Inaugurazione teatro Marenco, una magnifica occasione persa

La serata tanto attesa è arrivata e passata. Il teatro Marenco ha finalmente riaperto ma l’evento inaugurale ha lasciato l’amaro in bocca a molti dei presenti. 
Parliamo innanzitutto dei circa 20 posti liberi in platea. Possibile che per un evento tanto atteso non si sia riusciti a riempire il teatro? Dopo la scelta, che ha fatto molto discutere ed anche arrabbiare, di non invitare alla inaugurazione i novesi che hanno contribuito economicamente al restauro adottando una poltrona, vedere quei posti vuoti fa pensare ad una scarsa capacità organizzativa.

La platea
La platea con molti posti vuoti


Ma questo è il problema minore. La serata pensata e condotta da Giulio Graglia è stata uno spettacolo di varietà senza alcuna attinenza con la storia del teatro, gli sforzi per il restauro, e l’uomo a cui il teatro è intitolato, Romualdo Marenco. 
Nel teatro che porta il suo nome, nella città che gli ha dato i natali, nel 180esimo anniversario della sua nascita, di Romualdo Marenco si è detto poco o nulla. 
Da sottolineare l’intervento dell’assessore regionale, che ha sbagliato il nome del teatro chiamandolo Marengo: forse pensava che fosse intitolato alla battaglia napoleonica? 
Dopo il saluto iniziale delle autorità, si è passati alla musica con il quintetto degli strumentisti del Teatro alla Scala. Dopodiché Graglia ha intervistato sul palco Federica Panicucci, con domande del calibro di “come fai a conciliare la tua carriera televisiva con gli impegni familiari” ed altre amenità del genere. La 54enne conduttrice televisiva toscana, presentatrice di pietre miliari della tv quali “la pupa e il secchione”, con il teatro Marenco non ci azzecca proprio nulla. Cosa abbia spinto la fondazione ad invitarla, resta un mistero. 
Dopo la Panicucci, un’altra intervista di Graglia, questa volta alla ballerina Loredana Furno. Inutile aspettarsi qualche passo di danza: ha ormai 80 anni, anche se portati benissimo. 
Il Graglia-show è andato avanti con una passeggiata tra il pubblico per chiedere un’applauso ad un vip piazzato in prima fila, Valerio Merola. Un altro che con Novi, con Marenco e con il teatro non ci azzecca nulla. 
Tra il pubblico anche Claudio Lauretta (che perlomeno è di Novi) a cui Graglia ha richiesto a sorpresa (!) una imitazione. L’attore si è esibito nella solita caricatura di Sgarbi gridando “Capre! Capre! Capre!” al pubblico. Un caso? 
Infine, l’attore Riccardo Forte si è esibito in uno spezzone di un monologo che parlava di immigrazione. Bravo, ma di nuovo la domanda: che ci azzecca? 

C’è solo una spiegazione che si può dare allo spettacolo messo in piedi sabato sera da Graglia. Si voleva che il pubblico non fosse distratto dallo spettacolo e potesse ammirare quanto è bello il nostro teatro, senza farsi distrarre da quanto accadeva sul palcoscenico.
Ecco, a Novi abbiamo un teatro così bello, che andiamo a teatro solo per guardarlo. Ne siamo orgogliosissimi, e ci basta ed avanza. Non serve organizzare qualcosa di bello anche sul palcoscenico: sarebbe un “di più”.

Il tentativo di Cabella

La democrazia ha fatto sì che toccasse a Cabella inaugurare il teatro restaurato dai suoi predecessori. Lovelli, Robbiano e Muliere sono stati invitati, e piazzati lontani dal palco (Robbiano non ha partecipato perché impegnato in una serata di presentazione di un suo libro). 
È evidente che Cabella sta cercando di intestarsi il restauro del teatro Marenco come frutto del suo lavoro, quando anche i merli della via Cava sanno che non è così. Una azione politica miope: quello di ieri per Novi è stato un momento storico ed è insensato volerlo usare a favore di una forza e un momento politico. Ma questo purtroppo è quello che è successo. 
Incomprensibile la scelta di non ringraziare, e neppure nominare, il ministero dei beni culturali che ha contribuito al restauro con 2 milioni di euro. Non una parola di ringraziamento all’allora ministro Sandro Bondi, che venne a visitare il teatro in abbandono e decise di sostenere in maniera sostanziale i costi del restauro. 
«Sono amareggiata perché non credo sia stata una svista – ci ha detto Manuela Repetti, che portò Bondi ad interessarsi del teatro e che ieri sera era presente all’inaugurazione- Hanno citato la cassa di risparmio, la Fondazione, il Comune, ma nessun riferimento al Ministero. Non comprendo il motivo, anche se nulla lo giustificherebbe».
«Ho sentito molti lamentarsi sul mancato invito ai privati cittadini che hanno contribuito al restauro – ha proseguito Repetti – Ho sentito dire che verrà loro dedicata una serata. Forse poteva essere dedicata a loro l’inaugurazione.. Ma capisco che la capienza è piccola e dunque era difficile invitare le istituzioni e al contempo i donatori». 
Abbiamo chiesto a Manuela Repetti cosa pensasse della serata: «Mah… diciamo che io ho altri gusti. Ma più che questione di gusti, opinabili dunque, avrei dedicato la serata ad uno spettacolo che alternasse musica, recitazione e filmati sulla storia del Teatro e del suo recupero. Ma, mi conceda una citazione, domani è un altro giorno e tutto deve ricominciare. Il Teatro ora è dei novesi. Questa è la cosa più bella».

L’ex Onorevole Manuela Repetti ha condiviso la sua opinione anche con un video in rete, che pubblichiamo sotto. 

Il commento di Manuela Repetti alla serata inaugurale


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