Cronache agostane

Torna, dopo un mese di pausa, una delle più seguite rubriche del vostro Moscone: il Malalingua. Da sotto l’ombrellone, ha seguito l’agosto novese. Rivivete con lui l’estate novese appena terminata: come passa il tempo il tempo quando ci si diverte!

Bassetti a Novi

Matteo Bassetti, noto infettivologo genovese, è giunto a Novi per spiegare i danni della pandemia. Al professore va la nostra solidarietà, in quanto contestato da alcuni no-vax; secondo un settimanale locale, il Professore avrebbe tirato le orecchie al Sindaco Cabella, reo di aver autorizzato la posa delle bancarelle durante la Fiera d’agosto, stante il periodo pandemico. Un altro quotidiano, invece, ha scritto che Bassetti sarebbe stato invitato in città dalla Lega, mentre il Comune aveva deliberato un rimborso spese per il noto professore: se così fosse, si tratterebbe di una visione “padrona” del Comune da parte dei leghisti nostrani. Scoppiata la polemica, Bassetti ha rinunciato al rimborso.

Arrivano i russi

Decine di cittadini russi sono giunti in città a donare “nientepopodimenoche” centomila euro per la ristrutturazione di Palazzo Dellepiane, per restaurare il quale occorrerebbero milionate. È stato detto che il denaro dovrebbe servire alla ristrutturazione di un ufficio del Palazzo, da destinare ad una, al momento ignota ai più, Fondazione Suvorov. Con tutto il rispetto dovuto alla generosa offerta, non pare corretto disporre una porzione del Palazzo comunale, ove sono contenuti dati sensibili dei cittadini novesi, per l’utilizzo da parte di estranei, pur se paganti. Così come non pare corretta la ventilata ipotesi di erigere un monumento al generale Suvorov, il quale, festeggiando la vittoria sui francesi, può anche aver gustato in città i nostri (all’epoca famosi) sorbetti, ma, in realtà, era di stanza in quel di Pozzolo Formigaro. La presenza dei francesi a Novi è ben altra cosa, tanto da condizionare – fino a modificarla – negli anni dal 1805 al 1814 la vita politica e istituzionale della città. Suvorov e compagni, vinta la battaglia, raccolsero armi e bagagli (forse portandosi appresso anche qualche nostro dolcetto) e se ne andarono altrove. Pertanto, se oggi i russi vogliono investire a Novi, in trasparenza e senza condizionamenti, ben vengano; ma la storia non si modifica.

Non c’è pace per Delfino

L’Assessore Delfino ha dichiarato ad un noto quotidiano che “non si possono fare le rivoluzioni da soli, che si è impegnato al massimo, ma che non si possono cambiare le teste”. Ha poi aggiunto che se i dirigenti non lavorano come lui vorrebbe, la colpa – tanto per cambiare – è dei predecessori, che hanno premiato indistintamente e sempre tutti i dirigenti.

Il passato è passato: ci interessa il presente e quanto, pro tempore, a lui spetta. Discretamente ricordiamo a colui il quale era stato paragonato, al suo arrivo a Novi, al calciatore Ronaldo (ovvero al “Fenomeno” de noantri), che, dei cinque attuali dirigenti comunali, tre sono stati nominati dalla Amministrazione a cui lo stesso appartiene e che, semmai, toccherebbe a lui premiarli o meno, ma, soprattutto, collaborare con loro, come invece la vicenda CIT non dimostra. Così come non lo dimostrano le sue ormai proverbiali esternazioni in Consiglio contro dirigenti e dipendenti comunali.

Può anche suonare strano all’Assessore Delfino, ma la gestione serena del Comune interessa a tutti i cittadini; gli si consiglia di rilassarsi prima delle riunioni del Consiglio comunale, soprattutto di evitare le invettive contro tutto e tutti. Essere paragonati al “Fenomeno” calcistico non vuol dire avere sempre ragione; anche Ronaldo, si presume, talora sbaglia.

