Sentieristica territoriale, un progetto per un turismo lento

Archiviata la polemica tra le associazioni ambientalistiche e gli organizzatori e i sostenitori dei Campionati mondiali di Enduro svoltisi tra fine agosto e i primi di settembre tra Oltrepo e Tortonese, si pensa al futuro. 
Il 29 settembre, presso il Salone della Cassa di risparmio di Tortona il gruppo “Insieme per il territorio”, capeggiato dalla locale sezione Cai, ha infatti presentato un interessante progetto in merito alla sentieristica territoriale.
L’argomento Enduro non verrà menzionato durante la relazione di Ezio Giungato, presidente della sezione CAI di Tortona, ma prima dell’inizio, dalle chiacchiere in sala, ho colto una coda polemica riguardante i “cosiddetti ripristini” che gli enduristi starebbero mettendo in atto sul percorso della gara, dove i danni ambientali non sono mancati, ma stareremo a vedere, intanto i volontari vigilano anche sulle scorribande dei motociclisti della domenica che da sempre non rispettano i divieti e i vincoli legati ai sentieri.
Nel corso della conferenza stampa Ezio Giungato ha ripercorso il cammino che ha portato le associazioni del territorio, tra cui Azalai fondata da Checco Galanzino presente in sala, a unire le forze creando una sinergia a vantaggio della tutela del nostro territorio.
La giornata ha ufficializzato quella che in origine si presentava come “un’unione di fatto” basata soprattutto su rapporti umani costruttivi e leali. Proprio la presenza di indirizzi e finalità comuni ha portato alla realizzazione del progetto che è stato illustrato.
Parlare di sentieri, di come tenerli in ordine, renderli fruibili, è parlare di storia, di vita che è passata sui quei lastricati antichi, di cultura e tradizioni locali.
Il nostro territorio è ricchissimo da questo punto di vista e se si riescono a collegare le iniziative con ciò che esso offre in termine di ricettività e d’imprenditoria locale si possono ottenere grandi risultati nel settore del turismo definito “lento”.
Perché è preferibile una forma di turismo di questo tipo? Prima di tutto perché è un turismo consapevole e secondariamente perché è un turismo rispettoso.
Giungato al proposito ha citato l’esempio del “Cammino dei Ribelli” in Val Borbera, un percorso sentieristico legato alle strade percorse dai Partigiani nella Seconda Guerra Mondiale, cammino che questa estate ha registrato un boom di entusiastiche adesioni.
Mentre l’esposizione continuava alle spalle del relatore scorrevano splendide fotografie di scorci paesaggistici del Tortonese a cura di Pierluigi Casanova e Giacomo Seghesio.
Il lavoro in corso mira a creare un catasto nazionale del sentieri e su questo obiettivo la Regione Piemonte è una delle poche regioni operative. Finora sono stati censiti circa 300 km di sentieri ai quali se ne dovrebbero aggiungere almeno altri 100 in fase di tracciamento. Per la manutenzione di questa rete serve mano d’opera, ma non improvvisata, specializzata, perché si tratta di agire con competenza di causa.
Tutto questo sarebbe finalizzato a costruire un diverso modo di intendere il territorio sul modello di ciò che accade nelle Langhe, nel Monferrato e in Emilia Romagna.
Il progetto si basa su tre pilastri fondanti che dovranno sorreggere le attività e le iniziative dei prossimi anni.
Il primo pilastro si chiama “Insieme per il territorio”, infatti sarà proprio la collaborazione tra le associazioni a costituire la base di partenza.
Il secondo pilastro sarà costituito da un protocollo d’intesa con la Provincia e le Amministrazioni comunali, importantissime per la tutela e la presenza costante nelle tre valli del Tortonese.
Su questo aspetto Giungato ha evidenziato la difficoltà di relazione trattandosi di tanti soggetti diversi e non di un unico interlocutore come quando esistevano le Comunità montane, un qualcosa di simile sarebbe auspicabile per facilitare la gestione della sentieristica.  In Oltrepo la Comunità montana dialoga con le associazioni in modo più semplice e fattivo, sarebbe un esempio da seguire.
Il terzo pilastro dovrebbe aprire un dialogo con chi opera sul territorio, siano rifugi, agriturismi, ristoranti, aziende agroalimentari perché il turismo lento necessita anche di questi servizi e di queste attrattive per poter funzionare adeguatamente.
Si tratta di un progetto complicato, ma avvincente, servono volontari e risorse e quindi è veramente meritorio il sostegno economico che la Fondazione Cassa di risparmio di Tortona ha erogato per sostenere l’iniziativa.
Prima di concludere Giungato, con il garbo che lo contraddistingue, ha voluto dare una stoccata, meglio ancora una “svegliata” sul tema alla politica, che, parole sue “prima o poi capirà che la strada è questa, in fondo ora esiste anche un ministero specifico”.
La sintesi finale, che mi è piaciuta molto perché sincera e accorata, è stata questa: «Lo facciamo per passione, siamo pensionati mossi dall’amore per i nostri posti», una chiosa perfetta.
Sono seguiti alcuni interventi. Per primo ha parlato Luigi Prati, Sindaco di Carezzano, che ha evidenziato alcune criticità: uno sguardo non benevolo sulle passate Comunità montane e sui debiti da esse accumulate, quindi attenzione alla loro riproposizione. Poi con una certa ironia ha sottolineato la condizione pessima delle strade asfaltate che uniscono i Comuni, quindi bene la manutenzione dei sentieri per un turismo lento, ma a questa dovrebbe unirsi quella delle strade normali. Infine un riferimento alla bruttezza estrema di certe rotonde che mi ha fatto sorridere di gusto, pensandola esattamente allo stesso modo.
È poi intervenuto Ezio Michelis del CAI di Ormea, molto preparato sul tema, ha illustrato il lavoro su sentieristica e cartografia da realizzarsi con persone formate che possano registrare con il GPS il maggior numero di informazioni possibili che si porta appresso un percorso, come fontane, chiese, arte in genere. 
La Val Maira è l’esempio di una valle che ha goduto di un rilancio turistico con i Tedeschi che qui hanno trovato, grazie alle caratteristiche del valligiani, il contesto per un turismo sostenibile e rispettoso dell’ambiente.
Il vicesindaco di Tortona Morreale ha ringraziato la Fondazione e Checco Galanzino di Azalai, sottolineando il lavoro “silenzioso” dell’Amministrazione a favore di queste iniziative.
Monica Cusmano di Sloowfood ha espresso il suo entusiasmo, citando la sede della condotta nella Rocca di Carbonara (scusate io non ce la faccio a chiamarlo Dongione, per secoli è stata la Rocca e tale dovrebbe essere la sua denominazione, un’attenzione al linguaggio sarebbe importante), dove Gaviese e Tortonese si sono uniti con i medesimi intenti di valorizzazione di una proposta enogastronomica di qualità.
Ha chiuso Checco Galanzino di Azalai con un intervento breve, ma energico, da atleta qual è.
Fondamentale è basarsi sulle certezze. E con un paragone sui vaccini di cui la scienza è stella polare, ha dato rilievo al CAI come conduttore e referente indiscutibile sulla sentieristica e tutto ciò che vi attiene. Ha puntualizzato anche che ci vuole un’attenzione al linguaggio (benemerita osservazione) per evitare ambiguità di informazioni e rendere tutto più sciolto e più agevole.

Per chiudere dopo tante parole: ”Venite dentro Insieme per il territorio, ma veniteci per lavorare”. Aggiungo io, sicura che Checco sarebbe d’accordo, e veniteci dopo un gelicidio.



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Maria Angela Damilano

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