Ravetti: dovete rendere pubblico il piano degli investimenti in sanità

Nei giorni scorsi è stato presentato in Regione Piemonte il piano di utilizzo di 22 milioni di euro derivanti dai fondo del Piano nazionale ripresa e resilienza (Pnrr) da investire sulla sanità in provincia di Alessandria. Il piano prevede 4 centrali operative, 9 case di comunità e 3 ospedali di comunità. Un piano che ha suscitato reazione negative perché non è stato condiviso a livello territoriale e rappresenta una scatola chiusa in cui non si sa bene cosa c’è dentro.
Tra i più duri, in consigliere regionale Pd Domenico Ravetti. «Vogliamo avere il piano degli investimenti dei 22 milioni di euro previsti dalla Missione 6 del PNRR per la sanità territoriale in provincia di Alessandria – ha detto Ravetti – Sappiamo molto bene che il Ministero competente ha chiesto all’assessorato regionale alla sanità un progetto per individuare le Case di Comunità, gli ospedali di Comunità e le centrali operative per l’emergenza urgenza. Sappiamo anche che tale progetto deve essere consegnato entro dicembre 2021 e che per la provincia di Alessandria significa in termini numerici 9 Case di comunità, 3 Ospedali di comunità e 4 centrali operative per l’emergenza urgenza territoriale».

Un progetto che non è stato condiviso con il territorio, nonostante le richieste.
«Mesi fa avevamo chiesto un confronto per aprire una fase di partecipazione alle scelte e di condivisione del documento finale ma la nostra proposta è stata respinta. Così i dirigenti dell’Asl Al hanno dovuto seguire le direttive dell’assessorato regionale alla sanità e in autonomia hanno prodotto e depositato un documento di cui non conosciamo nulla se non l’importo complessivo della spesa. E’ inaccettabile questo metodo che umilia il ruolo delle Istituzioni democraticamente elette e le relega a semplici spettatrici di scelte che riguardano il più grande investimento per la sanità territoriale mai ottenuto nella storia del Sistema Sanitario Nazionale».

Un piano da bocciare?
«Conoscendo nulla del Piano redatto dall’Asl Al è impossibile esprimere giudizi o avventurarsi in ipotesi. Può essere un Piano lungimirante che tiene conto delle fragilità sociali della provincia di Alessandria, oppure no. Può contenere basi sanitarie per le aree marginali, oppure no. Può potenziare le attuali Case della Salute, oppure no. Può prevedere fondi per l’ex Mauriziano di Valenza, oppure no. Può realizzare ex novo presidi socio-sanitari, oppure no. Può convertire spazi attualmente poco utilizzati, oppure no. E infine, fattore decisivo: bastano gli infermieri, i medici, gli assistenti sociali e il personale amministrativo per gestire i servizi, oppure no?
Resta il fatto che il tempo per riaprire una discussione finalizzata a modificare il progetto presentato in Regione è davvero poco ed è inimmaginabile ripristinare in qualche giorno la Conferenza provinciale dei Sindaci dell’Asl Al che da due anni e 6 mesi non è più stata convocata, nemmeno per eleggere i suoi vertici istituzionali. Questo è il prezzo che il nostro territorio paga al disinteresse del centrodestra».



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