Tentativi di emersione

Il Mungitore, “sbanattando”, ha provato a riemergere dalla melma in cui si è cacciato a proposito della vicenda CIT. Questa volta minaccia fuoco e fiamme se non saranno corrisposti i suoi desiderata: sovvenzionare maggiormente le società sportive. A parte il fatto che alle sue minacce ormai non crede più nessuno, pare che a palazzo Pallavicini, letta l’intervista, siano scoppiati a ridere a crepapelle, in forza del famoso detto: can che abbaia non morde.

La grande novità, però, è che è stata presentata un’idea per il riordino dell’area Z3 (ex Maneggio), a cui il Mungitore tiene particolarmente. Dopo essersi fatto cassare l’idea di riesumare il progetto della precedente Giunta, ora la fulgida proposta è quella di spostare il Comando Vigili Urbani dall’attuale sede, ubicata in via Verdi, a via Pietro Isola, là dove oggi è insediato un noto discount. La motivazione starebbe nella possibilità di presidiare una zona centrale della città. A parte il fatto che via Verdi non risulta trovarsi in periferia e che Novi non è da confondersi con New York, si priverebbe di un presidio importante l’ex Caserma Giorgi, che così risulterebbe ancor più abbandonata a se stessa. L’idea appare inoltre riduttiva rispetto all’area interessata: si potrebbe dire che, dopo tanto pensare, l’elefante ha partorito un topolino.
Resta infine da spiegare come il Comando Vigili, collocato nell’attuale sede da meno di vent’anni, con un trasferimento che, ovviamente, è costato alla comunità parecchi quattrini in termini di investimenti, debba ora essere abbandonato; anche questo farà parte della furia distruttrice del passato, ma a molti appare puro spreco di risorse.

Distrazione di massa

L’Assessore al Bilancio, sempre secondo notizie di stampa, sarebbe passato dalle parole ai fatti, segnalando alla Corte dei Conti e alla Procura una serie di questioni che, a suo parere, sarebbero state adottate non correttamente, secondo ormai consolidato pensiero, dalla precedente Amministrazione. Sorge il sospetto che questa iniziativa sia una mossa (abile?) per distrarre l’attenzione pubblica dalle “magagne” della attuale Amministrazione, uscita con le ossa rotte, tanto per citare l’ultima vicenda, sulla questione del CIT e, forse, da altre in arrivo.
L’ex Assessore Costanzo Cuccuru, per esempio, ha scritto che “… per la sezione alberghiera del Ciampini Boccardo nell’ex Bunet, un anno fa avevamo stabilito il canone accettato dalla Provincia, che teneva conto di una quota dei lavori di ristrutturazione pari a circa 16.000 euro. Oggi sento parlare di 50.000”. Per la Biblioteca, sostiene sempre l’ex Assessore “… sento parlare di previsioni di spesa di 350.000 euro” mentre, sempre un anno prima, l’ex Assessore aveva comunicato alla Giunta che servivano poco più di 15.000 euro “indisponibili per bocca del sindaco”. E ancora:… “per le luminarie natalizie solitamente si spendevano 12 o 13 mila euro, l’ultimo Natale ci è costato 45.000”. Oppure: “…la palestra Martiri sta subendo un giusto “restyling”, la previsione iniziale da me conosciuta sommava a circa 80.000 euro, oggi si parla di un costo finale di oltre 160.000”. 
Insomma, una lievitazione dei costi che nemmeno Giucas Casella, il mago Otelma e il mago Silvan, messi insieme, sarebbero in grado di realizzare.
Infine, l’ex Assessore ricorda che per l’ormai famosa Accademia enogastronomica, il Comune di Novi ha sì ottenuto i finanziamenti, ma rinunciando“… a circa 5 milioni di euro compensativi di RFI per aiutare Alessandria a rifare il ponte sul Bormida” … La motivazione, se si ricorda, è nobile: come aveva sostenuto un altro ex Assessore, quel ponte lo usiamo anche noi di Novi….
L’estate sta finendo … chissà cosa ci riserveranno autunno ed inverno, tra un’astensione ed un’altra, e qualche assenza del Mungitore, Cabella & Co. … con le solite retromarce, forse,tireranno a campare.

Il Malalingua



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