici e sportivi di SportinNovi. Dissi al sindaco: “non farò mai qualcosa per odio o vendetta verso qualcuno ma guardando solo alla necessità di una situazione e senza pregiudizi.” Il sindaco mi rispose: “io la penso esattamente come te“, allora ci davamo del tu, oggi da semplice cittadino del lei ma non verso la persona, scadutissima, ma verso il ruolo.

Bene signor sindaco, allora come la mettiamo con queste vicende che sono partite ancora prima dell’avvento di Delfino? Dobbiamo analizzare atteggiamenti e decisioni verso l’apparato anche dirigenziale della macchina comunale? Gli esempi non mancano, ruoli, nomi e cognomi: e poi, come la mettiamo con una sua dichiarazione rilasciata in consiglio comunale dove ha sostenuto che senza offendere chi non c’è più, leggasi il sottoscritto, la validità delle scelte da lei fatte per un “cambio di passo” sono sotto gli occhi di tutti.

Ma di chi? E per cosa? Per instaurare un clima di totale sfiducia tra tecnici e politici? Per minacciare azioni giudiziarie che, mi permetta, potranno essere incongruenze ma certamente non tali da instaurare un clima da sceriffi. Per vedere preventivi che aumentano a dismisura? Per constatare che non c’è più una maggioranza politica? Per vedere quotidianamente che l’elettorato che la ha portata sullo scranno oggi maledice quel giorno, delusi da una compagine che con Novi c’entra come i cavoli a merenda. Per vedere la nostra città terra di conquista di altri che ci lasciano solo i problemi e ci scippano la polpa.

E poi ci spieghi con dettaglio dei particolari l’assegno di 100000 euro esibito da lei e da un signore russo del quale conosciamo poco o niente che vorrebbe mettere una bandierina russa nel nostro comune per celebrare la vittoria di Aleksandr Vasilievic Suvorov sulle truppe francesi. Perchè? e per cosa? Lei lo saprà con precisione visto che nell’immagine estiva esibitoria lei mostra un sorriso quantomeno esagerato ed improbabile e l’ospite russo più un sorriso compunto e controllato. Attendiamo risposte concrete e razionali perchè, glie lo dico francamente, io sono italiano non russo-austriaco e neanche francese. La storia è storia e va rispettata e non vorrei fosse manipolata per vezzo di qualcuno.

In tutto questo guazzabuglio c’è solo una cosa che non emerge come necessaria guida autorevole, Lei signor sindaco, silente in tutto ed emulo di “Sor Tentenna“.



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Costanzo Cuccuru

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