Domenica e lunedì si vota. Ad Arquata Basso cerca la riconferma a suon di regalini

È Arquata Scrivia il comune più grande tra quelli chiamati al voto domani e lunedì per il rinnovo dei sindaci e dei consigli comunali. Gli altri comuni sono: Borgo San Martino (1.470 abitanti), Casal Cermelli (1.235), Castellazzo Bormida (4.566), Castelnuovo Bormida (680), Castelnuovo Scrivia (5.414), Castelspina (422), Cella Monte (528), Cerrina Monferrato (1.495), Isola Sant’Antonio (734), Merana (185), Monleale (593), Montecastello (324). Morbello (408), Odalengo Grande (487), Olivola (123), Pontecurone (3.850), Ponti (618), San Salvatore Monferrato (4.449), Sant’Agata Fossili (441), Terzo (907). 
I seggi saranno aperti nelle giornata di domenica 3, dalle 7 alle 23, e lunedì 4 ottobre dalle 7 alle 15. È probabile che i nomi dei nuovi sindaci si sappiano verso l’ora di cena di lunedì.
Arquata, oltre che il più grande, è l’unico comune dove si confrontano tre candidati alla carica di sindaco. A sfidare l’uscente Alberto Basso ci sono Federico Braini e Enzo Guerra. Sebbene tutti e tre candidati si presentino alla guida di liste civiche, sono evidenti le appartenenze politiche più o meno velate. Schieratissimo a destra Basso, che ha voluto portare ad Arquata in suo sostegno il capogruppo alla camera della Lega Riccardo Molinari e il presidente della Regione Alberto Cirio. A suo favore, anche molti esponenti del centro destra novese. Basso ha impostato una campagna molto “commerciale”, regalando agli elettori dal suo gazebo piantine in vaso, mazzi di fiori e anche sacchetti di polenta. Vedremo se sarà così riuscito a ottenere il consenso degli arquatesi.

Federico Braini è indubbiamente il candidato “di sinistra”, presentata però nei valori e non nelle appartenerze partitiche: nessun “big” della sinistra è stato invitato ad Arquata a sostenerlo. La sua campagna è stata molto sobria, puntando al contatto con le persone e all’ascolto più che all’attacco del sindaco uscente. Vedremo lunedì se questa tattica, condotta più per la strada che per i social media, lo avrà premiato.
Terzo incomodo Enzo Guerra, che rifiuta l’etichetta di secondo candidato di destra e si vuole presentare come totalmente sganciato dai partiti. Ma è un fatto che lui sia stato consigliere di maggioranza con il sindaco Spineto e che in lista con lui ci siano vari esponenti dell’amministrazione di centro destra.
Guerra ha condotto una campagna più aggressiva, tutta all’attacco di Basso, a cui indubbiamente porterà via i suoi voti, più che a Braini. La discesa in campo Guerra ha comunque contribuito a sparigliare e a rendere lo scontro Arquatese ancora più incerto.

Nelle ultime elezioni arquatesi Basso aveva vinto con il 48% delle preferenze contro due candidati di sinistra, che sommati avevano raccolto il 52%. Ora la situazione si presenta al contrario: vedremo lunedì sera se Braini sarà riuscito nell’impresa di riconquistare Arquata, dopo tre mandati del centro destra. Per ora, a lui e alla sua lista va il merito di essere riusciti a ricompattare il centro sinistra arquatese, e non è poco.



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redazione moscone

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