Moncalvo, autogol clamoroso

Potendo contare su una memoria ancora intatta vorrei fare una retrospettiva sul teatro Marenco. Tralasciando la scelta del restauro conservativo che fu fatta oltre 30 anni fa con discussioni vivaci e contrastanti nei partiti di allora e la spinta decisiva della associazione “Amici della musica” che propendeva decisamente per questa soluzione. Nel frattempo il teatro versava in condizioni pessime tanto che già nelle amministrazioni del compianto sindaco Angeli furono gettate le basi di prospettiva e, nell’immediato, gli interventi di copertura e del proscenio resi possibili anche per l’ingresso in partnership della Fondazione Cassa di Risparmio di Alessandria voluto fortemente dal compianto presidente Gianfranco Pittatore.
Tutto è proseguito con le operatività delle amministrazioni di Lovelli, Robbiano, Muliere e con l’apporto della Fondazione Teatro Marenco dei presidenti Bosio e Andronico. Ci sono voluti anni per trovare le soluzioni tecniche e il reperimento della copertura finanziaria che, tra tanti “stop and go”, ha visto l’apporto decisivo dell’ex ministro Sandro Bondi con una contribuzione ministeriale di circa 2 milioni. Oggi è tutto pronto per l’inaugurazione che, si spera, dovrà essere adeguata al grande impegno profuso e alle aspettative della città che si identifica con il Teatro come emblema storico e culturale cittadino.
L’inaugurazione ad inviti non è per niente una buona decisione, il Teatro è storia e patrimonio dei novesi e una vera inaugurazione avrebbe dovuto essere una manifestazione popolare piuttosto che una parata di amici e conoscenti. Unica garanzia del volere dei novesi è l’eredità che ci ha lasciato Poppi Posillipo con la sua campagna “adotta il Marenco” che ha consentito ai novesi interessati di esprimere una volontà di partecipazione libera e diretta.
Ma non è il vero inizio, il teatro è ancora monco, a fianco dei nuovi riflettori giace in condizioni pietose casa Giorgi, vera e indispensabile pertinenza del Marenco che potrebbe beneficiare dei finanziamenti compensativi di Rete Ferroviaria Italiana ma che pare non interessare molto ai nuovi “padroni del vapore” che tra pochi chiari e molti scuri sembrerebbero interessati a “priorità” della Z3 tanto voluti da Marco Bertoli.
L’esperienza politica mi dice che un nuovo assessore che come prima uscita pubblica dichiara che le priorità sono proprio i voleri del mungitor cortese sono un autogol clamoroso. Largo ai giovani è una locuzione che ben si addice ad un ragazzo di 25 anni, a patto che lo stesso non sia uno strumento di compensazione di liti, minacce o, peggio ancora, di ricatti a cielo aperto.
Spero di no, auguro al nuovo assessore un buon lavoro ma nel contempo il sindaco silente, invece di mandare un ragazzo allo sbaraglio, faccia riflettere tutti sulle dimissioni di Delfino e si guardi bene intorno prima di operare e vedere cosa è meglio tra interesse pubblico e manovre private.



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Costanzo Cuccuru

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