Il cifula anche i merli ‘d via Cova

A Novi, per dire che una cosa la sanno tutti (e magari non la dice apertamente nessuno), c’è un bel modo di dire: “il cifula anche i merli ‘d via Cova”, cioè che la fischiettano anche i merli della via Cava, che è posta sulle colline della città, ben lontana dal centro. 
Ci sono due nomi che nelle ultime settimane vengono “cifulati” continuamente qui, tra noi merli che stiamo sugli alberi della via Cava. Il primo è quello di Silvio Mazzarello, amministratore unico del Cit. 
Il problema è che Mazzarello perderà a breve la poltrona di Amministratore unico del Cit. Se andrà in porto la privatizzazione della società di trasporti, al suo posto si siederà il nuovo amministratore nominato dal socio privato. Se non andrà in porto, al suo posto siederà un liquidatore fallimentare, nominato dal tribunale. Tertium non datur, come dicevano i merli dell’antica Roma. 

Per Mazzarello si dice che sia pronta la poltrona di amministratore delegato di Gestione Ambiente, partecipata da Acos (e da Asmt di Tortona) e di cui da tempo si deve nominare il consiglio di amministrazione. L’azienda è retta al momento da Paolo Selmi, con un lungo curriculum nel settore, messo lì da D’Ascenzi e da tempo in attesa di “rimozione”. I tempi sono stretti: il nuovo consiglio di amministrazione dovrebbe essere nominato il 15 ottobre e pare che a spingere per l’inserimento di Mazzarello nel CdA ci sia il giovane segretario della Lega novese, che noi merli chiamiamo affettuosamente il “nipotino”.

Sei in grado di capire ciò che dico?

Pare però che del ciclo dei rifiuti, cioè ciò di cui si occupa Gestione Ambiente, il Mazzarello ne sappia poco o nulla. Questa mancanza pare pesare agli altri soci della società, che avrebbero preferito mantenere alla guida della macchina qualcuno in grado di guidarlo, sopratutto in questa fase di avvio del nuovo sistema di raccolta e tariffazione. La paura è che anche Gestione Ambiente faccia la fine del Cit?

L’altra persona di cui “cifuliamo” qui in via Cava è la presidente del Csp Adriana Ferretti. Come Belfagor, il fantasma del Louvre, si aggira da sempre in quelle stanze terrorizzando chiunque la incontri. Regna sul consorzio dalla sua nascita, prima come direttore e poi come presidente, nominata dal comune di Novi. Lo stesso comune che ora pare gli abbia chiesto di fare un passo indietro, sollecitato dai sindaci della zona che avrebbero gradito una gestione più efficace dell’ente sopratuttto in tempi di pandemia. Ma Ferretti pare proprio che di passi non ne voglia fare, né indietro né di lato. Oggi pomeriggio è convocata il comitato dei sindaci. Riuscirà Cabella a liberarsi da Ferretti? 
Ma chi andrà a guidare il Csp se Ferretti accetterà di farsi da parte? Mazzarello, in caso non trovi posto in Gestione Ambiente? Dai trasporti, ai rifiuti, al sociale?



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Il Merlo di via Cava

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