La vergogna dell’occupazione abusiva delle case

Ha fatto scalpore la notizia dell’occupazione dell’appartamento di un anziano di 86 anni mentre si era assentato per sostenere degli esami in ospedale.
Quando è ritornato presso l’edificio nel quartiere Don Bosco di Roma per rientrare nel suo appartamento, Ha avuto la brutta sorpresa di non potervi accedere: approfittando della sua breve assenza era stato occupato da malfattori Rom. Forzando la porta ne avevano preso possesso, avevano cambiato la serratura e perfino tolto il nome sia sulla porta che sul tasto del campanello del citofono.
La notizia trasmessa a ripetizione dai tele giornali con numerosi servizi ed interviste sul posto, ha creato sconcerto ed indignazione nell’opinione pubblica. Anche la carta stampata ha dato ampio risalto alla notizia.
Naturalmente non potevano mancare programmi di intrattenimento che mostrano sdegno sul fatto che non si riesca nemmeno a proteggere i nostri anziani e naturalmente l’ipocrisia dei politici nel manipolare i fatti.
Posso immaginare la reazione del popolo, se solo lo rapporto allo sdegno che manifestava mia moglie mentre seguivamo la notizia dalla televisione ed io che pure sono abituato a seguire le notizie con distacco cercando di contenerle in un contesto razionale.
La dinamica delittuosa è ampiamente notA e collaudato: c’è un basista o un caporione che viene a conoscenza dell’assenza temporanea, del solito anziano, vende la notizia a degli opportunisti, rom o similari. Questi forzano la porta d’ingresso, cambiano la serratura, vi istallano – di solito- una donna incinta o con un bambino piccolo, e il gioco è fatto. Si nascondono dietro alle condizioni di indigenza, di difficoltà vere o presunte e mettono le autorità in un complesse difficoltà, per le miriadi di leggi che producono un effetto a protezione dell’occupante, impedendone la cacciata in pianta stabile all’istante. E’ necessario invertire l’ordine dei fattori fa apparire l’occupante vittima da proteggere e l’occupato colpevole di aver lasciato la casa incustodita.

Questo tipo di crimini va avanti da tantissimo tempo , ed è ampiamente conosciuto dalle Autorità, e dalle forze di sicurezza. Infatti i Carabinieri ai quali il malcapitato si rivolge, dicono “noi non possiamo far niente, dobbiamo attendere le disposizioni del magistrato”. Fatti di questo genere sono capitati anche nella nostra città, dietro c’è sempre gente senza scrupoli che si vende l’informazione per denaro e gente che forse, dico forse è in una condizione difficile e pensa di superarla con un’azione criminale, verso un soggetto troppo debole, privandolo dell’abitazione. 
Certo le Autorità sono oberate da una quantità infinita di reati che sono più efferati dell’occupazione di un appartamento e poi risolverlo non è facile come può apparire; sorge subito la domanda: ci sono dei minori, la donna è incinta dove li mettiamo? Appartamenti disponibili non sempre ce ne sono, quindi tutto sommato prendersela comoda, approfittando della complessità della burocrazia, può essere il male minore. L’anziano nel frattempo una sistemazione comunque l’ha trovata, non è proprio in mezzo alla strada , ed il caso si trascina.
Se non interviene l’informazione televisiva forse gli occupanti la farebbero franca o quanto meno verrebbero lasciati indisturbati a tempo indeterminato con il risultato di far apparire vantaggioso il crimine ed altri si sentirebbero incoraggiati a seguirne l’esempio, tanto non ci fanno niente e lo affermano pubblicamente senza alcun pudore. Fortunatamente sul caso del signor Ennio, l’informazione ha insistito, continuando a proporlo e quindi sensibilizzando le Autorità ad intervenire e dopo venti giorni gli abusivi sono stati sfrattati. Ma i casi anonimi, non alla ribalta della stampa , sono tranquillamente dormienti.
In questo modo , lasciamo indifesi i nostri anziani, perdiamo la fiducia nella giustizia. Creiamo le condizioni di rigetto e prima o poi salta fuori qualche testa matta che si fa giustizia da solo e non è difficile immaginarne le conseguenze.

La politica che è all’origine dell’inefficienza con leggi che vogliono apparire garanti di una civiltà giuridica interessata, sfornano provvedimenti incomprensibili dove viene confusa la vittima con l’aggressore in un revival di attribuzioni di responsabilità tra le varie categoria di addetti, sempre più lontani dal risolvere in modo efficiente, semplice e sopratutto rapido.
Sarebbe talmente semplice se l’occupante abusivo di un appartamento, venisse subito sloggiato dalla forza pubblica subito dopo la notizia del reato , in modo da ristabilire la condizione iniziale e solo dopo, deve intervenire i il magistrato che determinerà la dinamica dei fatti, gli abusi , le responsabilità ed i danni. 
Ma la donna incinta ed i bambini dove li mettiamo? Ritornano dove erano prima del fatto, non sono mica stati concepiti e cresciuti nell’immobile occupato?  E’ facile intuire che con la semplice inversione delle posizione il fenomeno dell’occupazione fraudolenta degli appartamenti cesserebbe. Troppo facile?



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Francesco Giannattasio

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