Gente che va, gente che viene

In una lunga intervista ad un settimanale, il neo-Assessore al Bilancio ha elencato i suoi obiettivi e desideri; tali dichiarazioni erano attese, però si auspica che, fra qualche tempo, non comunichi – come già fece l’uomo dei selfie – che le sue aspirazioni vengono rallentate dalla burocrazia, talmente limitante da impedire, talora, di operare.
Dall’intervista emergono alcuni elementi sul recente passato a conferma del fatto che l’addio di Delfino non sia avvenuto con la tipica flemma inglese. Infatti, alla specifica domanda se ci sia stato un passaggio di consegne tra il partente e l’arrivato, il giovane ha risposto: “Purtroppo non c’è stato, anche se mi sarebbe piaciuto avere un dialogo con lui. E non ho ricevuto alcun messaggio da parte sua, né di congratulazioni, né di consigli” (non si può avere tutto dalla vita, che tanto ha già dato …).

Il trasloco, dunque, non è avvenuto in maniera usuale, con il savoir faire, necessario in tali circostanze. Né tantomeno è stato un passaggio del testimone movimentato, poiché i due non si sono proprio incontrati (non è difficile intuire chi non abbia voluto farlo). Tutto un altro stile rispetto a quello del bieco, nonché trinariciuto, Muliere, il quale, la sera della vittoria elettorale del centro destra, si era recato in piazza Dellepiane, dove i vincitori stavano festeggiando, a salutare e a porgere la fascia tricolore al neo-Sindaco (che alcuni raccontarono di aver visto preoccupato … ma forse era solo a causa della stanchezza). “Bisogna saper perdere”, dice una vecchia canzone dei “The Rokes”.

Ma c’è di più. Il neofita afferma che dovrà studiare (il che non fa mai male … come disse Stefano Rodotà, “la cattiva politica è figlia di cattiva cultura”) e che, nel suo ruolo, avrà il supporto degli uffici, dove ci sono persone “professioniste, competenti, serie”Così continua il baldo giovane nella suddetta intervista: “Maurizio Delfino non si limitava ai suoi compiti di Assessore, ma entrava spesso e volentieri nella sfera della politica. In merito a questo non seguirò certamente le azioni di Maurizio Delfino” (magari di qualcun altro sì …). E ancora: “…io cercherò di andare d’accordo con i dirigenti comunali, darò l’indirizzo politico basato su dati certi e d’intesa con i competenti uffici”. 

Procedendo nella lettura della lunga dichiarazione, il neo Assessore non pare neppure tanto entusiasta in merito alle proposte sul personale lasciategli in eredità dal predecessore. Insomma, se nella conferenza stampa di insediamento il giovane ha privilegiato l’armistizio con il Mungitore, nell’intervista ha cercato di stabilire l’armistizio anche con i dipendenti comunali, nei quali Delfino non ha lasciato un bel ricordo. Dunque, una presa di distanza dal suo predecessore (dapprima lodato dalla Lega e definito il “Ronaldo dei conti pubblici”); non si offenda il giovane, ma non appare tutta farina del suo sacco. Tanti segni di discontinuità, che sottintendono il tempo perduto da questa Amministrazione comunale. E chissà se verrà mai recuperato, la strada è sempre più in salita. Come si dice: “ai posteri l’ardua sentenza”.

P.S.: intanto la Lega “sbanatta”, cercando di accollarsi i meriti della ristrutturazione del Teatro Marenco, finalmente inaugurato; sistemazione per la quale si è molto impegnata … togliendo la polvere dal pavimento, considerato il fatto che ha ereditato la struttura sostanzialmente completata grazie al lavoro ultraventennale dei “cattivi” predecessori. Grida al vento con manifesti dal sapore populista, finalizzati a distrarre l’attenzione dei cittadini dai veri problemi, in particolare dalla permanente instabilità nell’Amministrazione novese, in cui gli Assessori, a turno, vengono “decapitati”: roba da far impallidire Robespierre. 

Tagliatore di teste

Taluni sostengono che il Mungitore vanti il merito di aver “silurato” l’ex Assessore al Bilancio; questo non è dato sapere, certo è che, sotto la sua scure, era caduta la testa dell’Assessora all’Urbanistica. Il tutto deriverebbe dalla sua impellente necessità di appiccicare al petto una certa quantità di medaglie, come si usava per i militari ai tempi del triste ventennio.
Alcune di queste medaglie si possono qui ricordare: l’aumento dell’IMU,da lui prima contestato e poi di fatto approvato; la manfrina organizzata sul CIT, facendo spesso mancare i numeri necessari alla maggioranza per approvare i documenti, infine approvati; e ancora, il “soffoco” per la caduta di alcuni calcinacci dei portici – ma i portici sono ancora lì, com’erano -.

Però la medaglia, e di grandi dimensioni, che ambirebbe appuntarsi, è quella del recupero dell’area Z3, per la quale, in buona compagnia, si è rinunciato a contributi di ben 5 milioni di euro, donati ad Alessandria; ma bisognava far presto per ottenere i soldi necessari alla ristrutturazione della Cavallerizza. Bisognava fare talmente presto che, a distanza di dieci mesi, non esiste ancora uno straccio di progetto in merito, ma un po’ di idee sparpagliate. 
Non parliamo poi dell’area Z3, ovvero piazza Maneggio e dintorni. Si tratta di un’area centrale della città, sulla quale – è bene sottolinearlo – si sono scornati fior di Assessori; un tema di questa portata non può essere discusso a spizzichi e bocconi (o, come diceva un tale, a “pizzichi e sbocconi”). Eppure non esiste un piano urbanistico dell’attuale Giunta, e non si può dire non ci sia stato il tempo di elaborarlo (Mungitore permettendo). Non si parla semplicemente di problemi urbanistici e di viabilità, ma di dinero, svanziche: se non si fanno le cose per bene, pecunia olet.
Alcune idee, però, ci sono: come quella dei sottopassi che potrebbero allagarsi.

Prima i novesi
Gli alloggi di Villa Zucca, già pensati per famiglie di giovani o anziani novesi, non saranno loro assegnati; andranno al personale scolastico proveniente da fuori città, in deroga al famoso slogan “Prima i novesi”. Che improvvisamente la Giunta Cabella, folgorata sulla via di Damasco, sia diventata “internazionalista”?
A quanto pare non è così, o, meglio, l’Assessora agli affari sociali non deve aver consultato prima il nipote del Sindaco. 
Un quotidiano solitamente ben informato ha registrato che, mentre quest’ultimo sosteneva che, il prossimo anno, l’Amministrazione potrebbe ritornare sui suoi passi – ovvero assegnare gli alloggi di Villa Zucca a famiglie novesi – l’Assessora ribadiva la correttezza della scelta fatta; ergo, non si torna indietro. 
Insomma, la Lega non si smentisce: è partito di lotta e un po’ di governo. Ci sarà forse una nuova partenza, secondo il motto “una dimissione all’anno toglie un Assessore di torno”?

A proposito di alloggi: la notizia è che la Giunta regionale abbia sbloccato 254 mila euro destinati ad interventi di riqualificazione energetica e di manutenzione straordinaria di alcune case popolari a Tortona. A Novi niente?!! Eppure in Regione c’è un giovane, ora anche neo Assessore novese, che occupa in quota Lega un posto – retribuito – da funzionario. Non è riuscito a far nulla? Restiamo in attesa di una smentita.



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